Pensieri

#BikeMe, domani per tutta notte. Da marzo stabile il servizio notturno

Una iniziativa che ci piace. Le bici gialle del Comune di Milano domani disponibili tutta notte (è previsto il diluvio e poi mi sa che non festeggerò Halloween, ma tant’è).
A breve, il servizio notturno diventerà stabile.
Questo il comunicato di BikeMe.
Ad maiora
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Tra il 31 ottobre ed il 1° novembre, in coincidenza con Halloween, il servizio di Bike sharing sarà attivo tutta la notte: dalle 7 di mercoledì 31 ottobre alle 24 di giovedì 1° novembre. Il costo dell’estensione di quest’ultima giornata di BikeMi notturno sarà sostenuto interamente da Clear Channel.
Dal 2 novembre il servizio di Bike sharing notturno si fermerà in attesa di tornare, in modo definitivo, dal prossimo 21 marzo. A partire dal mese di novembre si torna quindi all’orario normale, dalle 7 alle 24. Intanto prosegue il piano di ampliamento del servizio, che ad oggi conta un totale di 145 postazioni attive in città, e che prevede l’apertura di 45 nuove stazioni entro la fine dell’anno.
Dopo il grande successo registrato in questi mesi e l’ampio consenso degli utenti, l’Amministrazione comunale ha deciso di rendere definitiva la possibilità di utilizzare le bici gialle by night. A partire dal 21 marzo 2013 fino al 31 ottobre di ogni anno, le bici potranno quindi essere prelevate da domenica a giovedì fino alle 2 del mattino e venerdì e sabato 24 ore su 24.
Avviato in via sperimentale il 4 giugno scorso, il BikeMi notturno fino ad oggi ha superato i 32.000 utilizzi solo nelle fasce orarie notturne. Luglio è stato il mese da record, con oltre 8.315 utilizzi notturni, seguito da giugno (7.553), da settembre (7.325) e ottobre (con 6.616 prelievi). Il record di prelievi notturni si è verificato la notte del 6 settembre, in concomitanza con la Vogue Fashion Night Out, quando sono stati registrati 555 prelievi by night.

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#FreeTibet Alla Provincia di Milano la Fiaccola della verità tibetana

Oggi una delegazione di tibetani (molti resistenti a Milano) si è trovata nella sede della Provincia milanese per la Fiaccola della verità.
Questo il comunicato della Presidenza del Consiglio provinciale.
Ad maiora
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Il presidente del Consiglio provinciale, Bruno Dapei, ha ricevuto questo pomeriggio a Palazzo Isimbardi la “Fiaccola della verità tibetana”, una staffetta per i diritti umani in Tibet che ha già toccato moltissime città in tutto il mondo.
La Fiamma, in arrivo da Roma, è stata consegnata dal monaco Ven Lama Thubten Wangchen, presidente delle comunità tibetane in Europa, protagonista dell’iniziativa.
“Ben vengano iniziative che possono tenere accesi i riflettori della comunità internazionale e dell’opinione pubblica sul tema del rispetto dei diritti umani – commenta il presidente Dapei – Mi fa particolarmente piacere che Palazzo Isimbardi confermi la sua tradizionale ospitalità e sia una delle tappe di questa iniziativa”.
Ad accogliere la staffetta nell’unica tappa milanese c’erano gli assessori provinciali Giovanni De Nicola, Paolo Del Nero e Stefano Bolognini, i consiglieri Tito Cattaneo, Gian Battista Fratus e Massimo Gatti, Kalsang Dolker, presidente della Comunità Tibetana in Italia, Claudio Cardelli, presidente dell’associazione Italia-Tibet assieme ai rappresentanti della comunità tibetana locale.
La staffetta è partita il 6 luglio scorso dall’India per iniziativa del Parlamento tibetano in esilio e, dopo aver attraversato più di 30 Paesi nei cinque continenti, fermerà la sua corsa il 10 dicembre in occasione della Giornata mondiale per i diritti umani.

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#Adda Cercatore di funghi salva falco ferito

In questi giorni un po’ del cazzo, finalmente una buona notizia che arriva dal Parco Regionale Adda Sud (la foto è loro).

Qui il comunicato sul salvataggio del falco ferito.

Ad maiora.

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Falco ferito salvato da un cercatore di funghi a Corte Palasio, nel Lodigiano. E’ successo sabato mattina verso le 10 e adesso l’animale è in cura presso il Centro Rapaci di Castelleone, nel Cremonese. “Ero in giro nella località Prada di Corte Palasio – racconta Vincenzo Carrera, 49 anni, operaio metalmeccanico – stavo cercando dei funghi, quando alla base di una pianta ho visto dei cespugli muoversi. Mi sono avvicinato e ho trovato questo animale a terra, bagnato, vicino a un fosso. Non ho avuto il coraggio di abbandonarlo lì”.

L’operaio si è tolto il maglione e con quello ha avvolto il falco per evitare che si agitasse per lo spavento. “Stai calmo che sei nelle mani giuste” gli ha sussurrato il cercatore di funghi. L’animale si è lasciato raccogliere e portare in macchina. Carrera è quindi andato a casa e dopo un consulto con la moglie e con il Responsabile delle guardie ecologiche del Parco Adda Sud Maurizio Polli, è ripartito alla volta di Castelleone, dove hanno preso in consegna il volatile, che forse ha un’ala rotta. “Al Centro Rapaci – spiega l’operaio – si sono stupiti che sia stato così mansueto. Mi hanno detto che dalle dimensioni pare un esemplare non ancora adulto ma con artigli così forti da poter recidere i tendini di una mano”.

Il falco pellegrino – spiega il Parco Adda Sud – è uno dei rapaci più veloci e micidiali nella caccia aerea: raggiunge un’apertura alare fra gli 80 e i 120 centimetri e una velocità di oltre cento chilometri orari, ma quando si butta in picchiata può sfiorare anche i 300 chilometri. Quando attacca, tramortisce le prede con gli artigli e poi le finisce con il becco. Può vivere fino a 20 anni e la sua presenza è indice di un buon equilibrio naturale all’interno di un territorio.

“Salvare questo falco ferito è stato un importante gesto di umanità e di rispetto per la Natura è una buona notizia ed è anche la dimostrazione che per la salvaguardia delle nostre aree protette serve il contributo concreto di tutti” conclude Silverio Gori, Presidente del Parco Adda Sud. Nei prossimi giorni si avranno notizie più precise su quanto tempo servirà prima che il falco possa tornare a volare nei cieli sopra l’Adda.

Maria Di Lorenzo è un’amica

Sosteniamo La voce di #PeppinoImpastato pls RT

L’amico Ivan Vadori si è lanciato in una nuova, straordinaria, avventura: realizzare un documentario sulla battaglia antimafia che Peppino Impastato lanciò tramite la radio.

Qui si può vedere un trailer del lavoro di Ivan (e soprattutto di Peppino, assassinato a Cinisi il 9 maggio 1978):

http://youtu.be/mzEaC1_RnWo

Per realizzare il documentario Ivan ora cerca fondi, cerca sostenitori.

In palio ci sono 400 quote (da 10 euro) per raggiungere i 4mila euro che servono per realizzare il progetto.

Basta andare su questo sito e prenotarle:

http://www.produzionidalbasso.com/pdb_1635.html

Io l’ho fatto. Se non si raggungerà l’obiettivo non pagherò nulla. Ma non credo proprio. Altrimenti mi arriverà a casa un dvd col documentario.

Non aggiungo altro.

Io e chi legge questo blog ci capiamo benissimo.

Ad maiora