Pensieri

#mobilitanuova aderisce anche Wwf Lombardia

newmobilityPer la manifestazione del 4 maggio sulla mobilità arriva ora anche l'(importante)adesione del Wwf lombardo.

Questo il comunicato.

Ad maiora.

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Il WWF Lombardia insieme ad altre 150 associazioni amiche, aderirà alla manifestazione del prossimo 4 maggio a Milano, indetta da Rete per la Mobilità Nuova, http://www.mobilitanuova.it/   per chiedere, ancora una volta, che gli investimenti pubblici siano indirizzati verso una mobilità più ecosostenibile e non alla costruzione di nuove autostrade ed alta velocità.

Ogni giorno migliaia di persone si spostano per lavoro e studio utilizzando mezzi di trasporto privati. Questa abitudine, e a volte necessità per mancanza di infrastrutture adeguate, ha portato la  Lombardia ad avere il tasso di motorizzazione più alta d’Europa e la Pianura Padana ad essere uno dei punti più critici per qualità dell’aria, con evidenti conseguenze sull’ambiente e sulla salute dei cittadini. Per cercare di contrastare tale situazione il WWF ha promosso, e difeso nelle opportune sedi, i cinque referendum di Milano, in particolare quello per l’introduzione e mantenimento di Area C.

Il WWF oggi scende nuovamente in campo, aderendo all’appello di Rete per la Mobilità nuova, per chiedere alle amministrazioni un cambio di direzione nella programmazione  della mobilità urbana e non, per migliorare i trasporti pubblici e a favorire una viabilità ciclopedonale, tutelando al contempo l’ambiente che ci circonda.

 A partire dal 4 maggio lanceremo insieme a Rete per la Mobilità Nuova, una raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare che destini almeno i tre quarti delle risorse statali e locali disponibili per il settore trasporti a opere pubbliche che favoriscano lo sviluppo del trasporto collettivo e di quello individuale non motorizzato.

Chiediamo a gran voce, tutti insieme, di porterci muovere rispettando l’ambiente, in modo sicuro e confortevole.

Tobagi raccontato dagli studenti di giornalismo del “suo” Master

http://youtu.be/v1D-yXd5OFE

E qualcuno dice che non sono bravi…

 

Ad maiora

Zapping mondiale: dalla scomparsa di Quirico alla fiducia a Letta

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Molta politica italiana sui siti mondiali. Con una sola eccezione.

Al Arabiya ha ifatti in home page la notizia della scomparsa in Siria dell’inviato de La Stampa, Domenico Quirico. Sempre in tema Siria. il Guardian parla di attacchi cibernetici a siti occidentali fatti da hacker pro-regime.
Da più parti si parla della fiducia ottenuta da Letta ieri alla Camera. Lo fa Le Monde. E pure la Faz che titola sulla grande maggioranza. L’Indipendent cita una parte del discorso del neo presidente del Consiglio.
Il Corriere del Ticino spiega infine agli elettori svizzeri perché Letta ha la fiducia, ma non di M5S.
Per lo sport, molta attenzione viene data al primo coming-out nell’Nba. Sul NYT l’anuncio del centro dei Bulls, Collins.

Sulla Cnn si racconta invece del cappotto subito dal Sunderland di Di Canio, sconfitto 6-1 dall’Aston Villa.
Finisco con Mourinho (dai siti de El Pais e de El Mundo), che stasera tenta una remuntada anti-tedesca
Ad maiora

Zapping mondiale: finalmente l’Italia ha un governo. Di rivali.

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Finalmente l’Italia ha un governo, titola Le Monde. Parla invece di larghe intese Le Figaro, che lo accompagna con una bella foto di Letta e corazziere. È lo stesso concetto che sottolinea El Mundo, che ora ci apre.
El Pais sottolinea invece che ci sono voluti 60 giorni per fare un governo affidato al “moderato” Letta. La tedesca Faz scrive invece che il governo si regge in piedi. Mentre il Guardian parla di un alleanza di rivali. Parla di governo di coalizione l’argentina Nacion.
Il Corriere del Ticino sottolinea infine che nel nuovo esecutivo ci sono 7 donne.

Bielorussia, vietato dire “dittatura”

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LUKASHENKO BielorussiaTrasmettiamo uno degli ultimi articoli pubblicati da www.infobielorussia.org sulla situazione della popolazione della Bielorussia di Lukashenko:

Questa volta la mia conversazione è con una persona della minoranza polacca in Bielorussia. Devo sforzarmi molto per farla parlare, è visibilmente preoccupata. Oltre alle parole che ho riportato mi racconta anche di occasioni in cui ha parlato con qualcuno e poi ha scoperto essere un agente del KGB. Al di là del fatto che lo sia stato davvero o meno va comunque registrata la realtà di un popolo che vive nel sospetto e nella paura, esattamente come ai tempi dei regimi comunisti, quando ogni interlocutore poteva essere un agente della polizia segreta. Proprio per questo tutti gli elementi identificativi della mia interlocutrice sono stati omessi con particolare cura. All’inizio lei mi spiega che chi ha radici polacche può richiedere la Karta Polaka, documento di cui avevo già parlato nell’articolo sull’emigrazione bielorussa…

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