Pensieri

Divieti assurdi

Su questa cancellata con base in muratura bianca un bel divieto di appoggiarsi. In quel di Bodrum.
Si salvano con l’ironia: Yes We Can…
Comunque se lo scoprono certi nostri sindaci esibizionisti, lo adottano subito.
Ad maiora

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Erdogan da Putin (senza Berlusconi)

Mentre i quotidiani italiani si dilettano a contare i followers di Grillo, quelli turchi continuano a concentrarsi sulla visita del loro primo ministro a Mosca.
Da quel poco che sono riuscito a leggere, ignorata invece nel Bel Paese.
Eppure la Turchia è un elemento fondamentale nello scacchiere del Mediterraneo, soprattutto ora che riceve migliaia di profughi dalla Siria.
Di Siria hanno discusso Putin e Erdogan ieri. Pur rimanendo su posizioni distanti.
Qualche tempo fa i due, quando stavano per firmare l’accordo per il passaggio in territorio turco del gasdotto South Stream si trovarono al tavolo anche Berlusconi, che si vantò di aver avuto un ruolo centrale nel patto:
http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/economia/eni-gas/turchia-berlusconi/turchia-berlusconi.html
Il gasdotto, nato da una joint venture tra Gazprom ed ENI, ha visto negli ultimi tempi la compagnia statale italiana fare ampi passi indietro; con la crisi è infatti diminuito pesantemente il consumo di gas in Italia. E per diventare l’hub del gas avremmo bisogno di strutture, costose e impattanti in un territorio ad alta densità umana come il nostro.
Ad maiora.

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Sul ponte sventola bandiera rossa

Nei porti turchi, a differenza che in quelli italiani, quasi tutte le imbarcazioni battono bandiera locale (e non solo come forma di cortesia).
Forse qui la tassazione è più favorevole che in Italia. Dove però, con l’arrivo di Monti, è stata introdotta una tassa di possesso per le barche di cittadini italiani, a prescindere dalla bandiera o dal paese in cui è ormeggiata.
La scadenza era il 31 maggio.
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Comunque Erdogan

Non deve aver ottenuto granché da Putin, visto che Russia (e l’alleata Cina) hanno posto il veto all’Onu (o quel che ne rimane) per la risoluzione sulla Siria.
Nemmeno il leader siriano, alleato dei russi sul fronte del gas, ha smosso le leve diplomatiche giuste.
Ad maiora

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Erdogan da Putin: Siria (ma anche gas) al centro dell’incontro

La foto della visita del primo ministro turco a Mosca, dall’uomo forte russo, domina tutte le prime pagine dei giornali turchi.
Anche se il titolo principale è, ovviamente: Bomba a Damasco.
La Turchia confina con la Siria e sta ricevendo migliaia di rifugiati e spinge per la caduta del dittatore siriano Assad (soprattutto dopo l’abbattimento di un caccia turco da parte della contraerea siriana).
Nella conferenza stampa dopo l’incontro Erdogan ha detto di non volere la divisione della Siria ma la fine della carneficina.
Putin, che ha posizioni ben diverse nel conflitto dato che sostiene militarmente il regime di Ankara, ha sottolineato il ruolo di mediazione turco nelle trattative per la pacificazione siriana in corso a Ginevra.
I due paesi non possono d’altronde dividersi troppo: la Siria diventerà il nuovo hub del gas della russa Gazprom diretto verso l’Europa, quando verrà ultimato il gasdotto South Stream. L’Italia, con Eni, ha fatto da cavallo di Troia rispetto al progetto, alternativo a quello europeo (appoggiato dagli Usa): il Nabucco, morto prima di nascere, avrebbe dovuto rendere più indipendente (energeticamente e non solo) l’Ue dalla Russia.
L’Italia, in questi anni, a prescindere dal colore dei governi in carica, ha d’altronde sempre più dato retta a Mosca che a Bruxelles, in tema di energia.
Prima o poi qualcuno ci spigherà il perché.
Ad maiora

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