Autore: Andrea Riscassi

Sono nato nel 1967 e sono giornalista Rai. Dopo gli esordi a Società Civile e al Corriere della Sera, sono approdato in televisione nel 1991, prima a Lombardia 7 e poi in Rai. Alla Tgr Lombardia sono stato inviato e caposervizio. Dal 2013 lavoro a RaiSport, dove seguo l'Atalanta e la Nazionale italiana di calcio. Ho pubblicato diversi libri, tra cui Anna è viva, Anticorpi alla videocrazia, Favola Atalanta, Vivi ogni giorno come fosse il primo e Solo Atalanta. Ho svolto attività di docenza e formazione alla Scuola di giornalismo Walter Tobagi dell'Università degli Studi di Milano, all'Università degli Studi di Milano e al Master in Comunicazione e Marketing dell'Università di Bologna.

Le prigioni di Ai Weiwei in un (suo) video musicale

Ai-WeiweiChiunque abbia avuto la fortuna di vedere “Never Sorry” il film sulla vita di Ai Weiwei ricorderà che nelle ultime scene c’è il dissidente cinese che dopo la detenzione (illegale) dice che non può raccontare quel che gli è accaduto.

http://youtu.be/qTmwTt_VmFg

Ora l’artista rimedia con questo video musicale nel quale viene raccontata, anche in modo farsesco, la detenzione nelle prigioni del regime di Pechino:

http://youtu.be/4ACj86DKfWs

Dumbass, stronzo o meglio rincoglionito, il titolo di questa canzone, singolo di un album che uscirà a giugno nel secondo anniversario dell’arresto.

Il New York Times, nella sua versione digitale, parla del video, senza mostrarlo, per il noto puritanesimo americano (si possono comprare armi ma non ascoltare parolacce in radio o tv).
Il video è comparso questa mattina nella pagina Youtube dell’artista, rilanciato dal suo attivisissimo account Twitter.
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#zappingmondiale Dalla rapina nel centro di Milano al futuro di Ancelotti

Rapina nel centro di MilanoSui giornali on-line del Canton Ticino la rapina con le molotov nel centro di Milano, proprio mentre era in corso un vertice col il ministro Alfano.
Per il resto, non trovo niente sul nostro paese e quindi non posso non dare l’apertura di Le Monde sullo scrittore omofobo suicida a Notre-Dame. Sul Mundo invece la notizia che rimarranno non visibili le foto del cadavere di Bin Laden.
Di italiani si parla nel mondo del calcio. Europeo. E’ il caso di Ancelotti, incensato dal Pais. Chi sale e chi scende. Come Mourinho, di cui parla Al Arabiya.
Chiudo sempre in ambito sportivo con la classifica dei 10 migliori elmetti per ciclisti pubblicata dall’Indipendent. Da noi non sono obbligatori e non li usa quasi nessuno. Ma salverebbero molte vite.
Ad maiora

#socialchefpiemonte ecco il Rivet D’Or (video)

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Sempre nell’ambito del blog trip (organizzato da Carlo Vischi) #socialchefpiemonte abbiamo incontrato Daniele Ronchail che insieme a Stefania Bonansea gestisce l’omonima azienda agricola che si trova a Pragelato, in Val Chisone, nel torinese.
In questo video Daniele spiega come viene prodotto il Rivet D’Or, formaggio che si ispira alla storica tommë.
Da mangiare in loco, come suggerisce Daniele:

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#Balotelli: nascita e consacrazione di un fenomeno mediatico (tesi)

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È in discussione oggi la tesi di Paolo Redi su un calciatore a me particolarmente caro: Mario Balotelli. Sul fenomeno mediatico avevo fatto fare agli studenti del Master di giornalismo una Enrica settimanale che in realtà avrebbe potuto essere anche quotidiana. Il fenomeno calcistico è diventato un personaggio anche prima di imporsi sui campi di gioco.
La sua storia (nato a Palermo da genitori stranieri, poi dato in affido ai Balotelli) lo ha reso interessante per tifosi e giornali sportivi anche prima che iniziasse a farsi notare fuori dal terreno di gioco. Redi individua la scintilla che trasforma Balotelli in un’icona sportiva con la sua doppietta alla Juve, nella sua prima grande partita con la maglia dell’Inter.
Seguiranno tanti altri gol (che permetteranno all’Inter di vincere uno scudetto) e le liti coi tifosi (la maglia lanciata con disprezzo, quasi una bestemmia in chiesa) e con gli allenatori (Mourinho fa dei racconti molto divertenti su di lui).
Poi l’avventura al City. Redi spiega come grazie a questa il personaggio abbia assunto un ruolo mediatico mondiale. Il Time lo indica (tuttora) come tra i cento influencer internazionali.
E la sua presenza a Manchester gli attirato l’attenzione dei media (anzi dei tabloid) inglesi, oltre che di quelli italiani.
Poi la rissa con Mancini e il ritorno a Milano. Indossando quella maglia rossonera che un po’ per scherzo un po’ no, aveva provato. A un passo dalle telecamera di Striscia. In tv, ovviamente, come si impone a un’icona moderna.
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Tra radio e multimedialità: tesi su Virgin Radio (tesi)

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Qui sopra la copertina della tesi di Pamela Granata su una radio che trasmette musica a me piace parecchio: il rock. Sto quindi parlando di Virgin Radio che nel titolo della tesi (che viene discussa in questo momento alla Statale di Milano) viene definita la “proposta musicale del nuovo millennio”.
L’analisi parte dall’evoluzione del sistema radiofonico italiano che sgretolò il monopolio Rai con le radio private che trasmettevano proprio quel rock che oggi è il biglietto da visita di Virgin. La radio del gruppo Finelco ha sfruttato questo genere musicale per imporsi su un mercato che è largamente rimasto melodico.
Virgin ha cambiato anche il rapporto tra parola e musica, facendo nettamente trionfare quest’ultima.
La Granata, che ovviamente apprezza questa stazione radiofonica, ha poi analizzato le numerose radio web che Virgin ha messo in piedi in questi anni, per sfruttare questo nuovo media per ampliare il proprio bacino e per confrontarsi col proprio pubblico. Malgrado la grande offerta, l’innovazione via web rimane solo la stessa che ha fatto imporre Virgin sul mercato dell’etere: la musica rock.
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