Autore: Andrea Riscassi

Sono nato nel 1967 e sono giornalista Rai. Dopo gli esordi a Società Civile e al Corriere della Sera, sono approdato in televisione nel 1991, prima a Lombardia 7 e poi in Rai. Alla Tgr Lombardia sono stato inviato e caposervizio. Dal 2013 lavoro a RaiSport, dove seguo l'Atalanta e la Nazionale italiana di calcio Under 21 Ho pubblicato diversi libri, tra cui Anna è viva, Anticorpi alla videocrazia, Favola Atalanta, Vivi ogni giorno come fosse il primo e Solo Atalanta. Ho svolto attività di docenza e formazione alla Scuola di giornalismo Walter Tobagi dell'Università degli Studi di Milano, all'Università degli Studi di Milano e al Master in Comunicazione e Marketing dell'Università di Bologna.

Portace a mignotte…

Avatar di nomfupNomfup

Che festeggia goliardica la vittoria sul Milan.

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Gli auguri “di Natale” di Al Pacino…

Grande Al PacinoLi ho girati poco fa al Dg aziendale che mandava ai dipendenti un messaggio natalizio:

http://youtu.be/htT6p2zth70

Auguri per domani. Per il 2013.

E per ogni maledetta domenica.

Ad maiora

Le cinquanta sfumature di grigio delle #PussyRiot

Maria Alekhina in prigioneLa carriera di un sorvegliante del carcere e, soprattutto, nel lager si fa sulla pelle dei detenuti.

Varlam Šalamov, I racconti della Kolyma

E spero stiano facendo carriera gli aguzzini che un giorno sì e l’altro pure sanzionano le Pussy Riot in carcere. Una delle due, in isolamento perché minacciata, è stata punita per non aver sentito la sveglia: http://www.ilmondo.it/esteri/2012-12-21/russia-nuova-sanzione-pussy-riot-carcere-si-sveglia-tardi_165433.shtml

Maria Alekhina aveva d’altronde scritto una lettera aperta qualche giorno fa, ma dicendo che questa non è vita:  http://pubblicogiornale.it/mondo/pussy-riot-carcere-lettera/

Le cinquanta sfumature di grigio delle prigioni russe sono tutt’altro che eccitanti. Scrive Maria: “Tutto è grigio qui intorno. Anche se è di un altro colore, contiene un elemento grigio. Tutto: gli edifici, il cibo, il cielo, le parole”.

Annaviva ricorderà le Pussy Riot con una manifestazione a Milano nel pomeriggio del 16 gennaio e una serata all’Ostello Bello la sera del 17.

Ad maiora

#CiaoMonti Le pagelle dei giornali (a confronto)

governo-montiIn realtà, ho trovato solo il Fatto quotidiano e Il Sole 24ore che si cimentano nell’impresa di dare i voti all’esecutivo che da ieri sera resta in carica solo per la straordinaria amministrazione.

Mettiamo a confronto e sommiamo le pagelle (aggiungendo il giudizio).

Elsa Fornero: bocciata

5 per il Fatto e 5 per il Sole

Giulio Terzi di Sant’Agata: bocciato

5 sia per il Fatto che per il Sole

Lorenzo Ornaghi: bocciatissimo

4 per il Fatto (“Un fantasma alla Cultura) solo mezzo punto in più per il Sole

Mario Catania: rimandato

5 per il Fatto 6 per il Sole (era alle Politiche agricole, se a qualcuno è sfuggito)

Giampaolo di Paola: promosso

5 per il Fatto 7 per il Sole (gli F35 muovono il Pil, si sa)

Filippo Patroni Griffi: promosso

6 per entrambi i quotidiani

Vittorio Grilli: rimandato

5 per il Fatto, 6 per il Sole

Corrado Clini: rimandato

4 per il Fatto, 6,5 per il Sole

Fabrizio Barca: super promosso

7 per il Fatto e mezzo punto in più per il Sole

Paola Severino: promossa

5 dal Fatto, 7 dal Sole

Anna Maria Cancellieri: super-promossa

7 sia dal Fatto che dal Sole

Corrado Passera: bocciato

5 dal Fatto, solo mezzo punto in più dal Sole (e questo mi sa che gli fa più male)

Renato Balduzzi: promosso

7 dal Fatto, 5 dal Sole

Piero Gnudi: bocciato

4 dal Fatto, 6 dal Sole (era al Turismo, se qualcuno non se ne fosse accorto)

Enzo Moavero Milanesi: super-promosso

7 sia per il Fatto che per il Sole per il ministro per gli Affari europei

Francesco Profumo: rimandato

6 dal Fatto, 5,5 dal Sole (voto pesante)

Andrea Riccardi: rimandato

5 dal Fatto (voto pesante), 6 dal Sole

Piero Giarda: promosso

5 dal Fatto, 6,5 dal Sole

Mario Monti: promosso

6 dal Fatto, il Sole fa il gioco delle tre carte e mette vari voti (che lo fanno comunque prouovere): Credibilità internazionale 8, Conti pubblici 7, Crescita e occupazione: 5

Quali sono invece i voti che date voi ai ministri?

Ad maiora

Aiutare i bambini delle #baraccopoli di #Milano

baracche a MilanoRicevo e volentieri vi giro questo appello lanciato da Flaviana Robbiati.

Ad maiora.

…………..

La temperatura in questi giorni gira intorno allo zero. Neve, freddo, nebbia.

Mi telefona Florina e mi chiede un paio di scarpe n° 36, le sue si sono bagnate con la neve e non si sono più asciugate, a “temperatura ambiente” non è possibile.  Da una settimana non va a scuola perché non ha le scarpe. Vive con i genitori nello scheletro di una fabbrica non terminata.

Ho della frutta e qualche panettone, vado a trovare Luminita e i suoi figli. Mi offre un caffè, entro nella baracca rischiarata dall’alcool che brucia in una lattina scoperchiata di aranciata; il sistema di sicurezza è la pentola dentro cui la lattina è posta. Albert, sette anni toglie il quaderno dallo zaino per farmelo vedere; tratti incerti, un po’ troppo per un bambino che fa la seconda, ma gli brillano gli occhi quando parla dei compagni e della sua maestra. Entra anche Monica, che ha iniziato l’asilo quest’anno.

Chi sono questi bambini che vivono in baracca, senza luce, senza riscaldamento, senza acqua e spesso con poco cibo? In quale città siamo?

Siamo a Milano, periferia est, ma qualunque altra periferia andrebbe benissimo perché i luoghi disprezzati diventano casa per tanti bambini, per i loro papà e per le loro mamme, che non hanno altra possibilità se non quella di “occupare abusivamente” ciò da cui chiunque di noi si tiene assolutamente lontano.

Sono i miei amici rom che ci abitano. Anche per loro il freddo, la fame, la mancanza di elementi primari sono duri e brutti. Non vivono lì perché è la loro indole, vivono lì perché la loro povertà non consente altro. Unica speranza è che le forze dell’ordine non distruggano anche la poca protezione che una baracca può offrire.

Incontro questi bambini e i loro genitori a scuola, li incontro andando a trovarli, accompagnandoli a fare le vaccinazioni, ascoltando le loro storie e i loro sogni, che sono quelli di tutti noi.

Cara Florina, le scarpe ora non le ho, ciò che arriva riparte subito, ma te le cerco in fretta.

Di bambini come lei e Albert, Monica, ce ne sono tanti a Milano, arrivano a scuola con tanta fatica addosso, con tante difficoltà, ma anche con tanta voglia di farcela, e i loro genitori fanno il possibile per fare sì che la storia bella della scuola continui, e che i loro figli siano come gli altri bambini.

Storie che vanno sostenute innanzitutto guardando questi bambini con occhi diversi e apprezzando la loro fatica. Storie che, se accompagnate, rendono Milano una città più giusta e aprono strade di cittadinanza a bambini altrimenti destinati all’esclusione.

Chi volesse aiutare i bambini delle baraccopoli milanesi, può scrivere a santegidio.rubattino@gmail.com