Autore: Andrea Riscassi

Sono nato nel 1967 e sono giornalista Rai. Dopo gli esordi a Società Civile e al Corriere della Sera, sono approdato in televisione nel 1991, prima a Lombardia 7 e poi in Rai. Alla Tgr Lombardia sono stato inviato e caposervizio. Dal 2013 lavoro a RaiSport, dove seguo l'Atalanta e la Nazionale italiana di calcio Under 21 Ho pubblicato diversi libri, tra cui Anna è viva, Anticorpi alla videocrazia, Favola Atalanta, Vivi ogni giorno come fosse il primo e Solo Atalanta. Ho svolto attività di docenza e formazione alla Scuola di giornalismo Walter Tobagi dell'Università degli Studi di Milano, all'Università degli Studi di Milano e al Master in Comunicazione e Marketing dell'Università di Bologna.

Atalanta, i giornali di giovedì 8 ottobre: Scamacca riparte dai gol e si parla di rinnovo, Giuntoli rilancia la fiducia in Sarri. CDK e i dubbi in attacco, Gasperini racconta la nostalgia di Bergamo

Gli attaccanti tornano dalle Nazionali con gol e fiducia. Sarri ritrova il gruppo, mentre Giuntoli difende il percorso della nuova Atalanta.

L’Eco di Bergamo apre lo sport con «Attaccanti in fiducia. Armi in più per Sarri». Matteo Spini traccia il bilancio della lunga pausa: «Tredici giocatori prelevati e restituiti, aggiungendo o togliendo qualcosa: un po’ tutti hanno minuti in più nelle gambe, il che può essere un male perché significa fatica ma anche un bene perché può tramutarsi in confidenza tecnica».

Le indicazioni migliori arrivano davanti: «Scamacca e Krstovic hanno segnato, De Ketelaere ha lanciato segnali. Ci sarebbe anche Raspadori che ha ben figurato ma si è fatto male, quindi lo mettiamo in disparte».

Per Scamacca, il gol alla Turchia «aumenta la sua maniera e rinforza il suo morale, al netto di una connessione solo parziale con gli altri azzurri». Krstovic torna invece dalle partite contro Cipro e Armenia con due gol e un assist: «La Lega C di Nations non è di alto livello, ma i gol contano sempre».

Fra i segnali positivi ci sono anche Kessie, Scalvini e Zalewski. Sul difensore, Spini osserva: «Il discorso è anche tattico per Scalvini, che finalmente giostra in Nazionale nel ruolo dell’Atalanta: 4-3-3 sia per Sarri, sia per Mancini e dunque l’apprendistato vale doppio». Per Zalewski, quattro presenze da titolare con la Polonia e due assist.

Il bilancio numerico dell’Eco titola «Elmas: 4 partite, 360 minuti. Carnesecchi finisce a zero». Il macedone gioca sempre; il portiere resta invece in panchina in tutte e quattro le gare dell’Italia. Complessivamente, la pausa porta quattro gol e cinque assist agli atalantini.

La Gazzetta dello Sport dedica a Scamacca una pagina firmata da Matteo Brega: «Scamacca, avvio super». Il richiamo: «Atalanta, i suoi gol per la ripartenza. E si parla di rinnovo».

Brega sottolinea anche il contributo alla manovra: «Le qualità tecniche di Scamacca sono riconosciute da ogni allenatore che lo ha avuto. Per questo motivo è quasi limitativo pensarlo come un centravanti e basta. Ha visione di gioco e può diventare un riferimento anche per la costruzione, non solo per la finalizzazione».

Il contratto scade il 30 giugno 2028, ma secondo il quotidiano «i contatti con l’agente di Scamacca per allungare il contratto sono già stati allacciati». Dopo Scalvini, dunque, l’Atalanta pensa a prolungare anche l’accordo dell’attaccante.

Sul Corriere della Sera, nell’edizione di Bergamo, Marina Belotti firma «Zingonia, si riparte. I dubbi in attacco». Con gli ultimi rientri di Pasalic ed Elmas, Sarri può finalmente lavorare con tutti i nazionali.

Il nodo resta De Ketelaere, che con il Belgio brilla da centravanti: «Un ruolo che per il tecnico toscano in nerazzurro però non va messo in discussione, vista la presenza in rosa già di Scamacca e Krstovic a dettare la scelta su chi si debba posizionare davanti alla porta».

Per Sarri conta l’equilibrio della squadra: «Non tanto la preferenza dei singoli». Belotti prospetta quindi un’alternativa: «Passare, anche dal primo minuto dal classico 4-3-3 a un alternativo 4-2-3-1, così da sfruttare proprio le doti del belga nell’accentrarsi dietro la punta di riferimento». A destra possono trovare spazio Samardzic, Elmas o Raspadori, quando recupererà; a sinistra Rowe, Zalewski o Sulemana.

Accanto, il regista Davide Ferrario firma «La lucidità del mister e i timori dei tifosi: che film ci aspetta?». Apprezza la chiarezza con cui Sarri legge le difficoltà, ma pone un interrogativo: «Sul set come sul campo bisogna cercare l’equilibrio tra preparazione e la “cosa vera” che succede».

Ferrario conclude: «Purtroppo fino a oggi l’Atalanta non assomiglia a un film d’autore, piuttosto a uno di quegli sceneggiati tv professionali ma fatti col minimo sforzo creativo».

Su L’Eco di Bergamo parla anche Cristiano Giuntoli: «L’Atalanta è un sogno. Grande unione con i tifosi». Il dirigente racconta a Bergamo Tv: «Quando ero a Carpi, l’Atalanta era il mio sogno: rappresentava un punto da raggiungere. Ho sempre ammirato questa proprietà».

Sul momento della squadra: «Non dobbiamo pensare ai punti, nel bene e nel male: dobbiamo analizzare la prestazione e io confido che questa squadra faccia molto di più».

Giuntoli difende il percorso dell’allenatore: «La storia di Sarri parla chiaro: anche a Empoli aveva fatto a inizio. Facendo tanta didattica, calcio ripensato, però dopo devono stare e non pensando solo gioco, oltre a iniziative e spensieratezza: serve tempo, comunque ci saranno alti e bassi». Il messaggio conclusivo è di fiducia: «Sappiamo che sarà un anno complicato, ma si passa da questo percorso e una forte identità».

Su Rowe: «Lo volevamo fortemente, è giovane e ha qualità: crescerà di pari passo con la squadra, ha già fatto buone cose con la Juve, al di là dell’episodio di quel rigore che era netto. Ma noi non possiamo guardare agli errori arbitrali: sono cose che capitano in un campionato, noi dobbiamo pensare a trovare equilibri e identità».

Per la Conference: «Porsi un obiettivo come l’Europa può essere un limite: impareremo a vedere dove siamo arrivati, ma serve equilibrio. Lavoriamo per trovare alla svelta una forte identità e dare il massimo sui tre fronti: crediamo che la squadra abbia un grande potenziale».

Il notiziario dell’Eco e la Gazzetta dello Sport segnalano intanto il ritorno al lavoro individuale sul campo di Raspadori e Sulemana. Per entrambi il Venezia arriva troppo presto; il quotidiano sportivo non esclude una convocazione contro il Pafos, con l’obiettivo di renderli disponibili pienamente per il Milan. Per Hien e Kossounou i tempi restano più lunghi.

Atalanta-Venezia, lunedì alle 18.30, sarà arbitrata da Paride Tremolada. Al Var Francesco Meraviglia, assistito da Marco Piccinini.

Il Corriere dello Sport, nell’analisi «La pausa li fa belli», guarda anche alla sfida di Bergamo. Per l’Atalanta segnala la crescita di Zalewski e i contributi di De Ketelaere, Elmas e Krstovic; per il Venezia, Radu e Schingtienne rientrano dalle Nazionali.

Sul Corriere della Sera c’è anche Gasperini. Massimo Laganà firma «Gasp, messaggio in bottiglia: “Ho ancora casa in città”», in occasione della presentazione della Freisa «343» prodotta dal figlio Davide e destinata a un’iniziativa benefica.

Il tecnico racconta il legame con Bergamo: «Non ho rimpianti, ma provo una profonda nostalgia per una comunità dove mi ero integrato perfettamente. Non a caso ci torno spesso. Mi manca tutto, di Bergamo».

Sul percorso nerazzurro: «Non solo e non tanto per l’Europa League vinta. Ma per la qualità del gioco e per la costanza dei piazzamenti in zona Champions conquistati in nove anni. Non è il singolo trofeo a decretare la bravura di un tecnico». E chiude: «Una cosa è certa. La mia casa a Bergamo non l’ho venduta».

L’Under 21 conquista l’apertura della Gazzetta dello Sport. Alex Frosio intervista Silvio Baldini: «Sogno l’Europeo e l’Olimpiade. Prima dei campioni alleno gli uomini».

Il commissario tecnico spiega: «Come dico sempre a loro, non devono pensare solo a diventare ricchi e famosi, ma devono cercare nel calcio quella felicità che avevano da bambini, quando si pensa solo al divertimento. E devono comportarsi bene, anche in campo».

Fra gli esempi c’è Ahanor, chiamato dalla Nazionale maggiore per coprire le assenze sulla fascia. Baldini racconta di aver cambiato modo di comunicare con lui durante Italia-Polonia: «Alla fine del primo tempo, sono andato ad abbracciarlo e gli ho spiegato con calma che lui doveva coprire Pisilli e Liberali. Così gli ho fatto capire che non lo stavo rimproverando».

Gli obiettivi sono ambiziosi: «Speravo di andare all’Europeo e ora ci siamo andati. Ora spero di vincerlo, poi andare alle Olimpiadi e vincerle». Per il torneo non chiede rinforzi dalla maggiore: «Nessuno, mi tengo quelli che ho, i miei ragazzi». Con l’eccezione della disponibilità già offerta da Pio Esposito.

Prima delle aperture, il ricordo di Stefania Corna, morta a 35 anni dopo una lunga malattia. Sul Corriere della Sera, Roberta Amaglio titola «Ex Foppa e insegnante: addio a Stefania Corna». I funerali sono in programma domani a Boltiere.

Sulla Gazzetta dello Sport, Rebecca Saibene firma «L’eredità di Stefania. Altruista in campo e con i bambini». Lorenzo Micelli la ricorda così: «Non è mai stata piccola: aveva un talento mostruoso e tanta voglia di lavorare e di mettersi in gioco». Dopo la pallavolo, Stefania trova nell’insegnamento un’altra passione: «Il volley è stato un grande amore. I bimbi sono pagine da colorare».

La carrellata finale parte dalla Gazzetta dello Sport: «I miei ragazzi d’oro», con Baldini e il rilancio azzurro. In alto, «Bobo lancia Pio», con Vieri che pronostica per Esposito più gol in Nazionale di Riva.

Il Corriere dello Sport apre su Modric: «Io non mi fermo». Il croato assicura: «Non è la mia ultima stagione, dopo sarà Real».

Tuttosport sceglie «Palmisani chiama Juve», con il portiere del Frosinone e dell’Under 21. In alto l’abbraccio del tennis a Sinner: «Jannik, sei il migliore. Tornerai ancora più forte».

Atalanta, Raspadori e Sulemana al lavoro sul campo. Venezia tra assenze e il gol di Adams, il Pafos ritrova i nazionali

Raspadori e Sulemana riprendono il lavoro individuale sul campo. È la novità del pomeriggio a Zingonia: i due attaccanti aggiungono questa attività alle terapie e alla palestra, senza ancora rientrare in gruppo.

Sarri ritrova anche sette nazionali: Carnesecchi, De Ketelaere, Kolasinac, Krstovic, Scalvini, Scamacca e Zalewski. La preparazione verso Venezia e Pafos oggi ha visto esercitazioni tecniche, una partitella dieci contro dieci su metà campo e lavoro di potenza. Hien continua con terapie e palestra, mentre Kossounou e Pompei svolgono terapie. Domani è previsto un doppio allenamento a porte chiuse.

Nel Venezia, il quadro delle disponibilità resta complicato. Sverko, Franjic e Busio sono indisponibili, mentre restano da valutare Dagasso, Basic, Haps, Adorante, Bella-Kotchap e Schingtienne. Una lista ancora provvisoria, a cinque giorni dalla trasferta di Bergamo.

Dalle Nazionali arriva invece una buona notizia per l’attacco di Stroppa: Akor Adams porta il suo bilancio con la Nigeria a 182 minuti e un gol. Rispetto al riepilogo precedente, trova spazio anche Richie Sagrado, che raggiunge i 90 minuti con il Belgio Under 21.

Situazione diversa in casa Pafos. Ricardo Sá Pinto può preparare la ripresa con tutti i giocatori a disposizione dopo il ritorno di Dragomir, Sema e Sunjic, che hanno concluso lunedì gli impegni internazionali. Il tecnico ritrova dunque il gruppo per lavorare alla doppia trasferta con Anorthosis e Atalanta.

Ad maiora

Atalanta, i giornali di mercoledì 7 ottobre: Sarri chiude il tempo degli alibi, chiede una squadra libera e apre al 4-2-3-1. «Da lunedì voglio vedere giocare a calcio»

Sarri chiede all’Atalanta di sbloccarsi, mentre i nazionali tornano a Zingonia. Le interviste del tecnico occupano parecchie pagine dei giornali locali. Segno che si è a caccia di riscatto. Già da lunedì.

L’Eco di Bergamo porta Sarri anche in prima pagina: «Atalanta, ora devi sciogliere le briglie». All’interno, Piero Vailati firma la lunga intervista collettiva: «Il tempo non sia un alibi, voglio un’Atalanta che giochi libera».

Il tecnico parte dalle difficoltà: «La squadra è stata completamente destrutturata, e ancora non c’è una struttura definita nel nuovo modo di pensare. Quindi è una squadra che va in difficoltà e finisce per subire le partite. Era inevitabile che succedesse: è una squadra che si era costruita un modo di pensare non per sei mesi, ma per tante, tante stagioni».

Sarri aggiunge: «Mi dispiace per la società, che ci sta aiutando in tutti i modi. E mi dispiace per i tifosi. Però adesso smettiamo di dire che abbiamo bisogno di tempo, perché questo potrebbe diventare un alibi per tutti».

I segnali positivi riguardano il possesso e la posizione della squadra: «Rispetto alle prime partite abbiamo alzato il baricentro di più di 20 metri, abbiamo alzato il possesso palla e la supremazia territoriale. Però il tutto rimane abbastanza poco incisivo, perché poi ci manca l’interpretazione, quella vera, delle situazioni».

Il passaggio decisivo: «In questo momento la sensazione che ricevo dalla partita è che siamo più con la testa a pensare dove stiamo mettendo i piedi che non a giocare a calcio. Il passo ora deve essere quello di sbloccarsi, prendere l’iniziativa, giocare e poi vedere cosa funziona e cosa non funziona».

Sulle caratteristiche dell’organico: «Penso sia una via di mezzo. Ha giocatori in grande accelerazione, però ha anche diversi giocatori abbastanza tecnici, forse non palleggiatori, ma comunque dotati di buona tecnica. Dobbiamo trovare ancora la nostra identità». Il 4-2-3-1 resta un’opzione: «Può essere una soluzione, può essere un’alternativa».

Il tema è anche la libertà negli ultimi metri: «Il mio compito è portare la squadra agli ultimi 25 metri, e il compito del giocatore è risolvere le situazioni negli ultimi 25 metri». Su Rowe: «È un istintivo, uno di quei giocatori a cui va lasciata la possibilità di esprimere se stesso senza imbrigliarlo».

Per De Ketelaere, che preferisce il centro dell’attacco, Sarri non esclude soluzioni, ma ricorda la concorrenza: «Se Charly vuole giocare attaccante centrale bisogna che ne parli prima con Scamacca e con Krstovic, e magari anche con Raspadori. Non sono giocatori che possiamo accantonare».

Proprio Raspadori viene descritto così: «Questa è la forza di Raspadori: può fare tanti ruoli. Ma può anche essere il suo limite: non è mai riuscito a specializzarsi in un ruolo ben definito».

Su Scalvini: «Secondo me Scalvini ha più caratteristiche per fare quello che sta facendo ora e non l’altro. Lui non è un super aggressivo, ma è un tecnico, uno che ha letture». E sul ritorno di Kolasinac: «Sicuramente lo può fare per personalità, per carattere, per aggressività. Poi sì, gli manca qualche centimetro, ma soprattutto si tratta di trasformare un giocatore istintivo in un giocatore di lettura».

La chiusura guarda al Venezia: «Mi piacerebbe vedere una squadra che gioca a calcio. La parola d’ordine è: testa libera per giocare a calcio. Perché se ci rilib­eriamo la testa può anche darsi che lunedì non ci venga un gran risultato, ma in futuro ci verrà sicuramente».

Accanto all’intervista, Roberto Belingheri firma il commento «Meno pensieri. Più responsabilità». Scrive: «Non è scontato metterci la faccia in una situazione non positiva. Ma Sarri dimostra che le difficoltà si affrontano senza nascondersi». Il tema è «l’assunzione di responsabilità collettiva»: «Adesso la palla è nei piedi dei giocatori».

Anche il Corriere della Sera, nell’edizione di Bergamo, dedica ampio spazio al tecnico. Marina Belotti e Pietro Serina firmano insieme: «Il tempo degli alibi è finito: voglio vedere giocare a calcio».

Sarri ribadisce l’obiettivo: «Resto convinto che questa Atalanta abbia un organico competitivo, che vale la lotta per la zona Europa. Ma finora non abbiamo dimostrato di meritarla, e questo è il mio grande rammarico».

Sul modulo precisa: «Io non amo cambiare troppi moduli, il lavoro va curato bene, l’assetto di una squadra non si improvvisa se conta anzitutto l’organizzazione. Ma il 4-2-3-1 per noi può essere una soluzione, anche da inizio partita. Dipende dalle singole situazioni».

Per Rowe le aspettative sono esplicite: «Da Rowe, oltre che un aiuto nella fase difensiva, mi aspetto che poi giochi da cavallo imbizzarrito là davanti». Per Scalvini: «È più adatto a questo calcio che non al precedente e deve diventare un leader emotivo di questa squadra».

C’è anche il capitolo delle partenze: «La partenza di Djimsiti per me è stata una sorpresa. Solo dopo ho scoperto che da un paio d’anni aveva l’opzione Arabia nelle prospettive. De Roon con me non ha mai parlato, lui si rivolgeva direttamente alla società».

Le coppe restano obiettivi concreti: «Conference League e Coppa Italia per noi sono due obiettivi seri, non lasceremo nulla al caso. Gli impegni internazionali e infrasettimanali ci faranno crescere. Non giocheremo mai amichevoli, siamo l’Atalanta».

La Gazzetta dello Sport, che non ha Sarri, sceglie di concentrarsi su Ederson. Matteo Brega titola «Inossidabile Ederson. Atalanta, il capitano è l’ancora di Sarri». Il sommario: «Mezzala nel 4-3-3 o mediano nel 4-2-3-1: il brasiliano, titolare 7 volte su 7, punta a far risalire subito la Dea». Brega sottolinea che «la fascia da capitano irrobustisce in Ederson il senso di responsabilità».

Ancora su L’Eco di Bergamo, Matteo Spini firma «Scamacca, un gol in azzurro per salire sulla rampa di lancio». Il gol alla Turchia può diventare un punto di partenza anche per il club: «Se si è sbloccato lì, è pronto a farlo anche a Bergamo: il teorema va dimostrato nelle prossime settimane».

Spini richiama la necessità di continuità: «Scamacca è un talento discontinuo: pur essendo un nove, segue le curvature dei dieci geniali, come Ilicic che non sapevi mai con che piede era sceso dal letto». Ora, però, può ripartire senza gli intoppi fisici che ne condizionano a lungo il rendimento: «Da lunedì l’Atalanta si tuffa in un mese compresso e già fondamentale e decisivo: ha bisogno Sarri e il miglior Scamacca».

Il notiziario dell’Eco annuncia «Da oggi squadra quasi al completo». Kessie, Samardzic e Obric sono già rientrati; gli ultimi saranno Elmas e Pasalic. Restano cinque infortunati: Hien, Sulemana, Kossounou, Raspadori e Pompei. Per il terzo portiere, operato alla mano destra, il quotidiano indica uno stop di un mese e mezzo-due.

Uno sguardo al prossimo avversario arriva dalla Gazzetta dello Sport. Simone Battaggia titola «Hainaut non manca mai. Il Venezia verso Bergamo: a destra c’è una garanzia». Dopo cinque sconfitte nelle prime cinque giornate, Stroppa cerca la svolta. Antoine Hainaut è sempre titolare e quasi sempre in campo per novanta minuti; maggiori dubbi riguardano la fascia sinistra, con Haps da valutare e Correia candidato a partire dall’inizio.

L’Under 21 continua a occupare le pagine dei quotidiani dopo la qualificazione all’Europeo. Sulla Gazzetta dello Sport, Alex Frosio firma «Non ci sono solo Ndour e Koleosho. I talenti dell’Under pronti al salto». Il sommario: «Gli azzurrini il serbatoio da cui Mancini può attingere subito: a novembre spazio ai ragazzi».

Frosio ricorda che Baldini accompagna diversi giovani al debutto nella maggiore e osserva: «Chi sono Ndour e l’uomo-copertina, se non altro per l’immaginifica gittata del suo gol». Fra i profili segnalati ci sono Cisse, Pisilli, Liberali e Ahanor, oltre a Koleosho. Per l’attaccante il giudizio è netto: «Quasi necessario poi una rinfrescata sulle fasce. E tra gli azzurrini la scelta è di grande qualità».

Sul Corriere dello Sport, Fabio Massimo Splendore propone «Calcio e anima, il Fattore Baldini». La sua Under «è corale in campo perché inizia ad esserlo da quando si allenano: Silvio, più d’un maestro».

Il punto centrale dell’analisi è il rapporto con i ragazzi: «Baldini ha presente che fosse un modo ispirato alla condivisione, al calcio e non solo: i 15 giorni che hanno condotto al traguardo del pass per l’Europeo sono il manifesto che guida questi ragazzi e tutto lo staff». E ancora: «Abbiamo parlato tanto di questo, mi hanno dato tanto, non con la forma, con la sostanza».

La carrellata finale parte dalla Gazzetta dello Sport, che apre su Sinner con «Torna così!» e «Ci rivediamo nel 2027». In alto, «L’Italia vede il futuro»; sulla Figc, «Sempre Malagò».

Il Corriere dello Sport sceglie Pio Esposito: «T’amo Pio Bobo», con Mancini che dice «Potrà essere il nuovo Vieri». In alto il commissariamento federale: «Da Malagò a Malagò».

Tuttosport dedica l’apertura calcistica al mercato: «Azzurro Juve», sulle manovre per Romano, Doumbia e Ndour. In alto «Sinner, l’anno che verrà»; sul commissariamento, «Da presidente a commissario. La mandrakata».

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L’Under 21 supera il milione: Italia-Polonia conquista il 7,9% di share e firma il record del ciclo Baldini

La qualificazione all’Europeo, il 6-0 alla Polonia e anche un risultato importante davanti alla televisione. La serata di Pescara porta all’Italia Under 21 il miglior ascolto del ciclo guidato da Silvio Baldini.

La partita, trasmessa in diretta su Rai 2, è stata seguita da 1.046.000 spettatori con il 7,9% di share. È stata la seconda gara di qualificazione all’Europeo Under 21 più vista in Italia negli ultimi dieci anni.

Un dato ancora più significativo considerando l’orario preserale e la contemporanea presenza nei palinsesti dei tradizionali programmi di intrattenimento e informazione. Gli Azzurrini hanno superato il muro del milione accompagnando la crescita degli ascolti con quella mostrata sul campo.

Il precedente primato del ciclo Baldini apparteneva a Polonia-Italia del novembre 2025, vista su Rai 3 da 724.000 spettatori con il 7,78% di share. La sfida di Pescara ha quindi guadagnato oltre 300.000 spettatori, confermando il crescente interesse intorno alla squadra.

Il largo successo contro la Polonia ha consegnato agli Azzurrini il primo posto nel girone e la qualificazione diretta alla fase finale dell’Europeo. Sei gol, una prestazione dominante e più di un milione di persone davanti alla televisione: l’Under 21 di Baldini non conquista soltanto la partecipazione al torneo, ma anche il cuore del pubblico.

Ad maiora

Atalanta, da Venezia al Pafos in 75 ore: primi rientri a Zingonia e oltre duemila minuti nelle Nazionali

L’Atalanta riparte a ranghi ancora incompleti. Sarri ha ritrovato Kessié, Samardžić e Obrić, ma deve preparare due partite alla New Balance Arena separate da appena 75 ore: lunedì 12 ottobre contro il Venezia e giovedì 15 contro il Pafos, all’esordio in Conference League.

Dopo due giorni di riposo, la squadra ha svolto palestra, circuiti tecnici, esercitazioni con il pallone, una partitella undici contro undici su campo ridotto e lavoro aerobico.

Hien e Sulemana hanno proseguito tra terapie e palestra, mentre Kossounou e Raspadori si sono limitati alle terapie. L’attaccante italiano sta recuperando dalla distrazione di basso grado al bicipite femorale della coscia destra rimediata in Nazionale.

Thomas Pompei è stato invece operato per la frattura della falange intermedia del quarto dito della mano destra. L’intervento è riuscito e il portiere inizierà nei prossimi giorni la riabilitazione.

I tredici atalantini convocati hanno già accumulato 2.164 minuti, con un bilancio ancora provvisorio. I più utilizzati sono Kolasinac con 351 minuti, Krstović con 337, Elmas con 270, De Ketelaere con 264 e Zalewski con 246. Quindi hanno speso energie ma non si può dire che non siano pronti a giocare.

Krstović ha realizzato due gol e fornito un assist. A segno anche Scamacca con l’Italia e Kessié con la Costa d’Avorio. Carnesecchi e Obrić non sono scesi in campo: il difensore sloveno è quindi tornato a Zingonia senza minuti nelle gambe.

Il Venezia arriva alla ripresa dopo cinque sconfitte nelle prime cinque giornate di campionato. Durante la sosta la squadra di Stroppa, confermato dalla società nonostante l’ultimo posto, ha perso 1-0 anche l’amichevole disputata a Pola contro l’NK Istra.

Sette gli arancioneroverdi impegnati con le Nazionali. Yeboah ha giocato 142 minuti con l’Ecuador, Adams 137 con la Nigeria e Rrahmani 69 con il Kosovo. Minutaggio ridotto o nullo per Stanković, Halhal, Sagrado e Haps.

Prima di partire per Bergamo, il Pafos affronterà domenica 11 ottobre l’Anorthosis a Larnaca. La squadra cipriota avrà un giorno di recupero in più rispetto all’Atalanta, ma dovrà aggiungere il viaggio verso l’Italia.

Tra i giocatori impegnati con le Nazionali ci sono Vlad Dragomir, Ivan Šunjić e Ken Sema. Andreas Andreou e Georgios Michael hanno invece giocato con Cipro Under 19, ma non sono elementi stabilmente utilizzati dalla prima squadra.

Insomma, il Venezia arriverà a Bergamo con meno fatica internazionale, ma con l’assillo di interrompere la serie negativa. Dal canto suo il Pafos si presenterà alla New Balance Arena dopo una partita di campionato e una trasferta da organizzare in pochi giorni.

Foto: Atalanta B.C.