Autore: Andrea Riscassi

Sono nato nel 1967 e sono giornalista Rai. Dopo gli esordi a Società Civile e al Corriere della Sera, sono approdato in televisione nel 1991, prima a Lombardia 7 e poi in Rai. Alla Tgr Lombardia sono stato inviato e caposervizio. Dal 2013 lavoro a RaiSport, dove seguo l'Atalanta e la Nazionale italiana di calcio. Ho pubblicato diversi libri, tra cui Anna è viva, Anticorpi alla videocrazia, Favola Atalanta, Vivi ogni giorno come fosse il primo e Solo Atalanta. Ho svolto attività di docenza e formazione alla Scuola di giornalismo Walter Tobagi dell'Università degli Studi di Milano, all'Università degli Studi di Milano e al Master in Comunicazione e Marketing dell'Università di Bologna.

Avatar di Five O clockANNAVIVA.org

CernobylNei diversi anni il “sarcofago” è stato ora sinonimo di tragedia, ora di eroismo, ora di ricatto governativo. Oggi è messo alla prova da ingenti quantità di soldi.

Non i robot
Chi e quando per la prima volta abbia chiamato “sarcofago” l’impianto di “copertura” sopra il quarto reattore esploso della centrale nucleare di Cernobyl, non sono riuscita a scoprirlo. Alla centrale sono sicuri: furono i giornalisti a chiamarlo così. Hanno creato un’immagine simbolo.
Il “sarcofago” venne innalzato alla fine del 1986, sette mesi dopo l’incidente, appoggiando sulle costruzioni rimaste in piedi tonnellate di cemento. All’interno vi rimasero rinchiuse le masse di combustibile nucleare, la polvere radioattiva e l’acqua radioattiva. Quest’ultima si trattava dell’acqua piovana che passava attraverso le crepe e i buchi del tetto e le giunture dell’impianto. Il sarcofago venne costruito a ritmi pazzeschi, con tanti sacrifici, tuttavia il risultato non sarebbe potuto essere diverso. Dalle fessure…

View original post 2.886 altre parole

Il 26 e 27 “Milena” torna in scena a Milano

MilenaRicevo e pubblico dalle amiche di LattOria questo comunicato per l’ottimo spettacolo teatrale Milena. Andate a vederlo, se non l’avete già fatto!
Ad maiora
………………
Il 26 e il 27 febbraio, alle ore 20,30, al Teatro Sala Fontana di Milano andrà in scena lo spettacolo Milena ovvero la fortuna di vivere in un paese che si preoccupa della morte di Morrison (di Maddalena Mazzocut-Mis, regia Alessia Gennari, con Stefano Annoni e Sara Urban, produzione lattOria).

Milena ovvero la fortuna di vivere in un paese che si preoccupa della morte di Morrison è una storia ispirata a vite vissute, ma è anche emblematicamente la storia di molti: di chi è costretto a lasciare la propria terra, il proprio mestiere, i propri amori, perché la politica, una guerra, o un improvviso cambiamento di regime lo costringono alla fuga, all’esilio.
Milena ovvero… è una storia di incontri: quello fra Milena, ex attrice, ed Era, drag-queen; fra passato e presente, memoria e oblio; fra Shakespeare e la rivista-queer; fra commedia e dramma.
E’ la storia di due umanità in esilio che in una contemporanea metropoli in cui “ci si preoccupa per la morte di Morrison” sono alla ricerca del proprio posto nel “nuovo mondo”.

Qui il trailer dello spettacolo.

Per info e prenotazioni: 02.69015733/ fontana.teatro@elsinor.net.

Dal Cipra consigli per i comuni alpini per conservare gli habitat naturali (video)

farfalleFarfalle, salamandra pezzata, ricci, tamerice alpina etc. Sono circa 43.000 le specie animali e vegetali presenti nelle Alpi. Per prosperare e riprodursi devono potersi muovere liberamente. Il Cipra spiega come fare in questo bel video.

Ad maiora

#PiemonteRoyalTaste al #FuoriBit

Cena piemontese (ovviamente anche versione veg) ieri sera all’hotel Hub di Milano per il FuoriBit.
Da segnalare gli ottimi formaggi e gli interessanti gofri anche con salsa di gorgonzola.
Di primo risotto alla patata viola e nel finale dolci a volontà: dai baci di dama alle pesche con gelato di amaretto.
Io che non bevo ho accompagnato il tutto con una gustosa Cola della Baladin, prodotta senza conservanti e coloranti con noci di cola del presidio Slow Food in Sierra Leone. Da provare.
Ad maiora

20130216-195752.jpg

20130216-195927.jpg

Che abbiamo a che fare noi con gli schiavi?

Pensavo che ieri nel tardo pomeriggio ci saremmo ritrovati in due o tre in Piazza Gobetti a ricordare il liberale morto nel 1926. La piazza ha ora nuove targhe con denominazione corretta (Piero al posto di Pietro e la data di nascita: 1901 e non 1902).
Ed eravamo lì anche per quello: per preservare la memoria.
Ci conoscevamo quasi tutti e quindi per non far torto a nessuno, non metto i nomi dei presenti.
Che ho a che fare io con gli schiavi, si chiedeva il giovane antifascista?
Una domanda, purtroppo, sempre valida.
Ad maiora

20130216-121351.jpg