Atalanta, i giornali di martedì 8 settembre: Kessié torna a casa, Giuntoli traccia il nuovo corso. «Ci vorrà tempo»

La presentazione di Franck Kessié e il bilancio del mercato di Cristiano Giuntoli occupano gran parte dello spazio dedicato all’Atalanta sui giornali di oggi. Sullo sfondo c’è già il Cagliari, prossimo avversario della Dea, vittorioso ieri sera sul Lecce.

L’Eco di Bergamo apre con Cristiano Giuntoli: «Ci vorrà tempo ma la strada è quella giusta». Il direttore sportivo insiste soprattutto sulla necessità di costruire una nuova identità: «Dobbiamo ritrovare un’identità chiara e forte, poi individueremo i nostri obiettivi». E sul mercato appena concluso spiega: «Siamo convinti di aver migliorato la rosa».

Uno dei passaggi più significativi riguarda proprio Kessié: «È un centrocampista totale che ha qualità fisiche e tecniche per giocare da mezzala come da regista. Per noi è una pietra su cui costruire la nuova Atalanta». Una definizione che Giuntoli accompagna alla spiegazione del cambio di filosofia avviato con Sarri: il passaggio dall’orientamento sull’uomo a quello sulla palla «non è facile né immediato». 

Nella pagina successiva L’Eco di Bergamo lascia la parola al protagonista: «Kessié atto 2, nove anni dopo. “Qui per lottare su tutto”». Massimiliano Bogni racconta il ritorno dell’ivoriano a Bergamo, dove era stato lanciato nel grande calcio. «L’Atalanta mi ha cambiato la vita, voglio restituire quanto ricevuto da ragazzo», dice Kessié. E ancora: «Giocare qui è anche realizzare il sogno di Willy Ta Bi. Tornare era nel mio destino». Sul futuro non mette limiti: «Troppo presto per fissare obiettivi, ma alcuni capisaldi non sono in discussione: l’Atalanta sarà sempre calda, con lo stadio rinnovato e un po’ più vicini al campo e non può che farci piacere».

La Gazzetta dello Sport, con Matteo Brega, titola «Nuovo ciclo Atalanta. Giuntoli esalta Sarri e Kessié: “Qui è casa”». Giuntoli considera Sarri l’uomo su cui fondare il nuovo corso e ribadisce che Kessié può diventare uno degli uomini centrali del progetto. L’ivoriano racconta la decisione estiva: «L’Atalanta è stata una scelta di cuore». Ha parlato con altri club, ma quando si è presentata la possibilità di Bergamo la decisione è diventata semplice: «Torno a casa». 

La Gazzetta ci proietta già a sabato sera. Il Cagliari batte il Lecce 1-0 grazie al primo gol in Serie A di Daniel Maldini, che tornerà da ex. Il titolo è «Ci pensa Maldini», con l’analisi di Matteo Pierelli: i sardi partono forte, colpiscono due pali e trovano il vantaggio al 29’. Un successo che porta la squadra di Pisacane a 6 punti (come la Dea) prima della trasferta di Bergamo.

Corriere della Sera – Bergamo, con Marina Belotti, sintetizza la giornata con «Kessié: voglio tutto. Giuntoli: ripartiamo». Kessié parla di un’Atalanta pronta a competere: «Qui si lotta per tutto». Giuntoli resta invece più prudente sugli obiettivi e ribadisce la fiducia nel progetto Sarri, sottolineando anche la scelta di non aggiungere un altro centrale: il recupero di Hien procede e la crescita di Obrić ha convinto il club a non sovraccaricare il reparto.

Nella rubrica «Oltre la diagonale», Pietro Serina si concentra invece sul campo: «I 74 tiri sin qui concessi e il mancato filtro a metà». Il dato delle prime tre giornate apre una riflessione sui problemi difensivi della nuova Atalanta: non soltanto il reparto arretrato, ma anche la necessità di trovare maggiore protezione davanti alla difesa.

Corriere dello Sport dedica alla Dea una pagina dello speciale «Regine di coppe». Patrick Iannarelli titola «Mau in pole con la Dea»: Sarri parteciperà per la prima volta alla Conference League e l’Atalanta viene indicata tra le favorite della competizione. Il quotidiano ricostruisce il cammino europeo, dalle fatiche dei playoff fino alla League Phase, e sottolinea come il cambio di filosofia renda questa prima parte della stagione una fase ancora di costruzione.

Tuttosport, con Fabio Gennari, sceglie invece «Kessié totale. E vale per due». Giuntoli descrive il nuovo acquisto come un giocatore utilizzabile sia da mezzala sia davanti alla difesa e ribadisce: «È una pietra su cui costruire la nuova Atalanta». Kessié, dal canto suo, torna sulla concorrenza di mercato e sulla decisione di rientrare a Bergamo: quando è arrivata l’Atalanta, la scelta è stata «di cuore». 

Sempre Tuttosport torna su Giuntoli anche parlando di Juventus. Cristiano Corbo titola «Tutto sulle spalle di Koop e Douglas. E Giuntoli se la ride». Il dirigente nerazzurro non si lascia trascinare troppo sul passato: «Adesso penso solo all’Atalanta, ma sono contento dei ragazzi che avevo preso io alla Juventus. Vedo che ora trovano spazio…».

Ad maiora

Kessié: «È stata una scelta di cuore: torno a casa». Giuntoli: «Una pietra per costruire la nuova Atalanta»

Frank Kessié riparte dai sentimenti. Torna a Bergamo dopo nove anni, con una carriera completamente diversa alle spalle e con la consapevolezza di ritrovare il luogo dove tutto è cominciato.

«Per me è un po’ particolare essere qua. Devo ringraziare tutta la società che mi ha dato la possibilità di giocare qua, a casa mia. Sono molto, molto felice di tornare qui e di far parte del nuovo progetto».

Era partito ragazzo e si ripresenta da uomo. «Quando sono andato via ero un bambino, adesso sono cambiato tanto perché sono diventato un uomo».

Bergamo, la prima casa europea

Il legame con Bergamo attraversa tutta la presentazione. È qui che Kessié ha scoperto il calcio europeo dopo essere arrivato giovanissimo dalla Costa d’Avorio.

«Per me Bergamo è la prima città d’Europa che ho conosciuto. Quando sono andato via dalla Costa d’Avorio a 18 anni, la prima città che ho conosciuto è qui. È qui che ho iniziato il calcio professionistico. Per me la città è tutto».

Un rapporto che ha pesato anche nella scelta di questa estate. Le possibilità non mancavano, ma quando si è presentata l’Atalanta la decisione è diventata semplice.

«Quando c’è mercato e un giocatore è libero è normale parlare con altre squadre. Certo, ho parlato con altre squadre. Quando è arrivata l’Atalanta l’ho scelta perché è stata una scelta di cuore. Per me la decisione non è stata durissima, è stata facile: vado lì, torno a casa».

Da ragazzo da aiutare a uomo d’esperienza

Kessié ritrova anche un’Atalanta profondamente cambiata. Lui stesso, del resto, non è più il ventenne che impressionava per le progressioni a tutto campo.

«Prima avevo vent’anni, adesso sono quasi trenta, però sono lo stesso».

È diverso soprattutto il peso che può avere nello spogliatoio. Dieci anni di calcio ad alto livello gli consentono ora di restituire ai più giovani quello che aveva ricevuto nella sua prima esperienza nerazzurra.

«Quello che i giocatori più grandi hanno fatto con me, adesso io devo aiutare quelli più giovani, sul campo e fuori dal campo, nello spogliatoio».

La presentazione offre anche un momento più intimo con il ricordo di Willy Ta Bi, il giovane ivoriano scomparso nel 2021 e al quale Kessié era legato personalmente: «Certo che ho pensato a Willy. Con lui avevo un rapporto personale. Era un bravo ragazzo».

Sarri e il nuovo ruolo

C’è poi il Kessié che dovrà entrare nel calcio di Maurizio Sarri. Mezzala oppure regista: l’ivoriano non pone limiti alla propria collocazione.

«Sarri è un grande allenatore. Lavoriamo ogni giorno con lui e lui sa bene, con il suo sistema, dove Frank può essere molto utile. Per me non c’è problema a giocare da mezzala o da regista. Sono a disposizione e sono pronto a dare il massimo per la squadra e per la città».

Anche l’esperienza in Arabia Saudita viene ricordata positivamente. «È stata una bella esperienza. Per un calciatore andare fuori dall’Europa è un’esperienza. Là ho vinto tre trofei, per me è stata una grande esperienza».

Adesso, però, c’è nuovamente l’Atalanta. E Kessié non abbassa l’asticella quando si parla di obiettivi: «Siamo qui per lottare su tutto».

Vale anche per la Conference League: «Siamo qui per lottare. Andiamo fino alla fine in tutte le competizioni e facciamo i conti a fine maggio».

E quando il discorso arriva persino alla possibilità di chiudere un giorno la carriera a Bergamo, la risposta è breve: «Perché no? Non è male».

Giuntoli: «Un centrocampista totale»

Il ritorno di Kessié è uno dei tasselli del mercato appena concluso da Cristiano Giuntoli. Il direttore sportivo parte dalla scelta di Maurizio Sarri, individuato come uomo attorno al quale «andare su un nuovo percorso, un nuovo ciclo», e ripercorre poi le operazioni dell’estate.

Gaetano è arrivato come regista italiano, Kristensen dopo l’addio di Djimsiti, Elmas per la possibilità di ricoprire più ruoli. Quindi Kessié dopo la partenza di de Roon e Rowe per aggiungere un esterno alto a sinistra di piede destro e qualità negli ultimi trenta metri.

Su Kessié, Giuntoli è molto chiaro: «Frank credo che non abbia problemi a giocare da nessuna parte. È un calciatore totale, un centrocampista totale, che ha qualità fisiche e tecniche per poter giocare sia come regista sia come mezzala».

E aggiunge: «Rappresenta per noi un tassello, un mattone pesante, una pietra per costruire nella nuova Atalanta».

La sua personalità servirà anche a riempire il vuoto lasciato da de Roon. Giuntoli spiega così la separazione: «Quando c’è un calciatore di intelligenza che esprime la sua volontà, credo che sia doveroso ascoltarlo. Ci dispiace, però abbiamo voltato subito pagina e abbiamo pensato di inserire un calciatore del livello di Frank, anche per sopperire all’interno dello spogliatoio, sul campo, con la sua personalità».

Il mercato si è chiuso senza un ulteriore difensore centrale. Giuntoli spiega che la società ha valutato alcune opportunità, ma ha scelto di non «soffocare il reparto», considerando i progressi nel recupero di Hien e la crescita degli altri elementi a disposizione. Conferma inoltre che Alajbegovic e Romagnoli sono stati giocatori seguiti dall’Atalanta, senza che si arrivasse all’operazione.

Resta soprattutto il cambio di filosofia introdotto da Sarri. «Passare da un orientamento sull’uomo a un orientamento sulla palla è veramente l’opposto». Per questo Giuntoli continua a chiedere tempo al nuovo corso.

E fissa il primo vero traguardo della stagione: «Dobbiamo trovare una nostra identità, dobbiamo ritrovare un’identità chiara e forte e da quella poi si può andare a capire quali obiettivi si possano raggiungere».

Atalanta, la Conference a partire da 35 euro: dal 9 settembre i mini-abbonamenti per le tre gare europee

L’Atalanta chiama i suoi tifosi per la nuova avventura europea. Il club nerazzurro ha pubblicato modalità, date e prezzi dei mini-abbonamenti che consentiranno di assistere alle tre partite casalinghe della League Phase di Conference League 2026/27.

Il pacchetto comprenderà le sfide interne contro Pafos, Kairat Almaty e Mjällby e la prima fase di vendita scatterà mercoledì 9 settembre alle 10, riservata agli abbonati alle 21 gare stagionali. La prelazione sul proprio posto resterà aperta fino alle 19 di lunedì 14 settembre.

Il dato che salta maggiormente all’occhio riguarda i prezzi. In prelazione il mini-abbonamento per tutte e tre le partite costa 35 euro in Curva Nord Pisani, Curva Sud Morosini e Parterre Rinascimento. Si sale a 55 euro in Tribuna Ovest, 60 nella Tribuna Rinascimento G, 75 in Tribuna Rinascimento e 150 in Tribuna d’Onore. Alle cifre vanno aggiunte le commissioni di servizio per gli acquisti effettuati attraverso Vivaticket.

In vendita libera i prezzi passeranno rispettivamente a 42 euro per curve e Parterre, 75 per la Tribuna Ovest, 80 per la Rinascimento G, 100 per la Tribuna Rinascimento e 200 per la Tribuna d’Onore e il Pitch View. Previsti anche pacchetti Hospitality da 600 euro.

C’è poi una seconda fase di prelazione, martedì 15 settembre dalle 10 alle 19, riservata agli abbonati che occupano posti destinati alla UEFA. Riguarda alcuni tifosi della Tribuna Rinascimento e della Tribuna d’Onore, che potranno scegliere un posto alternativo mantenendo il prezzo di prelazione.

La vendita libera partirà invece alle 10 di mercoledì 16 settembre e terminerà alle 19 di domenica 20, salvo esaurimento anticipato dei posti disponibili. In questa fase il mini-abbonamento potrà essere caricato esclusivamente su una Dea Card in corso di validità.

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Atalanta, i giornali di lunedì 7 settembre: il caso Percassi-D’Amico infiamma il dopo Roma, Sarri guarda avanti

Il giorno dopo le polemiche, Roma-Atalanta continua a occupare ampio spazio sui giornali. Il confronto tra Luca Percassi e l’ex direttore sportivo nerazzurro Tony D’Amico, con il botta e risposta ufficiale tra i due club, diventa il tema principale. Ma a Bergamo si prova anche a riportare l’attenzione sul campo: il ko dell’Olimpico va inserito nel percorso di crescita della squadra di Maurizio Sarri.

L’Eco di Bergamo sceglie proprio questa seconda strada per l’apertura: «Questa Roma è troppo forte. Ma il lavoro deve continuare». Piero Vailati parte dal rammarico per una partita sfuggita nel recupero, ma invita a considerare la forza dell’avversaria: «La Roma in questo momento è ingiocabile per la maggior parte delle squadre di Serie A, e l’Atalanta che sta muovendo i primi passi del suo nuovo progetto è una di queste».

Il quotidiano bergamasco ricorda anche la sproporzione nei numeri: 66% di possesso palla della Roma, 34% dell’Atalanta e 605 passaggi contro 321. Ma Vailati sottolinea soprattutto ciò che è cambiato dopo l’intervallo: «È qui, in quella prima metà della ripresa – fin quando cioè gli innesti di Castro e Soulé non hanno dato tasso tecnico e freschezza alla Roma, restituendole il pallino del gioco – che stanno i principali motivi di rammarico da parte della squadra di Sarri».

Il riferimento è soprattutto alla possibilità di chiudere la partita sullo 0-1. Vailati indica l’ingresso di Krstovic come uno degli elementi che avevano aperto spazi interessanti e sottolinea l’importanza di Ederson: il brasiliano «è imprescindibile per questa squadra». Su Rowe, invece, l’osservazione riguarda proprio quegli spazi concessi dalla Roma dopo il vantaggio: il suo ingresso avrebbe potuto offrire «strade interessanti verso la porta di Svilar».

La conclusione guarda oltre la sconfitta: «Che non è uno scandalo: la Roma è più forte, più avanti nel progetto tattico e nella condizione e meritava di vincere». Ma, aggiunge Vailati, «l’Atalanta ha mostrato diverse indicazioni positive facendo l’unico tipo di gara che poteva fare in questo momento».

Belingheri: «L’onestà di Sarri non merita la condanna di fretta e pregiudizi»

Sempre L’Eco di Bergamo, con Roberto Belingheri, dedica un commento all’allenatore: «L’onestà di Sarri non merita la condanna di fretta e pregiudizi».

Il punto di partenza sono proprio le parole pronunciate dal tecnico dopo la sconfitta: «L’Atalanta ha un allenatore che descrive la realtà per quello che è. L’Atalanta vince col Bologna giocando male, e lui dice: “Giocando così ne vinceremo poche”. L’Atalanta va a Roma e lui avvisa: “Siamo indietro per tante ragioni, sarà difficile”».

Belingheri invita a non trasformare questa sincerità in un elemento d’accusa: «La verità meriterebbe rispetto. Perché è sotto gli occhi di tutti che l’Atalanta non sta mostrando un calcio particolarmente piacevole». Ma ricorda anche che il processo di costruzione è appena iniziato e che «questo delirante mercato aperto a campionato in corso gli ha tolto e aggiunto giocatori fino a cinque giorni fa».

La richiesta è quindi di tempo: «Sarebbe irrispettoso pensare che debba essere tutto e subito». E la conclusione è altrettanto esplicita: «Se il tifo è il dodicesimo uomo, allora non bisogna scordarsi – mai e poi mai – da che parte si gioca».

Percassi-D’Amico, il caso domina i giornali

La vicenda del dopo partita occupa però le aperture nazionali. Corriere dello Sport titola: «Roma-Atalanta finisce in Figc». Giorgio Marota ricostruisce lo scontro tra Percassi e D’Amico e sottolinea che «chi ascolterà i testimoni» dovrà stabilire cosa sia effettivamente successo.

Il quotidiano riporta le due posizioni contrapposte: per la Roma il comportamento dell’amministratore delegato dell’Atalanta è stato «inaccettabile»; la società nerazzurra «respinge con fermezza» le valutazioni espresse dal club giallorosso.

Anche La Gazzetta dello Sport, con Matteo Brega e Andrea Pugliese, dedica grande spazio alla vicenda: «Tra Percassi e D’Amico alta tensione nel dopo gara». Il sommario sintetizza perfettamente la distanza tra le due versioni: «I giallorossi: “Ds aggredito”. La replica: “Tutto falso”. La Procura Figc indaga».

Secondo la Gazzetta, gli ispettori federali non erano presenti al momento dell’episodio, ma il procuratore federale Giuseppe Chiné valuterà gli elementi e aprirà un fascicolo per ascoltare i diretti interessati.

Anche Tuttosport, con Dario Marchetti, torna sulla vicenda con «Percassi-D’Amico, lite all’Olimpico». Il quotidiano ricorda che le tensioni hanno radici nella separazione estiva tra D’Amico e l’Atalanta e nel successivo trasferimento del dirigente alla Roma.

Il rosso a Gaetano: «Un errore. Espulso perché passava di lì»

Un altro strascico dell’Olimpico riguarda Gianluca Gaetano. L’Eco di Bergamo dedica un approfondimento all’espulsione arrivata dopo il fischio finale: «Rosso a Gaetano, un errore. Espulso perché passava di lì».

La ricostruzione del quotidiano è precisa: dopo il triplice fischio Colombo avrebbe mostrato il cartellino rosso a Gaetano, ma il giocatore «era stato assegnato il 5», mentre «poi è arrivato il gol di Soulé e la partita è stata allungata fino al 96’ e 25”». Secondo quanto ricostruito, il centrocampista sarebbe stato identificato erroneamente nel concitato finale.

Il quotidiano aggiunge che davanti alla difesa può giocare Kessie, che però è «indietro di condizione», e che Sarri potrebbe quindi orientarsi su qualcosa di diverso.

La Roma si gode Gasperini: «La legge dei grandi numeri»

Sul Corriere dello Sport Giorgio Marota racconta invece l’altra faccia di Roma-Atalanta. Il titolo è «La legge dei grandi numeri»: dopo tre giornate la squadra di Gasperini ha prodotto 10 gol, 71 tiri totali, 26 tiri in porta, 66% di possesso medio, 1.830 passaggi, 203 ingressi in area, 65 cross e 55 dribbling.

Il quotidiano parla di «una Roma totale» e sottolinea la capacità di attaccare e creare «come mai prima». La rimonta sull’Atalanta diventa così un altro segnale della trasformazione della squadra giallorossa.

La Gazzetta dedica addirittura una pagina al sogno romanista: «La Roma ci crede», con Andrea Pugliese che scrive di una squadra che «gioca a memoria» ed è «solida mentalmente». Il richiamo più vistoso è quello a Gasperini: «Euforia da vetta. Il mago Gasperini punta lo scudetto».

Verso il Cagliari, Kristensen torna disponibile

Intanto l’Atalanta riparte. L’Eco di Bergamo annuncia: «Oggi la ripresa. Kristensen disponibile per il Cagliari». Dopo la domenica di riposo, Sarri ritrova la squadra al Centro Bortolotti.

Il danese, fermato all’Olimpico da una gastroenterite, dovrebbe tornare a disposizione. Restano invece da valutare le condizioni degli altri giocatori usciti dalla partita di Roma e quelle di chi era già indisponibile.

Under 23, buona prova ma niente punti a Livorno

Spazio anche alla seconda squadra. L’Eco di Bergamo titola: «Atalanta Under 23 bella ma a mani vuote». La formazione di Nicola Beati perde 1-0 a Livorno, nonostante una prestazione giudicata positiva.

Lorenzo Sala racconta una gara nella quale i nerazzurri colpiscono anche un palo con Zanaboni, prima del gol decisivo di Mawete a inizio ripresa. Beati commenta: «Il primo tempo abbiamo controllato sempre il gioco, creando qualche situazione pericolosa. A una squadra forte come il Livorno abbiamo concesso solo una punizione laterale che sono stati bravi a sfruttare».

Fiorentina, è già finita l’avventura di Grosso

Infine la notizia arrivata nella tarda serata di domenica. La Gazzetta dello Sport titola «Grosso è già finita», mentre Tuttosport apre il richiamo con «Caos Fiorentina. Grosso esonerato».

Fabio Grosso paga le tre sconfitte nelle prime tre giornate, contro Roma, Frosinone e Torino: zero punti, un gol segnato e nove subiti. La Fiorentina ha ufficializzato l’esonero ieri sera; per la successione il nome di Paolo Vanoli è quello indicato con maggiore forza, mentre tra i profili valutati compare anche Thiago Motta e anche Palladino (ex viola, ancora sotto contratto atalantino).

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Roma-Atalanta, botta e risposta sul caso D’Amico-Percassi: i giallorossi accusano, la Dea respinge «con fermezza»

La partita dell’Olimpico continua anche fuori dal campo. Dopo il 2-1 della Roma sull’Atalanta, maturato nei minuti finali, esplode il caso legato a quanto accaduto nel post gara tra Tony D’Amico e Luca Percassi. Nel giro di poche ore arrivano due comunicati ufficiali: prima quello durissimo della Roma, poi la replica dell’Atalanta.

A rompere il silenzio è il club giallorosso, che prende apertamente posizione a favore del proprio direttore sportivo, arrivato nella Capitale questa estate dopo quattro stagioni a Bergamo.

«AS Roma esprime pieno sostegno al Direttore Sportivo Tony D’Amico in relazione a quanto accaduto al termine della gara contro l’Atalanta», si legge nella nota. Poi l’affondo nei confronti dell’amministratore delegato nerazzurro: «Il Club ritiene inaccettabile il comportamento tenuto dall’Amministratore Delegato dell’Atalanta, Luca Percassi, nei confronti di un proprio dirigente e sottolinea la correttezza dimostrata da D’Amico, che ha evitato qualsiasi reazione».

La Roma annuncia anche un seguito formale alla vicenda: «AS Roma sottoporrà l’accaduto agli organi competenti della giustizia sportiva per le opportune valutazioni».

Secondo le ricostruzioni giornalistiche circolate nelle ore successive alla partita, tra Percassi e D’Amico ci sarebbe stato un acceso confronto nel dopo gara, con la tensione che sarebbe proseguita verso la zona dei parcheggi dell’Olimpico.

La replica dell’Atalanta: «Respingiamo con fermezza»

Poco dopo arriva la risposta della società nerazzurra: «Atalanta BC respinge con fermezza le valutazioni espresse da AS Roma nei confronti del proprio Amministratore Delegato Luca Percassi».

Aggiungendo: «Il Club, ritenendo opportuno non alimentare ulteriormente la vicenda attraverso dichiarazioni pubbliche, si dichiara assolutamente disponibile fin da subito a sottoporsi a ogni necessario confronto con gli organi della giustizia sportiva, al fine di verificare le circostanze richiamate».

Il botta e risposta si chiude dunque, almeno per il momento, cosi.

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