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L’opposizione russa in piazza. Pensando a Khodorkovskij

Mentre Putin mostra i muscoli (altro non sa fare) ricordando di avere la maggioranza (ma dorvà dimostrarlo alle presidenziali di marzo) l’opposizione russa si prepara ad altre manifestazioni di protesta.

La Russia diventerà comunque un “paese normale” (mi spiace citare il leader Massimo) quando rimetterà in libertà Mikhail Khodorkovskij, in cella solo per essersi opposto a Putin.

L’ex oligarca è stato vittima di un processo irregolare come ammesso dallo stesso Consiglio dei diritti russo:

http://notizie.virgilio.it/notizie/esteri/2011/12_dicembre/21/russia_consiglio_diritti_annullare_ultima_condanna_khodorkovsky,32908170.html

L’uomo (che ha subito due condanne e non ha mai potuto usufruire di alcuno sconto di pena, pur incensurato) non ha ovviamente potuto partecipare alla gigantesca manifestazione moscovita di sabato.

Per lui, sul palco, ha preso la parola il suo legale, Yuri Schmidt:

http://www.tmnews.it/web/sezioni/esteri/PN_20111224_00004_NE.shtml

Molti manifestanti issavano l’icona di Khodorkovskij, quasi fosse un progioniero politico:

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=353&ID_articolo=3&ID_sezione=761

L’ex oligarca, prevede la moglie, rimarrà in cella fino a quando Putin resterà al potere.

Dovesse essere scarcerato, sarebbe infatti un candidato alternativo certo più credibile di Prokhorov (che sabato è rimasto ovviamente nella sua dacia).

Ad maiora

Una via per Anna Politkovskaja a Milano. Prosegue la sottoscrizione

La raccolta firme di Annaviva per chiedere al sindaco Pisapia e alla nuova amministrazione di Milano di dedicare una strada o una piazza della città che ospiterà l’Expo ad Anna Politkovskaja prosegue.

Pubblichiamo qui di seguito l’elenco dei firmatari (che procede verso quota 500) e invitiamo tutta firmare e a far firmare.

Ad maiora.

———————————

VOGLIAMO UNA VIA PER ANNA POLITKOVSKAJA!

Milano nel 2015 sarà – grazie all’Expo – una vetrina internazionale.
La città che ha nel proprio gonfalone Sant’Ambrogio e che ha dato i natali a Manzoni e Beccaria ha l’occasione per non far dimenticare, oltre alla fame del mondo, il rispetto dei diritti umani e della libertà di stampa.
In questi anni, una figura più di altre, ha rappresentato a livello mondiale il giornalismo “dalla schiena dritta”: Anna Politkovskaja.
Per mettere a tacere la coraggiosa giornalista russa non sono bastate le minacce, gli arresti, gli avvelenamenti, i finti plotoni di esecuzione, l’isolamento.
5 anni fa, il 7 ottobre del 2006, è stata assassinata nel portone di casa sua. La giustizia russa sta tentando – pur tra molti tentennamenti – di trovare chi le abbia materialmente sparato. Mentre resta (e forse resterà) un fitto mistero sui mandanti.
“Io vedo tutto, questo è il problema” scriveva Anna Politkovskaja, uccisa solo perché voleva fare il suo mestiere: la giornalista.
Milano ha dedicato i propri giardini pubblici a Indro Montanelli, mentre ha platealmente mancato la consegna dell’Ambrogino d’oro a un altro dei suoi figli adottivi: Enzo Biagi.
Ora c’è un’occasione di riscatto.
Nel 2009, dopo una raccolta firme on line e una mobilitazione popolare (organizzate da Annaviva e Gariwo), Palazzo Marino ha dedicato ad Anna Politkovskaja un albero nel Giardino dei Giusti al Monte Stella. Altre città italiane hanno seguito questo esempio (da Brescia a Genova).
Oggi, noi firmatari di questo appello, chiediamo al Comune di Milano e al sindaco Pisapia di fare un passo in più, di mettere la città al pari di altre nel mondo, da Roma a Tbilisi, da Tolosa a Ferrara.
Dedicando ad Anna Politkovskaja una via o una piazza della comune che tra pochi anni ospiterà l’Esposizione universale.
Se davvero un vento nuovo soffia sulla “capitale morale”, crediamo che questa sia l’occasione giusta per dimostrarlo.
A tutto il mondo.

Per aderire, mandare una mail specificando nome, cognome e professione a questo indirizzo:
unaviaperanna@gmail.com

Dopo aver firmato, se vi va, fate girare l’appello!

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Valeria Abis, fotografa
Mattia Abdu Ismahil, consigliere zona 1
Franco Abruzzo, giornalista
Alessandro Achilli, dottorando
Domenico Affinito, vice presidente Rsf, Reporter senza frontiere Italia
Maurizio Agazzi, dirigente
Lucia Agrati, operatrice sociale
Claudio Aiolfi, geologo
Valentina Saverio Aiuola, imprenditrice
Marco Alberio, assistente di ricerca
Emanuela Alberti, insegnante
Elena Alberti Nulli, vignaiola e poeta
Alessandro Aleotti
Marta Allevato, giornalista
Giuseppe Amoroso
Sara Anderlini, impiegata
Andrea Andreoli, consulente
Gaia Anodal, studentessa
Maria Serena Antonielli, impiegata
Laura Aprati, giornalista e autrice televisiva
Christian Aprile, impiegato
Hossein Arbabi, imprenditore
Marco Ardemagni, autore e conduttore radiofonico
Sebastiano Arilotta
Francesca Armoire, casalinga
Ernesto Asei Conti, libero pensatore
Associazione Mondo in Cammino Veneto
Alessandra Attianese, Insegnante
Paolo Avallone
Domenico Avolio, imprenditore
Paola Bacchiddu, giornalista
Emanuele Baciocchi, libero professionista
Patrizia Balzanelli, autrice radiotv e teatro
Fernanda Agnese Balzaretti, libraia
Rosario Bampini, dipendente
Maurizio Barabani, libero professionista
Valentina Barbieri, impiegata
Emanuele Bartoli
Siro Bassani, head hunter
Adriana Bassi, pensionata
Erika Battaglia, funzionario
Marina Bedoni, economista
Sonia Bekdemirian
Giampiero Bellardi, giornalista
Guido Belli, giornalista
Federica Bellin, operatore tv
Luciano Belli Paci, avvocato
Daniela Bellomo, dirigente
Alberto Belloni, giornalista
Fabio Benati, giornalista
Lani Rachele Beobilla, casalinga
Ivan Berni, giornalista
Monica Berno, libero professionista (Editoria)
Rita Bertol, insegnante
Luca Bertoni, ingegnere
Niccolò Bertorelle, studente
Edgardo Bertulli, pensionato
Giovanni Bertuola, pensionato
Valentina Bertuola, impiegata
Bice Biagi, giornalista
Sara Bicchierini, giornalista
Maria Chiara Bianchinotti, studentessa universitaria
Laura Biffi, giornalista
Francesca Bignami, impiegata
Paolo Biscottini, direttore Museo Diocesano
Paolo Bizzarri, tecnico Rai
Oriana Boldrin, insegnante
Massimo Bonfatti
Andrea Bosco, giornalista
Edoardo Bossi, operatore tv
Monia Bitto, studentessa
Silvia Borsari, autrice e filmmaker
Umberto Braccilli, giornalista
Sara Bragonzi, giornalista
Simona Brambilla, giornalista pubblicista e studentessa
Silvia Branca, insegnante
Barbara Breyhan, danzatrice
Brescia per Passione
Massimo Bricchi, agente assicurativo
Fulvio Bruschetti
Paola Busto, giornalista
Lina Butti, avvocato
Giuseppe Cabini, architetto
Vito Cafaro, politico
Stefano Cagno, psichiatra
Anna Caizzi, pensionata Regione Lombardia
Sergio Calabrese, giornalista
Francesco Cambiè
Massimo Campanella, impiegato
Barbara Campelli, impiegata
Vincenzo Campo, giornalista
Orlando Amedeo Cangià, pensionato
Alessandro Cantale
Nicoletta Cantoni, impiegata
Alessandro Capone, imprenditore
Marco Cappato, radicale, consigliere comunale di Milano
Flora Cappelluti, giornalista
Lucia Capuzzi, giornalista
Rosario Carbone, agente di commercio
Stefano Carluccio, direttore responsabile di Avanti!
Sabrina Carollo, giornalista
Irene Casali, impiegata
Maria Grazia Casali, archivista
Sergio Casartelli, Presidente onorario Avis Milano
Flavia Casella, giornalista
Marzia Casella, impiegata amministrativa
Milvia Casi, imprenditore
Andrea Cassano, impiegato
Elisabetta Cassina, impiegata
Laura Castelletti, consigliere comunale di Brescia
Federico Cattaneo, operatore di ripresa
Ida Cattaneo, libera
Liliana Cattaruzza, impiegata Ata, scuola pubblica precaria
Giulio Cavalli, autore, scrittore, consigliere regionale
Massimo Cavenago, impiegato
Giovanni Cazzulani, pensionato
Matteo Cazzulani, giornalista Free-lance
Sante Cecchi, pensionato
Laura Censi, pubblicista
Sara Centenari, giornalista
Ugo Centi
Alberto Cerantola, impiegato
Leonardo Cereda, libero professionista
Massimo Ceresa, impiegato
Emilia Cestelli, organizzazione eventi culturali
Carlo Chierico, dirigente
Ennio Chiodi, giornalista
Federica Cipolat Mis, assistente Console
Benedetta Collura, product manager
Dario Colombo, giornalista
Elena Colombo, redattrice
Giovanni Cominelli, esperto di politiche educative
Gloria Condorelli, impiegata
Camilla Conti, giornalista
Fausta Copeta, pensionata
Fabio Corgiolu, ecologista metropolitano milanese
Gregorio Corigliano, presidente Circolo della stampa di Cosenza
Andrea Corini, produzioni multimediali
Alex Corlazzoli, giornalista e insegnante
Paola Corna Pellegrini, direttore generale, Ceo di Mondial Assistance Italia
Luisa Corradi, pensionata
Stefano Corradino, direttore Articolo 21
Roberta Cortese, artista
Fiorello Cortiana, impiegato
Marco Cosenza, giornalista
Paolo Costa, dirigente
Stefano Costa, portavoce dei Verdi di Milano
Bobo Craxi, già Sottosegretario agli Esteri
Chiara Cremonesi, Consigliere Regionale della Lombardia
Critica Sociale e Avanti!
Marco Curatolo, giornalista
Sara Cusatelli Lener, giornalista
Maria Giusy D’Anna, insegnante
Bruno Dapei, informatico, presidente del Consiglio Provinciale di Milano
Mikail Davydov, pensionato
Marina Davydova, impiegata
Olga Davydova, giornalista
Luisella Daziano, giornalista
Maurizio Decollanz, caporedattore Telereporter
Bruno De Domenico
Elena Delbò, libera professionista
Antonella Del Giacco, libraia
Paolo Della Sala, giornalista
Desiree Della Volta, giornalista freelance
Giorgio Del Mare
Gianni Del Pero, geologo
Daniele De Luca, giornalista
Lorenza Delucchi, redattrice on line
Martina De Santis, attrice
Caterina Desiato, laureanda in Scienze della Comunicazione e dell’Informazione
Giuliana De Vivo, praticante giornalista
Paolo De Vita, impiegato
Margherita De Vizzi, psicologa
Rosaria Di Cosmo, impiegata Rai
Catia Di Luigi, giornalista
Anna Di Mitolo, consulente sistemi di gestione qualità
Augusto Di Pietro, pensionato
Anna Maria Disanza, lavoratrice autonoma
Patrizia Dolcimele, dirigente pubblica amministrazione
Annalisa D’Orazio, impiegata
Max D’Ospina, operaio
Antonio Duva, giornalista
Michele Ercelli, produttore Rai
Fausto Facheris, impiegato Enel
Paola Fantini, coach
Maria Cecilia Fedrizzi
Roberto Felace, impiegato
Grazia Fellini, giornalista addetta stampa
Raffaele Ferrara, quadro, consulente informatico
Chiara M. Ferrari, ricercatrice
Pietro Ferrari, impiegato
Barbara Filini, responsabile comunicazione
Sandro Fioravanti, giornalista
Sara Fiorella, psicologa
Giulia Floris, giornalista
Marie Angelo Fontanella
Valentina Forges, libera professionista
Giorgio Fornoni, reporter
Paola Fragnito, architetto
Michele Franzini, musicista
Andrea Frattani, amministratore immobiliare
Lorenzo Frigerio, giornalista
Ornella Furlani, psicologa
Liela Gagni, impiegata
Alessandra Galaschi, impiegata
Paola Galimberti, addetta stampa
Eugenio Galli, impiegato e ciclista
Mirella Galli, direttore finanziario
Stefano Gallizzi, vice presidente Ordine dei Giornalisti della Lombardia
Barbara Galmuzzi, impiegata
Ezio Galmuzzi, pensionato
Giacomo Gatti, regista
Gianfranco Gentile, impiegato
Alberto Gervasio, insegnante
Anna Gervasoni, docente universitario
Andrea Gessner, imprenditore
Loredana Ghilardotti, impiegata
Camilla Ghirardato, giornalista
Sebastiano Gibilisco, ingegnere
Linda Gilli, imprenditore
Monica Gioia, studentessa
Oriana Giorgino, impiegata a scuola
Anna Giudici, impiegata
Maria Chiara Giudici, pensionata
Alessandra Gilardini, editor e science writer
Giorgio Gilli, pensionato
Vittorio Giorgino, bancario
Laura Giovannetti, impiegata
Giuliana Godenigo, pensionata
Sebastiano Grasso, giornalista
Silvia Grecuccio, Advertising Producer Sipra
Roberto Grillo, commerciante
Vanessa Gritti, filosofa
Stefania Grimoldi, giornalista
Monique Hemsi, giornalista
Yuliya Honcharova, impiegata
Silvia Ilari, redattrice e addetta stampa
Tullio Ilaria, libero professionista
Paolo Ilaria, imprenditore
Giuseppe Imberti, dirigente cooperativa sociale
Massimiliano Innocenti
Roger King, revisore contabile
Mauro Kob
Manuela Kovacs, architetto
Roberto La Lampa, dottore commercialista, revisore contabile
Camilla Languzzi
David Lani, impiegato
Angelo Lannuti, biologo
Claudio Lanza, funzionario Rai
Simone Laviola, studente
Fernando Launi, impiegato tecnico
Horia-Victor Lefter, Free-lance
John Leins, impiegato
Claudio Lenzi, giornalista
Carmela Leone, insegnante in pensione
Maria Leone, insegnante in pensione
Concezio Leonzi, musicista
Luca Levati, giornalista
Marco Libelli, giornalista
Emanuela Libralon, impiegata
Domenico Logozzo, giornalista
Marlene Lombardo, uffici stampa solidali
Stefano Losurdo, segretario AGIS Lombardia
Stefano Lovallo, impiegato
Franco Maggi, dirigente comunicazione
Gianluca Maggiacomo, giornalista praticante
Luisa Mai, insegnante
Luciano Mayer, pensionato
Marco Mancinelli, giornalista
Eva Manetti, impiegata
Barbara Mantellini, medico psicoterapeuta
Silvia Mantovani, disoccupata
Luigi Marafante, imprenditore
Carlotta Mariani, giornalista
Franca Martinelli, pensionata
Umberto Martini, giornalista
Stefania Maso, libero professionista
Sara Massone, impiegata in Hotel
Marta Matteini, giornalista e traduttrice
Alberto Mattioli, dirigente d’azienda, già vicepresidente Provincia di Milano
Francesco Matteuzzi, giornalista e sceneggiatore
Annalisa Mauriello, dipendente pubblico
Prof. Luca Meldolesi, Università Federico II Napoli
Federica Melocchi, impiegata
Camilla Mengolini, studentessa
Giulia Mengolini, studentessa
Alessandra Mezzenzana, quadro direttivo
Sergio Mezzanzanica, giornalista
Elena Milani, programmista regista Rai
Rosella Milesi Saraval, imprenditrice sociale
Vito Modugno, pubblicitario
Alberto Moioli, giornalista
Marie Moise, studentessa lavoratrice
Marco Molgora, studente
Antonio Monaco, editore
Nicoletta Moncalero, mamma e giornalista
Pretty Monehatr, ostetrica
Carlo Montalbetti
Antonio Romeo Montedoro, studente e uomo libero, schiavo di nessuno
Flavia Mosca, giornalista
Irene Mossa, psicologa
Lucia Mossa, studentessa
Giovanna Muscetti, giornalista
Claudia Musicco, libero professionista
Daniele Nahum, Vice Presidente della Comunità ebraica di Milano
Sergio Nannicola, artista e docente presso l’Accademia di Belle Arti di Milano
Mina Negri, montatrice Rai
Nicoletta Negri, ex insegnante/bibliotecaria in pensione
Roberto Nicolick, scrittore e saggista pubblicista su Il Giornale
Gabriele Nissim, scrittore e presidente di Gariwo, la Foresta dei Giusti
Maso Notarianni, giornalista
Giancarlo Occhino, libero professionista
Fabrizio Onida
Bruna Orlandi, insegnante, fotografa
Alessandro Orlando, giornalista
Elisa Orlandotti, impiegata e giornalista
Alessio Orsingher, giornalista
Virginia Osini, traduttrice
Fabrizio Ossino, libero disoccupato laureato
Anna Pacchiani, impiegata
Giancarlo Pagliarini, dottore commercialista
Pusant Tommaso Vittorio Pagliarini, attore
Milena Pagliaro, giornalista
Rosa Palona, impiegata studente
Valeria Palumbo, caporedattore centrale L’Europeo
Sergio Panucci, architetto
Pierluigi Panza, giornalista
Giangiacomo Papa, impiegato
Vincenzo Papiro, artigiano
Cristiana Pascuto, biostatistica
Erica Pasotti, fisioterapista
Barbara Pastorino, commessa
Andrea Paternostro, giornalista
Umberta Pellizzetti, Capoeira
Anna Pennacchioni, organizzatrice di eventi
Gloria Piana, bibliotecaria
Daria Piccotti, studentessa
Massimo Pichini, commercialista
Ottavia Piccolo, attrice
Beniamino A. Piccone, professore universitario e private banker
Silvia Pietroboni, studente
Rosario Pipolo, giornalista
Andrea Pisciotti, impiegato
Francesca Pontiroli, scientific consultant
Giuliana Ponzio, impiegata
Ermanno Pozzoni, pensionato
Giuliano Prandini, pensionato
Alessandro Prioni, studente
Caterina Proietti, giornalista
Giacomo Properzj, pensionato
Giuseppe Proverbio, impiegato
Ulianova Radice, direttore di Gariwo, la Foresta dei Giusti
Franca Rame, attrice
Novella Reginato, pensionata
Roberto Repossi, dirigente terzo settore e consigliere zona 5 di Milano
Ambrogio Restelli, pensionato
Luca Rinaldi, giornalista e blogger
Andrea Riscassi, giornalista
Alessandro Robecchi, giornalista
Giovanni Rodella, fotografo
Davide Romano, portavoce sinagoga di Beth Shlomo
Patrizia Romano, avvocato
Stefania Romano, studentessa
Stefano Romiti, dottore commercialista
Rui Rosester
Claudio Rossoni
Giampiero Rossi, giornalista
Lorenzo Rossi, studente
Enrico Rotondi, giornalista Rai
Maura Rovisi, pensionata
Roberto Rubino, commerciante
Consolata Sacchinelli, studentessa
Giuseppe Sala, Amministratore delegato della Società Expo 2015 S.p.A
David Saltuari
Sabrina Sanò, managing director
Danuta Sandomierska, impiegata
Maria Santoni
Agnese Santucci, psicopedagogista
Stefano Saoncella
Micol Sarfatti, giornalista
Cristina Laura Sartorio, impiegata
Lucia Schillaci, speaker radiofonia
Giorgio Sebastiani, freelance
Cinzia Secchi, filmmaker
Liliana Selo, docente di Scuola primaria
Paolo Semeraro
Serena Semprini, impiegata
Michela Sfondrini, libraia
Generoso Simeone, giornalista
Chiara Smurra, impiegata
Francesca Smurra, dipendente
Irene Soave, giornalista
Gabriele Sola, consigliere regionale Lombardia, Italia dei Valori
Paola Sommariva
Mario Spagnol, pensionato
Beatrice Spallaccia, studentessa
Renata Sparacio, pensionata
Roberto Spinelli, impiegato
Giovanni Spinicchia, formazione in arte
Isidoro Spirolazzi
Franco Sprecacenere, pensionato
Prof.sa Nicoletta Stame, Università La Sapienza Roma
Irene Stracuzzi, giornalista
Antonella Straullo, stilista
Lorenzo Strik Leavers, insegnante universitario
Ivano Tajetti, poeta contadino
Micaela Taverna, casalinga
Roberta Tenca, studentessa
Andrea Tessadori, manager
Daniele Tiano, video editor
Laura Todeschini, pensionata
Roberto Togna
Carlo Tognoli, giornalista, sindaco di Milano dal 1976 al 1986
Flavio Tranquillo, giornalista
Cristina Triola, digital strategist
Daniele Troilo, giornalista
Laura Tussi, giornalista
Sara Urban, attrice
Ivan Vadori, giornalista
Valeria Valeriano, giornalista
Carlo Bruno Vanetti
Saverio Vasta, medico
Massimo Vecchi, impiegato
Elena Venini, impiegata
Liliana Ventura, insegnante di danza classica
Paola Vincenzi, insegnante
Vincenzo Viola, insegnante
Stefania Viotti, consulente
Alessandro Vitale, docente, Università degli Studi di Milano
Marco Vitale, economista
Daniela Vitali, impiegata
Luigi Vitali, avvocato
Stefania Viti, giornalista
Patrizia Zambrini, ex insegnante
Federica Zampese
Pietro Zampillo, pensionato
Mariella Zanetti, sceneggiatrice
Annamaria Zanoncelli Mantovani, doppiatrice
Ivan Zanoni, ricercatore universitario
Daniele Zuffanti, dipendente Comune di Milano
Federico Zurzolo, giornalista

Balotelli time. Musica per l’Italia

Balotelli continua a far parlare di se. Risse e calcio spettacolo. E spese folli:
http://gossip.bloglive.it/balotelli-ha-scelto-una-suite-da-1000-sterline-a-notte-16503.html

Non a caso a dissesto tg abbiamo una rubrica a lui dedicata, Ballotime:

http://www.lasestina.unimi.it/lasestina/posts/dissesto-tg-12-dicembre-2011/

La sigla si ispira al coro dei tifosi del Manchester City per il campione bresciano:

La stessa musica la si può sentire ora sui campi italiani. Qui al Forum di Assago, nella curva Armani:

Ad maiora.

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Ucciso un altro giornalista in Russia? Chi se ne frega…

Chi se ne frega di Khadzimurad Kamalov. Ucciso con otto colpi di pistola nel pieno centro di Makhachkala, la capitale del Daghestan.
Ennesimo giornalista che, dopo una serie di minacce, viene ammazzato all’uscita dalla redazione.
Di lui oggi si può leggere una bella scheda su wikipedia:
http://en.wikipedia.org/wiki/Gadzhimurat_Kamalov
Una bella riflessione sul sito di Radio Pereira:
http://www.radiopereira.it/2011/12/khadzhimurad-kamalov-ennesimo-tributo-di-sangue-per-la-liberta-di-stampa-in-russia.html
Per il resto, la grande stampa distratta del nostro paese, sembra già guardare oltre. Aspettano forse il prossimo. Su alcuni quotidiani, il fondatore del principale giornale del suo paese, freddato da otto colpi di pistola non ha meritato neanche una breve in cronaca.
Grazie al cielo le organizzazioni che difendono la libertà di stampa in queste ore stanno facendo pressione sulle autorità russe perché, per una volta ci sorprendano, arrestando killer e mandanti. Per questi ultimi non devono guardare troppo lontano dagli uomini che hanno nominato per guidare quelle instabili repubbliche.
Ecco l’appello di CPJ: http://cpj.org/2011/12/russia-must-act-after-murder-of-dagestani-newspape.php
Ricorda giustamente Radio Free Europe che, dopo 12 anni di putinismo, il Caucaso è il posto al mondo più pericoloso dove fare i giornalisti:
http://www.rferl.org/content/prominent_journalist_gunned_down_in_russias_caucasus/24423726.html
Non a molti colleghi tutto ciò in Italia sembra interessare.
Tra quei pochi ci siamo noi di Annaviva.
Che onoriamo il sacrificio di Kamalov come quella della Politkovskaja, della Estemirova, della lunga fila di giornalisti assassinati nella Russia di Putin.
Che la terra ti sia lieve, Khadzimurav.
Ad maiora.

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A Strasburgo assegnato il Premio Sakharov alla Primavera araba

A Stasburgo, al Parlamento Europeo assegnato il Premio Sakharov 2011. È andato alla Primavera Araba.
Due soli i vincitori presenti nell’emiciclo prima, in sala stampa poi.

Asmaa Mhafouz, premiata col Sakharov 2011, ha fatto parte del movimento giovanile egiziano 6 aprile che ha organizzato scioperi e manifestazioni. Asmaa ha organizzato, durante la Primavera egiziana, una forma di protesta personale postando su Youtube, Facebook e Twitter notizie su quel che accadeva in piazza Tahir. È stata anche incarcerata.
Questo, in sintesi, quel che ha detto in conferenza stampa dopo aver ritirato il premio europeo a Strasburgo: “Il consiglio militare egiziano e’ subdolo. Siamo favorevoli all’esercito ma siamo contrari a una dittatura militare. Dopo la rivoluzione araba spero che ci possa essere libertà ovunque. Giornalisti, continuate a seguire quel che accade in Egitto.
Il popolo egiziano e arabo hanno dato l’esempio a tutto il mondo quest’anno.
Prima della rivoluzione, c’era un’immagine erronea dei musulmani.
Stereotipi: come il generalizzare il pensiero di alcuni gruppi di islamisti. Ciò ha fatto pensare che i comportamenti d alcuni estremisti fossero di tutti. L’islam è una religione di pace, che offre la possibilità di rispettare i diritti umani, la democrazia e le donne.
E poi ci si abbina sempre al terrorismo. E invece la nostra rivoluzione è stata assolutamente pacifica. Noi arabi sogniamo: pace, dignità e libertà. Sogniamo un mondo nuovo”.

Ahmed al-Zubair Ahmed al-Sanusi è stato per anni prigioniero politico in Libia. 31 anni nelle celle del regime per aver organizzato un fallito colpo di Stato contro Gheddafi. Liberato poco prima della rivoluzione libica, è ora membro del Consiglio nazionale transitorio.
Questo, in sintesi, ciò che ha detto in sala stampa: “I media (quelli europei e quelli arabi) hanno svolto un ruolo importante facendo luce sui crimini commessi dal regime di Gheddafi. Vanno ringraziati.
I giornalisti uccisi durante la rivoluzione libica sono stati martiri, che non portavano armi ma avevano uno strumento più forte: la verità.
Sono stati importanti testimoni oculari.
Noi in Libia per 42 anni abbiamo vissuto con ansia. Andavi a lavorare e non sapevi se saresti tornato a casa. Rischiavi l’arresto (anche per anni) per motivi futili. Sotto Gheddafi molti sono stati uccisi o imprigionati solo perché chiedevano la libertà.
Nelle prigioni di Gheddafi c’erano tanti innocenti. Io ci ho vissuto 31 anni. Ho subito torture e umiliazioni. Ma io e gli altri prigionieri abbiamo sempre vissuto con la speranza della vittoria dei popoli. Il nostro modello è stata l’Europa dell’Est dove molti popoli dopo l’oppressione si sono liberati e sono entrati nell’Unione europea.
La riconciliazione nazionale in Libia? Abbiamo aperto le trattative solo con chi non ha le mani sporche di sangue”.

Questo il video della premiazione :

Il premio per la libertà dedicato al grande dissidente russo di pensiero è nato nel 1988. Primo premiato fu Nelsol Mandela.

Ad maiora

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