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Abolire la miseria, anche a Cortina. Niente resterà impunito?

Il sacrosanto blitz della Finanza a Cortina ha avuto un ruolo propagandistico.Lo ha ammesso la stessa Agenzia delle entrate. Con risultati parossistici, come il fatto di vedere – neanche fossero Ufo – agenti delle Fiamme Gialle un po’ ovunque:

http://ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/01/10/visualizza_new.html_42380494.html

http://www.lettera43.it/economia/macro/36007/come-con-mafia-di-chicago-ma-i-cittadini-si-complimentano_breve.htm

La vicenda mi ha fatto venire alla mente un famoso slogan delle Brigate rosse: Colpirne uno per educarne cento. Nel manifesto che obbligavano i rapiti a tenere in mano scrivevano anche che niente resterà impunito. Difficile a credersi. Ora come allora.

La Santanché – su Cortina – dice che trova ingiusto “punire la ricchezza” e che bisogna combattere la povertà.

Ogni tanto qualcuno cita, a sproposito, il mitico Ernesto Rossi col suo Abolire la miseria.

L’azionista scriveva: «L’eroe di questa grandiosa rivoluzione economica non è il “fedele servitore dello stato” mosso dal senso del dovere. È l’imprenditore, che non ha lo stipendio sicuro alla fine del mese, comunque vadano le cose; è l’imprenditore, che costruisce la sua baracca sempre più avanti, se scopre la possibilità di un nuovo guadagno, dove neppure arriva la tutela della legge» (questa è la sola parte riportata da Wiki).

Ma Rossi, radicale, aggiungeva un concetto fondamentale: “La miseria di larghi strati della popolazione, in stridente contrasto con l’opulenza di pochi privilegiati; lo sperpero di tante energie umane e di tante risorse materiali per soddisfare la vanità ed i futili capricci di chi si presenta sul mercato con una maggiore capacità di acquisto; il parassitismo di chi vive senza lavorare sulle rendite dei patrimoni ereditati; la collaborazione che il mercato dà, anche per il raggiungimento degli scopi più antisociali, a chiunque disponga di mezzi per pagare; la réclame bluffistica e le speculazioni predatorie con le quali vengono continuamente spogliati i consumatori ed i risparmiatori; le distruzioni di ricchezza causate dalla concorrenza e dal geloso individualismo dei produttori; gli squilibri dell’offerta rispetto alla domanda, derivante dall’azione indipendente degli imprenditori; la inattività di tante braccia e di tanti strumenti produttivi durante le crisi ricorrenti; la carestia dei prodotti provocata artificialmente dai monopolisti per tenere alti i prezzi; l’industria asservita alla finanza, che la dirige come strumento per le manovre borsistiche; il prepotere della plutocrazia e delle grandi organizzazioni sindacali operaie sugli organi politici responsabili: a questi e ad altri motivi di critica, che da diverse parti sono stati ampiamente sviluppati, bisogna pur riconoscere un fondamento di verità. E dobbiamo anche ammettere che molti difetti non sono accidentali; costituiscono oggi degli aspetti necessari del regime individualistico”.

Ricordo, per chiudere, l’indignazione con cui vennero accolti i manifesti di Rifondazione nel lontano 2007. Quell’Anche i ricchi piangano, sembra più di attualità oggi rispetto a quando il partito di Bertinotti era in Parlamento.

Ad maiora.

Statistiche blog 2011: Sara Giudice batte (almeno qui) Nicole Minetti

Il bilancio del mio blog nel 2011 ha visto crescere i visitatori: 140mila nell’anno finito ieri.

428 i post e 757 le foto pubblicate.

Il giorno più cliccato è stato il 2 febbraio.
L’articolo più letto quello dedicato al 25esimo compleanno di Sara Giudice, giovane esponente del Pdl che abbandonò il partito in contrasto con la decisione di candidare Nicole Minetti nel listino Formigoni:

Sara Giudice compie 25 anni e si prepara a incontrare i firmatari dell’appello anti-Minetti


Al secondo posto “La Figa? Non nel listino”, sempre sulla vicenda della Minetti, ben prima di bunga-bunga:

La figa? Non nel listino

Terzo posto per “C’era una volta il comandante Arkan” (e sua moglie Ceca):

C’era una volta il comandante Arkan (e sua moglie Ceca)


Quarto “Le Bestie di Satana, l’inferno dietro casa”, sul bel libro di Zurlo:

Le Bestie di Satana: l’inferno dietro casa

Quinto un post dedicato alla mania di applaudire ai funerali, come quello di Sarah Scazzi (“Applausi per Sarah”):

Applausi per Sarah

La classifica delle principali parole cercate su google e che hanno portato al mio blog è questa:
1. Nicole Minetti
2. Figa
3. Prestigiacomo
4. Arkan
5. Minetti Nicole (dove si evince che c’è ancora tanta gente che scrive cognome e nome, ma non è maggioranza).

Italia, Svizzera e Stati Uniti sono i tre principali paesi da cui provengono i “miei” lettori e le “mie” lettrici (penso meno dei lettori vista quanta “figa” viene cercata, online).

Che dire?
Grazie delle visite. Delle condivisioni. E anche delle critiche (se non le ricevessi, significherebbe che non dò noia a nessuno).

Ad maiora

Ps: Se siete curiosi e volete vedere le statistiche sono qui:
https://andreariscassi.wordpress.com/wp-admin/post-new.php?yib=2011

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Help Us Name a Street in Milan after Anna Politkovskaja

In 2015, thanks to the EXPO, Milan will become a window on the world.

The city which gave birth to world renown writers such as Manzoni and Beccaria will, while highlighting the problem of hunger in the world, also draw attention to respect for fundamental human rights, up to and including freedom of the press.

In recent years, one person stood out at international level for journalism that “tells it like it is” – that person was the late Anna Politkvoskaja.
Death threats, arrests, poisonings, fake firing squads, and even isolation were not enough to silence this courageous Russian journalist.
5 Years ago, on the 7th October 2006, Anna Politkvoskaja was shot and killed on the doorstep of her own home.

While Russian justice is attempting, albeit hesitantly, to identify those who shot Anna, there is, and perhaps always will be, mystery surrounding the person, or persons, who ordered the killing.
“I see everything, this is the problem”, Anna Politkovskaja once wrote. Anna was murdered solely because she wanted to do her job as a journalist.

Although Milan has dedicated public gardens to the memory of noted Italian journalist Indro Montanelli, another of its sons, Enzo Biagi remains unrecognised having never been awarded Milan’s highest honor, the Ambrogino d’oro.
Now, the city has an opportunity to redeem itself.

In 2009, after an online petition and a popular mobilization (organized by Annaviva and Gariwo), a tree in the Garden of the Righteous on Monte Stella in Milan has been dedicated to the name of Anna Politkovskaya by Milan City Council. Other Italian cities like Genoa and Brescia have followed this example.

Today, as supporters of this cause, we ask Milan City Council and Mayor Pisapia to go a step further and put the city of Milan on a par with others in the world.
Streets have been named after Anna Politoskaja in many European cities – from Rome to Tbilisi, Toulouse to Ferrara – so we respectfully request Milan City Council to name a street or a square in memory of Anna Politkovskaya’s in the city which will host the 2015 Universal Exposition.
If, indeed, a new wind is blowing within Italy’s “moral capital”, we believe this is our chance to prove it to the whole world.

To sign this petition, please send an e-mail with your name and profession to this address: unaviaperanna@gmail.com
After signing, we would greatly appreciate it if you would help promote the petition and encourage others to add their signatures. Thank you.

Contact and info
info@annaviva.com
http://annaviva.com/

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Milano, a fatica, piega Avellino

Il Forum di Assago è abbastanza pieno malgrado la magra figura di S.Stefano al derby. Il basket sembra essere tornato di moda a Milano. Merito prima di Gallinari e ora del passaggio del turno in Eurolega. Il popolo biancorosso è ad Assago anche per capire se la squadra di Scariolo è quella remissiva di Cantù o quella garibaldina di Belgrado. Di fronte ha Avellino che non è venuta a vedere lo spettacolo. I biancoverdi colpiscono Milano nel suo punto debole: la difesa dall’arco. Il primo quarto, grazie a una gragnuola di triple, si chiude sul 17-29. La Sidigas prosegue ad asfaltare l’Armani anche nel secondo quarto. Milano si tiene in scia grazie a Bousouris e va all’intervallo sotto di 8 (39-47). Il Forum mugugna. Nel terzo quarto, Milano migliora in difesa ma litiga sempre col canestro (53-61). Nell’ultima frazione l’Armani si sveglia e pareggia a 69. Sullo slancio arriva a 77 dove, dopo vari errori e schemi confusi, viene raggiunta dalla Sidigas. Che a un minuto e mezzo dalla fine torna avanti. Nuovo pareggio a 80. E nuovo vantaggio grazie a un Giachetti in grande spolvero. Finale da cineteca con Milano che rimane fredda ai liberi (ma misteriosamente non fa falli) e Avellino che segna 9 punti in 30 secondi, con tre triple spaziali. Non basta. L’Armani chiude il 2011 con una vittoria: 90-89.
Ad maiora

Putin irride l’opposizione. Che insiste: via il presidente della Commissione elettorale

Il primo ministro russo Vladimir Putin ha respinto le richieste di colloqui con i leader dell’opposizione che hanno portato decine di migliaia di persone in piazza per chiedere la fine del putinismo.

Vladimir Putin, incontrando i giornalisti, ha detto di non sapere cosa vogliano i manifestanti cui si è rivolto in modo – more solito – sprezzante: “Dovrebbero formulare una sorta di piattaforma comune e una posizione comune, in modo che sia possibile capire a cosa ambiscano”. “C’è una piattaforma comune? No. Chi è lì per parlare e di cosa?’.

Putin non è stupido. Sa che la sorta di Cln nato nelle piazze moscovite è estremamente eterogeneo e ha un punto principale di aggregazione: il desiderio che Putin torni nella sua dacia dove potrà esercitarsi nelle attività ginniche che preferisce.

La seconda richiesta collettiva delle opposizioni è quella di ripetere le elezioni politiche viziate da numerosi ed evidenti brogli. Occorrerebbe anche cambiare legge elettorale. Il porcellum russo è peggio che una porcata e, oltre allo sbarramento del 7%, impedisce aggregazioni prelettorali e di fatto la nascita di nuovi partiti.

Le opposizioni chiedono però soprattutto, in queste ore, una vittima simbolica, ossia la testa di chi guida la commissione elettorale:

http://www.tmnews.it/web/sezioni/nuovaeuropa/PN_20111224_00094_NE.shtml

Vladimir Churov, presidente della Commissione elettorale, è d’altronde un putiniano di ferro. Ha lavorato al Comune di Pietroburgo e poi con Vladimir Putin. E’ stato anche membro della Duma per il partito “liberale” di Zhirinovskij.

Essendo laureato in fisica, per poter nominare Churov a guidare la commissione elettorale, lo staff di Putin ha dovuto cambiare la norma che prevedeva una laurea in legge per ricoprire quell’incarico.

Putin sta d’altronde cercando di serrare le fila per arrivare indenne alle presidenziali di marzo quando spera di conquistare il terzo mandato (non consecutivo).

Churov, rimanendo al suo posto, potrebbe dare quell’aiutino che permetta al buon Vladimir di evitare un imbarazzante ballottaggio.

Ad maiora.