Archivi

Fuoco al campo Rom. Anche se vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti

C’è sempre il capro espiatorio. Ai tempi del duplice omicidio di Novi Ligure, Erika accusò inizialmente un albanese di averle ucciso madre e fratello (era stata lei col fidanzatino). Anche mille lustri fa nella meno drammatica vicenda degli “amanti di Capriolo”, a picchiare il marito cornificato non erano stati gli albanesi, subito accusati, ma i fedifraghi.
L’etnia albanese è passata di moda. Come era successo ai marocchini e, un tempo, ai terroni.
Ora il ruolo di Malaussene è stato conquistato dai Rom. Ieri la ragazzina scoperta a Torino per qualche minuto d’amore non ha trovato di meglio che parlare di stupro, puntando il dito contro due fantomatici zingari.
Detto fatto, presidio dei cittadini per bene e fuoco alle povere baracche del campo nomadi. La giovane si era inventata tutto. E questo, a sentire certi tg oggi, sembra la cosa peggiore. Non il fatto che qualcuno decida di farsi “giustizia” da se. Col fuoco nazista, peraltro. Anche a Opera, in provincia di Milano, finì così: fuoco alle baracche dei cattivi Rom.
Chi soffia sul fuoco delle paure ottiene forse qualche voto alle elezioni. Ma non è sulle braci che si fonda una società. Che non può pensare ci sia sempre qualcuno che è responsabile di tutto. Per assolvere tutti gli altri.

Ciao Faber:

Ad maiora

20111211-133442.jpg

Un premio, dedicato a Roberto Morrione, per giovani giornalisti

Dall’amico Lorenzo Frigerio ricevo e volentieri pubblico la notizia di questo nuovo premio dedicato all’indimenticabile Roberto Morrione.

Diffondete e, chi può, partecipi!

Ad maiora.

………………..

E’ stato istituito il Premio Roberto Morrione, per sostenere i giovani giornalisti che hanno la passione per il mestiere e la voglia di raccontare il Paese attraverso l’inchiesta televisiva.

È un premio dedicato alla memoria e all’impegno di Roberto Morrione (http://www.premiorobertomorrione.it)

Ecco i link dei contributi video per la promozione del Premio Roberto Morrione:

spot tv: http://youtu.be/ouFzYpkoNk8

servizio 1 (con intervista a Mara Filippi Morrione): http://youtu.be/hxcAg4tkC_c

servizio 2 (dove parlano Beppe Giulietti e Francesco Cavalli): http://youtu.be/1vvloe8NQac

Scadenza presentazione 15 dicembre 2011 e presentazione dei 3 vincitori 31 gennaio 2012.

Info e contatti
Segreteria “Premio Roberto Morrione” c/o Associazione Ilaria Alpi
viale delle Magnolie 2 – 47838 Riccione
Tel: 0541 691640, Fax: 0541 475803
Mobile: 3351386454
Web: www.premiorobertomorrione.it
Mail:premiomorrione@ilariaalpi.it

Finita (bene) la missione di Annaviva a Mosca. A marzo si torna per le presidenziali

Si è conclusa positivamente la missione di “turismo responsabile” di Annaviva a Mosca. È stata la seconda per noi.

Tre anni fa andammo nella capitale russa per quello che avrebbe dovuto essere il 50esimo compleanno di Anna Politkovskaja se non fosse stata assassinata (da sconosciuti, soprattutto a livello di mandanti) il 7 ottobre 2006. Ci recammo sulla tomba di Anna e incontrammo la sua famiglia, oltre al direttore del giornale per cui lavorava – Novaja Gazeta – Muratov.

Oggi (come allora) siamo stati in visita nella redazione della Novaja. Il nostro meeting sempre con il vice direttore Yaroshevskij l’altra volta fu nella mensa redazionale. Questa invece intorno al tavolo dove si svolge la riunione di redazione, sotto gli sguardi dei caduti, le foto di Anna e gli altri cinque reporter della Novaja uccisi per il loro mestiere.

Anna dall’alto ci ha un po’ guidato nella sua Mosca. L’impressione è stata evidente a tutta la delegazione (eravamo in nove, partiti da Milano e Roma) domenica, usciti dagli uffici del Centro stampa indipendente. Quando, dopo un centinaio di metri, siamo arrivati, senza saperlo, sul luogo dell’assassino di Stanislav Markelov (avvocato di Anna e della famiglia Kungaeva) e Anastasia Baburova (stagista alla Novaja) ci siamo stupiti ed emozionati.

In fondo, eravamo lì anche per loro (avendoli commemorati in una manifestazione pubblica – con i radicali – nel centro di Milano, a pochi giorni dall’assassinio, a opera di una coppia di neonazisti).

In giro sembravamo un gruppo di turisti che poi in realtà, ogni tanto, entrava in un palazzo per incontri veramente importanti e toccanti: come quello con Boris Nemtsov, noto oppositore del regime. Oltre alla Novaja, anche la visita alla redazione dell’Eco di Mosca è stata davvero formativa. E davvero interessante la conferenza stampa dell’ong Golos (osservatori elettorali). Curiosamente, oltre all’amica Marta Allevato dell’Agi, in quegli uffici del Centro della stampa indipendente, dove venivano denunciati brogli e attacchi cibernetici ai siti di informazione, eravamo gli unici (anche giornalisti) italiani presenti.

Personalmente, il momento che ho trovato più toccante è stato nel cinema del centro moscovita dove per la prima volta veniva proiettato un film dedicato alla vita di Anna Politkovskaja. Quel lungo applauso che ha accompagnato la fine della proiezione (alla vigilia del voto che al momento ha ridimensionato la predisposizione imperiale di Putin) è stato davvero, nel suo piccolo, un momento storico:

http://www.youtube.com/watch?v=QHYPVsyQSYg

Per noi di Annaviva – nati per onorare la memoria di Anna Politkovskaja e portare avanti le sue battaglie civili – essere in quel luogo quella sera ha significato che il percorso fatto in questi anni è stato giusto e che è quella la strada da battere. Senza sosta.

Per questo stiamo lavorando perché a Milano ci sia una vita dedicata ad Anna.

Per questo a marzo, per le presidenziali, tornereremo tutti assieme a Mosca.

Ad maiora.

Pur senza la maggioranza dei voti, Putin e Russia Unita controlleranno la Duma

Il partito di Putin non supera la maggioranza degli elettori (metà della quale è rimasta a casa, malgrado le temperature autunnali)’ ma grazie al terribile meccanismo elettorale, conquista la maggioranza assoluta dei seggi alla Duma, la Camera bassa russa.
Russia Unita si ferma al 49,5% dei voti, ben al di sotto di ogni previsione: conquista 238 seggi su 450.
In Russia infatti, da quando il putinismo detta legge, è cambiata la procedura elettorale: non solo lo sbarramento è al 7% ma ai partiti è, di fatto, anche impedito unirsi prima della corsa ai seggi. Un sistema anti-democratico che rende ben poco rappresentativo il parlamento.
Dove comunque la parte del leone la faranno i comunisti. In calo irreversibile di consensi dalla fine dell’Urss, raddoppiano i voti (19,1%) e i seggi (malgrado le denunce di brogli). Viene premiata la loro ferrea opposizione a Putin, la stessa che ha spinto tra le loro braccia molta di quella intellighentsija che mai avrebbe pensato di tornare a votare per un partito comunista nel dopo URSS. (Non centra nulla – ma forse sì – ma guardate come i neo campioni brasiliani del Corinthias hanno salutato la scomparsa del grande Socrates: http://www.youtube.com/watch?v=JxP4XFsh3L4).
Cresce anche il voto (un po’ xenofobo) ai liberal-democratici (13,1%) e ai socialdemocratici di Russia Giusta (11,6%) che aumentano i consensi forse anche per aver rotto l’alleanza con Putin.
È passato dunque lo spirito di parte dell’opposizione che invitava gli elettori a votare quei partiti che avrebbero potuto conquistare seggi.
In questo senso non stupisce la sconfitta di Jabloko, il partito liberale che ha ammorbidito le sue posizioni verso Putin e che, sempre per la stramba legge elettorale, anche se non raggiungerà il quorum, potrebbe ottenere un seggio, “donato” da Russia Unita.
Per capire come funziona il paese, il partito di Putin ha stravinto in Cecenia, dove Ramzan Kadyrov governa col pugno di ferro: 99,2% (era 99,9% allo scorso voto). I comunisti qui si fermano allo 0,15%. Davvero poco credibile.
Ad maiora

20111205-101105.jpg

Elezioni russe. Per Putin in forse anche la maggioranza alla Duma!

Russia unita, il partito di Putin, perde davvero le elezioni e non raggiunge nemmeno la maggioranza assoluta dei votanti. Il partito-stato, dopo che sono state scrutinate il 90% delle schede, avrebbe raggiunto il 49,7% dei consensi. Tradotto in seggi all’interno della Duma, significherebbe 220 seggi su 450. Nella Camera bassa fino a ieri ne aveva ben 315, i due terzi degli eletti che permettevano a Putin di fare quel che voleva.
Bassissima l’affluenza alle urne: 50,41%, in calo di 15 punti rispetto alle scorse elezioni. Un segnale di sfiducia verso il tandem Putin-Medvevev, ma in generale verso tutti i partiti in campo, in un sistema politico bloccato dal putinismo. Al regime comunque non sono bastati nelle ultime ore né gli arresti dei pochi manifestanti né l’oscurare i siti di informazione (tra cui quello degli amici della radio Eco di Mosca).
Come gli incontri di Annaviva avevano intuito, grosso successo del Partito comunista che raddoppia i voti e conquista il 19,15% dei voti. La terza forza sono i nazionalisti liberaldemocratici con l’11,9% e Russia Giusta (centro sinistra in salsa russa) all’11,6%.
Putin e Medvedev in conferenza stampa hanno detto che il loro resta il “partito guida”. Non più onnipotente come prima però.
Ad maiora

20111205-062757.jpg