Serata di Annaviva nel lodigiano.
Con Luca Bertoni e Marina Davydova.
Ore 21 alla sala conferenze del Comune di Tavazzano.
Vi aspettiamo.
annaviva
La Russia dopo Putin. Annaviva domani a Tavazzano
Serata per raccontare quel che succede a Mosca e (giganteschi) dintorni.
Il lodigiano torna a incontrare gli esponenti di Annaviva:
A domani
Ad maiora
Per un’informazione al servizio della verità (e della felicità)
Ogni tanto Guido della Libreria popolare di via Tadino 18 (base operativa e sentimentale di Annaviva a Milano) mi dice: questo devi assolutamente leggerlo.
Difficilmente sbaglia.
Così è stato per “Informazione e verità” (Viator, 2011) di Daniele Gallo che, da saggista e giornalista, affronta uno dei temi più complessi dell’informazione odierna: il rispetto della verità. Quella che il compianto Cavallari definiva la non-menzogna.
Gallo fa un passo in più in questo piccolo saggio ricco di spunti e di citazioni. Invita i giornalisti, evangelicamente, a essere al “servizio del bene”. E lo spiega così: “Si obietterà che il mondo della comunicazione informativa non ha come finalità la cura dei mali della società e che compito del giornalista è quello di fotografare la realtà com’è, non è quello di sostituirsi a psicologi e sociologi. Ma questa obiezione è figlia di un superato modo di affrontare i problemi: non basta più limitarsi a svolgere il compito, pur in modo irreprensibile, cui si è chiamati dalla propria professione. Occorre inserire un valore aggiunto supplementare: tutti dobbiamo concorrere al miglioramento di questa società, facendo qualcosa di più. Così il giornalista deve cercare e offrire la notizia, deve informare, e non solo contribuire alla conoscenza dei fatti ma anche alla loro spiegazione, per ridurre il livello collettivo di non conoscenza e di conflittualità e aumentare quello del rispetto e della solidarietà”.
Per quanto riguarda la conflittualità, da einaudiano e gobettiano, ne conservo un’idea positiva e non negativa, ma lo spunto a fare qualcosa in più del mero mestiere lo condivido in pieno. Le mia attività in Annaviva, per quanto mi riguarda, rientrano in questo filone di pensiero. E forse anche le lezioni universitarie.
Il libro analizza ovviamente la deriva dell’informazione sempre più spettacolare e sempre meno deontologica. Gallo riporta parte del Manifesto per un’etica dell’informazione dell’Unione cattolica della stampa italiana: “Viviamo in una società dello spettacolo. Il giornalista, pur conoscendo l’importanza delle modalità comunicative legate allo spettacolo e la loro capacita di attrazione, è consapevole che la sua attività si colloca su di un piano diverso. L’informazione non è spettacolo, anche se può far uso di forme che sono proprie dello spettacolo. Il compito di una corretta informazione non può essere quello dell’intrattenimento”.
La comunicazione, televisiva e non solo, è sempre più centrale nell’attuale fase storica (rappresenta il 12% dell’economia moderna) tanto fa essere sempre più nel mirino di eserciti e di terroristi. Daniele Gallo cita, non a caso, le Torri Gemelle (il cui abbattimento ebbe tempi “televisivi”: con il secondo aereo ripreso da migliaia di telecamere, più o meno professionali): “Il significato storico dell’attacco alle Torri Gemelle è tutto incentrato sulla straordinaria importanza dal punto di vista comunicativo piuttosto che sulla sua ridotta importanza sul piano militare. Le regole che va a stravolgere sono quelle faticosamente disegnate da una società civile, che ha in testa l’idea della costruzione di una collettività, di una comunità, al di là dell’esistenza singola, quel mondo comune definito da Hannah Arendt e che comprende “coloro che sono vissuti prima di noi e coloro che vivranno dopo di noi”, mondo in cui si manifesta la fondamentale condizione umana di pluralità”.
Ma è soprattutto su quella che Gallo chiama l’etica della responsabilità di noi giornalisti che invita a riflettere, e sopratutto a muoversi: “Si pensi a quale ricaduta positiva assisteremmo se il mondo della comunicazione si ponesse l’obiettivo, parallelamente alla necessita fisiologica di “dare la notizia”, di alimentare il gusto dell’armonia tra le persone, di favorire l’anelito alla felicità. Certamente non tutte le notizie si prestano per una diffusione con tali caratteristiche, soprattutto quelle più drammatiche, ma iniziamo a eliminare la superficialità, la maliziosità, la strumentalizzazione, la menzogna, il sensazionalismo, la mancanza di rispetto e un circuito virtuoso si metterà in moto”.
Più facile a dirsi che a farsi.
Ma se non si parte (anche da soli) non si arriverà mai da nessuna parte.
Ad maiora
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Daniele Gallo
Informazione e verità
Gruppo editoriale Viator
Milano, 2011
Pagg. 95
Euro 10
Domani conferenza stampa di Klub Radio (a Budapest)
Mi arriva dall’amico Andras Arato di Klub Radio di Budapest questo comunicato stampa. Sulla vicenda della radio che il regime ungherese ha cercato in tutti i modi di chiudere, Annaviva ha organizzato numerose iniziative.
Ad maiora.
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Cari Colleghi, vi invitiamo a una conferenza stampa. Grazie per l’attenzione che ci avete riservato e per, per i reportages che avete realizzato e che hanno dimostrato come i media di tutto il mondo considerano significativa la sorte di Klub Radio.
È difficile comprendere il continuo flusso di notizie che hanno modificato la legge ungherese dei Media. Ma la volontà è chiara: dapprima silenziare Klub Radio, poi prevenire ogni ricorso giuridico per il futuro.
Il nostro dovere è quello di aiutare i colleghi nella raccolta di informazioni.
Questo è il motivo per cui organizziamo una conferenza stampa alle ore 10:30 il 17 maggio al Ristorante Symbol (Budapest, III. Becsi ut 56.).
Speriamo di potervi salutare lì.
Mosca si prepara al terzo mandato di Putin e al corteo dell’opposizione
Denis Bilunov, uno dei leader dell’opposizione russa, si presenta all’appuntamento (ristorante georgiano, piacerebbe al buon Piretto) indossando la maglietta di Annaviva. Siamo insomma sempre presenti anche a Mosca…
Giovedì 10 (alle 21) lo ospiteremo alla libreria popolare di via Tadino 18 a Milano. A parlare della Russia di Putin.
Il 6 e il 7 sono due giornate importanti e connesse per Mosca. E non solo.
Lunedì mattina Putin si insedia al Cremlino per la terza volta.
E domenica è prevista la Marcia del milione. In piazza tutta l’opposizione al putinismo. Verranno (se non li fermano prima, come sta accadendo qua e là) anche rappresentanti da tutta la Federazione.
Il corteo, dopo un lungo tira e molla è stato autorizzato dal Comune di Mosca (il nuovo sindaco è meglio del precedente, ma non è che ci voleva molto).
Seguirà lo stesso percorso dell’ultima grande manifestazione contro Putin e finirà in Bolotnaja. Difficile capire cosa succederà al termine del corteo.
Lo capiremo solo vivendo.
Ad maiora
Ps. Ho anticipato di qualche ora l’arrivo del “mio” ex primo ministro, qui per omaggiare l’amico Putin. Suppongo che, per preparare il terreno a SB, sia già arrivato a Mosca anche Valentino Valentini, vera anima grigia della politica estera pidiellina. È, insieme a Silvio, uno dei pochi italiani ammessi a dormire al Cremlino.
Son cose…



