Juventus-Atalanta, Torino non è più una montagna proibita: la Dea imbattuta da otto trasferte cerca il riscatto dopo due ko

Per anni Torino è stato uno dei campi più difficili per l’Atalanta. Otto trasferte consecutive contro la Juventus e altrettante sconfitte. Poi, dal 2018, la storia è cambiata: nelle ultime otto visite in campionato la Dea non ha mai perso, raccogliendo due vittorie e sei pareggi. Vedremo come andrà domenica, per la sfida delle 18 (senza curva nerazzurra, per la Tessera del Tifoso). A questa partita entrambe le squadre arrivano per vincere: la Juventus dopo il pareggio con il Milan e la rocambolesca sconfitta contro il Sassuolo, i nerazzurri dopo due ko consecutivi, entrambi per 2-1, con Roma e Cagliari.

Il bilancio complessivo resta nettamente favorevole ai bianconeri. Nei 128 precedenti in Serie A la Juventus ha vinto 67 volte, contro le 14 dell’Atalanta, con 47 pareggi. Anche a Torino il confronto storico parla juventino: 38 successi della squadra di casa, 20 pareggi e sei vittorie bergamasche in 64 incontri.

I numeri più recenti raccontano però un rapporto profondamente cambiato. Dall’inizio del 2017, ben 12 delle 19 sfide tra Juventus e Atalanta finiscono in parità. Nessun’altra squadra pareggia così spesso contro i bianconeri nello stesso periodo. L’ultimo segno X risale al 27 settembre 2025, quando all’Allianz Stadium finisce 1-1 (Sulemana e Cabal). Il successo interno dei bianconeri manca dal 14 marzo 2018.

La Juventus ha vinto l’ultima sfida, a Bergamo, l’11 aprile scorso: 0-1 con gol dell’ex Boga.

La Juventus concede poco agli avversari. È la squadra del campionato che subisce meno tiri, 28, e presenta il valore più basso di Expected Goals Against, 1,8.

Anche l’Atalanta deve reagire: ha perso le ultime due partite e con uno stesso allenatore non incassa tre sconfitte consecutive in Serie A dal periodo tra marzo e aprile 2025, quando in panchina sedeva Gian Piero Gasperini. L’ultima sequenza di almeno tre incontri con più di un gol subito risale invece ad agosto-settembre 2024.

Tra gli attaccanti dei nerazzurri quello che ha più facilità di andare in gol contro i bianconeri è Jack Raspadori (che figura anche tra i papabili convocati nella nuova Nazionale di Mancini): ha segnato 4 reti in 384 minuti, una ogni 96 minuti. Soltanto contro il Genoa presenta una media migliore. Se l’avete al Fantacalcio, schieratelo.

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Atalanta, i giornali di mercoledì 16 settembre: i 300 di Zingonia non mollano Sarri, Stromberg chiede tempo e sette nerazzurri verso l’Italia

La fiducia dei tifosi, la necessità di concedere tempo al nuovo progetto e le indicazioni emerse dall’allenamento aperto di Zingonia dominano le pagine dedicate oggi all’Atalanta. Sullo sfondo c’è già la trasferta contro la Juventus, con la squadra di Luciano Spalletti attesa prima dal debutto in Europa League e già sottoposta a un esame severo dalla stampa nazionale.

L’Eco di Bergamo apre con l’intervista di Roberto Belingheri a Glenn Strömberg, intitolata «Un calcio tutto nuovo. Serve tempo, ma arriverà». L’ex capitano nerazzurro invita a non pretendere risultati immediati dopo un cambiamento così profondo: «L’Atalanta sta come tutte le squadre che hanno cambiato radicalmente modo di giocare: devono imparare e, sarà banale dirlo, ma per imparare a fare bene una cosa complessa occorre tempo».

Strömberg spiega che «non possiamo sapere quanto tempo ci vorrà», ma individua qualche progresso nella partita contro il Cagliari: «L’ho vista meglio, anche se non dal vivo. E ho avuto una sensazione di miglioramento». L’ex centrocampista richiama soprattutto la necessità di rispettare il passato: «Non possiamo dimenticare che il calcio da cui viene la squadra non è stato un calcio fallimentare, ma è stato il calcio che ha prodotto i migliori risultati della storia dell’Atalanta. Non può essere un passaggio rapido e brutale. Avverrà per gradi».

A proposito della Juventus, Strömberg ricorda che «le situazioni si ripetono continuamente» e che il calcio richiede la capacità di cambiare rapidamente: «Quando lo farà sempre sarà il momento in cui non deve più pensare che quello è il passaggio giusto, perché gli verrà naturale farlo».

La pagina successiva dell’Eco di Bergamo racconta l’allenamento aperto con il titolo «La carica dei 300 a Zingonia. La fiducia non è scalfita». Massimiliano Bogni descrive una seduta di circa un’ora e mezza, cominciata con il saluto di Sarri ai tifosi e conclusa tra cori e fumogeni. Particolare attenzione viene riservata a Rowe e Scamacca, incoraggiati dalla curva durante il lavoro.

Nella partitella finale Sarri ha provato ancora De Ketelaere, Krstović e Rowe nello stesso tridente. Il quotidiano sottolinea anche le esercitazioni dedicate alla circolazione del pallone, all’uscita dal pressing e ai cambi di gioco. Il messaggio dei sostenitori viene riassunto dalle parole di un tifoso: «La mia fiducia nel progetto non è scalfita».

Anche il Corriere della Sera, nell’edizione di Bergamo, sceglie l’allenamento aperto e titola «Sulla fiducia». Marina Belotti registra la disponibilità dei tifosi ad aspettare Sarri, pur chiedendo progressi in tempi ragionevoli: «La rivoluzione che per ora, tra nonni e nipoti, ha deluso le aspettative». Il quotidiano ricorda che il possesso medio dell’Atalanta nelle prime giornate è stato del 48,5 per cento, con il picco del 62 per cento contro il Cagliari.

Sul campo sono state provate le soluzioni per uscire dal pressing e i movimenti offensivi. Kessie e Gaetano sono stati utilizzati spesso come jolly, mentre nel lavoro sui cross sono andati al tiro Kossounou e Scamacca. Il giornale segnala anche l’affetto riservato a Scamacca, che si è fermato a lungo con i tifosi.

La Gazzetta dello Sport dedica uno spazio alla possibile presenza nerazzurra nella prossima Nazionale. Il titolo è «Atalanta, quanti nomi per l’Italia di Mancini. Sono 7 i preconvocati». Matteo Brega indica Marco Carnesecchi, Giorgio Scalvini, Davide Zappacosta, Raoul Bellanova, Gianluca Gaetano, Giacomo Raspadori e Gianluca Scamacca. La lista definitiva dovrà però essere ridotta prima delle gare di Nations League.

La stessa pagina riprende l’entusiasmo visto a Zingonia: «Centinaia di tifosi ieri a Zingonia a spingere il gruppo». Il quotidiano racconta «una carica accolta con il sorriso dal gruppo» e riporta il coro rivolto alla squadra: «Noi vogliamo questa vittoria».

Molto spazio viene riservato alla Juventus, prossima avversaria dell’Atalanta. Il Corriere dello Sport apre con «Spalletti sotto tiro» e presenta le partite contro Nec e Atalanta come «due esami» per il tecnico. All’interno il titolo diventa ancora più esplicito: «La Juve e l’ombra di Conte». Andrea Losapio scrive che Antonio Conte «rappresenta una costante suggestione» e che la squadra deve rilanciarsi immediatamente.

La Juventus debutta domani in Europa League contro il Nec. Il Corriere dello Sport parla di «un’altra Juve» con cinque possibili cambi e il ritorno di McKennie e Cambiaso. In attacco cresce la candidatura di Woltemade, mentre Spalletti cerca soluzioni prima dell’appuntamento di domenica contro la Dea.

La Gazzetta dello Sport titola «Spalletti alla svolta» e sottolinea che l’allenatore prepara una formazione diversa: «È un’altra Juve. Pronti cinque cambi, c’è Woltemade». Nell’intervista di Fabio Russo, Massimo Mauro usa toni severi: «Luciano, la squadra ancora non si vede! E se perde due partite…». L’ex bianconero aggiunge: «Spalletti deve trovare il modo di far giocare bene quelli davanti. Kolo Muani ha bisogno di profondità e di cross».

Tuttosport prova invece a scuotere l’ambiente con il titolo «Juve, pensa positivo!». Sandro Campagna invita a uscire dal clima negativo: «Il momento è difficile, ma con la negatività non se ne esce». Nell’intervista di Guido Vaciago aggiunge che Spalletti deve trasformarsi «in calciatore, stare insieme ai suoi e incoraggiarli». Per Campagna la squadra deve trovare due riferimenti: «Nico può diventare un riferimento. Ma gli va dato l’incarico, vanno scelti gli uomini».

Il quotidiano torinese segnala inoltre il ritorno di McKennie, che concede a Spalletti una soluzione in più anche per il passaggio al 3-4-2-1. Possibile anche l’esordio del portiere Grabarra contro il Nec, mentre Vicario resta il titolare designato.

Un altro tema comune alle testate è il cambio sulla panchina del Bologna, sconfitto dall’Atalanta alla seconda giornata. L’Eco di Bergamo titola «Bologna-Tedesco, è finita. I rossoblù scelgono Palladino». Il Corriere dello Sport parla di «una fine annunciata» nel commento di Bruno Bartolozzi e presenta «La lampada di Palladino», mentre La Gazzetta dello Sport scrive «Il Bologna sceglie Palladino. Tedesco senza vittorie né fiducia, il club ha deciso il ribaltone». Il nuovo allenatore dovrebbe ripartire dal 4-3-3, cercando maggiore equilibrio e qualità sulle fasce.

Nelle altre notizie, L’Eco di Bergamo presenta Sambenedettese-Atalanta Under 23 con il titolo «L’Atalanta vuole restare in alta quota. Missione tre punti con la Sambenedettese». La squadra di Beati cerca il primo successo esterno dopo la vittoria contro il Pescara. Possibile il rilancio di Andrea Bonanomi dal primo minuto. Si gioca alle 18.30.

Sul mercato (chiuso da poco, ma sempre attenzionato) torna il nome di Edon Zhegrova. Per l’Eco di Bergamo, il kosovaro «torna nel mirino» e potrebbe rappresentare un’alternativa a De Ketelaere.

Infine, sono quasi diecimila gli abbonamenti sottoscritti in prelazione per la Conference League. Da oggi parte la vendita libera dei posti rimasti disponibili per le quattro gare europee casalinghe dell’Atalanta.

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Atalanta, allenamento aperto a Zingonia verso la Juventus: 300 tifosi, prove di tridente e il coro «Noi vogliamo questa vittoria»

Circa 300 tifosi hanno assistito all’allenamento aperto dell’Atalanta al Centro Bortolotti di Zingonia. La squadra è tornata al lavoro davanti al proprio pubblico dopo la sconfitta casalinga contro il Cagliari e in vista della trasferta di domenica 20 settembre contro la Juventus, in programma alle 18 all’Allianz Stadium.

La seduta è cominciata con una fase di attivazione generale comprendente mobilità, andature e stretching dinamico. I giocatori hanno poi svolto una serie di scatti abbinati alle conclusioni nelle porte piccole, seguita da sfide due contro due sempre con le porte di dimensioni ridotte.

Spazio quindi a un’esercitazione tecnico-tattica dieci contro dieci più i portieri, disputata su circa due terzi del campo. Sarri si è concentrato in particolare sulle soluzioni per uscire dal pressing avversario. Tra le indicazioni emerse, il possibile tridente composto da Charles De Ketelaere, Nikola Krstović e Jonathan Rowe.

La squadra si è allenata anche sui cross. La giocata più spettacolare è stata la rete in mezza rovesciata di Giacomo Raspadori su assist di Raoul Bellanova. Raspadori ha poi trovato un secondo gol, bella anche la rete di Scamacca. In gol anche Elmas.

Nella fase successiva Sarri ha diviso la squadra in tre gruppi per una serie di sfide sei contro sei, ancora con le porte piccole. L’esercitazione è stata giocata interamente di prima, con l’obiettivo di velocizzare gli scambi. Gaetano e Kessie hanno agito da jolly nel ruolo di registi della manovra.

L’ultima partitella, ancora dieci contro dieci più i portieri, si è disputata su metà campo e con l’ampiezza ridotta. Numerosi i cambi di campo richiesti durante l’esercitazione. Nella squadra in maglia bianca Sarri ha confermato in attacco De Ketelaere, Krstović e Rowe, insistendo sul possibile tridente in vista della Juventus. Il centravanti montenegrino ha superato Carnesecchi, mentre Zappacosta e Gaetano sono andati a segno contro Pompei.

Il programma si è completato con un lavoro di potenziamento aerobico diviso in gruppi. Hien e Sulemana hanno proseguito con le terapie. Domani la preparazione continuerà con una doppia seduta a porte chiuse.

Al termine dell’allenamento la squadra si è portata davanti alla curva per ricevere l’incitamento dei tifosi, che hanno acceso alcuni fumogeni e cantato «Noi vogliamo questa vittoria». Un messaggio chiarissimo a cinque giorni dalla trasferta di Torino.

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Serie A, la classifica delle multe dopo quattro giornate: Lecce sempre più in fuga, Torino raggiunge Milan e Frosinone

Dopo quattro giornate di Serie A il Lecce prova già la fuga, almeno nella particolare classifica delle ammende inflitte dal Giudice Sportivo alle società. Ci sono soltanto due nuove sanzioni economiche a carico dei club: 8mila euro al Lecce e 3mila al Torino. 

Il Lecce, già primo dopo tre giornate con 20mila euro, aggiunge altri 8mila: i suoi sostenitori hanno lanciato nel recinto di gioco tre petardi, tre fumogeni e due bottigliette.

Il Torino entra invece nella graduatoria e raggiunge Frosinone e Milan a quota 3mila euro. La società granata viene sanzionata per avere «ingiustificatamente provocato il ritardo di circa due minuti dell’inizio del primo tempo».

Non cambiano le altre posizioni. Il Bologna resta secondo con 15.500 euro, l’Atalanta terza con 10mila. Como e Venezia condividono il quarto posto a quota 8mila, mentre Roma e Genoa chiudono, per ora, la graduatoria delle società che hanno ricevuto almeno un’ammenda.

Ci sono le multe ai singoli tesserati.

La scorsa settimana Gianluca Gaetano dell’Atalanta aveva ricevuto una multa di 10mila euro e una giornata di squalifica per l’espressione gravemente irrispettosa rivolta all’arbitro al termine di Roma-Atalanta.

Questa volta tocca ad Aleksandar Kolarov dell’Inter: due giornate di squalifica e 5mila euro di ammenda per una critica irrispettosa rivolta al direttore di gara e per la successiva espressione irriguardosa dopo l’espulsione.  Evidentemente meno di quella di Gaetano (peraltro quest’ultima davanti alle telecamere).

Comunque ecco la classifica, generale dei club dopo la quarta giornata;

  1. Lecce — € 28.000
  2. Bologna — € 15.500
  3. Atalanta — € 10.000
  4. Como — € 8.000
  5. Venezia — € 8.000
  6. Frosinone — € 3.000
  7. Milan — € 3.000
  8. Torino — € 3.000
  9. Roma — € 2.000
  10. Genoa — € 1.500

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Sarri, partenze tra alti e bassi: dai 2 punti dell’Empoli ai 12 di Napoli e Chelsea, l’Atalanta a 6 è nel mezzo

Due vittorie e due sconfitte, sei punti. La partenza dell’Atalanta di Maurizio Sarri non è tra le migliori della carriera del tecnico, ma nemmeno tra le peggiori. Vediamo come sono andate le prime quattro giornate da quando Sarri allena tra i professionisti.

Il viaggio comincia nel 2003-04 con la Sangiovannese, in Serie C2. L’avvio vale 7 punti: 0-0 a Bellaria, 1-0 al Grosseto, sconfitta 1-0 a Castelnuovo e vittoria 1-0 sulla Rosetana.

L’anno successivo, con la Sangiovannese salita in Serie C1, i punti scendono a 5: 1-1 sul campo del Vittoria, 0-0 con il Grosseto, 3-0 al Lumezzane e sconfitta 1-0 a Mantova.

Nel 2005-06 Sarri passa al Pescara in Serie B e raccoglie 4 punti: sconfitte 2-0 con il Torino e 2-1 a Bologna, vittoria 3-1 sul Vicenza e 2-2 a Terni.

Dopo alcuni subentri, Sarri inizia un campionato dalla prima giornata nel 2010-11 con l’Alessandria, Lega Pro. Sono 8 punti: 1-1 sul campo dello Spezia, 1-0 alla Cremonese, 3-0 a tavolino contro il Lumezzane e 0-0 con il Como. A Lumezzane l’Alessandria aveva in realtà perso 1-0, per il rigore trasformato da Fausto Ferrari. Ma proprio Ferrari era stato schierato nonostante una giornata di squalifica della stagione precedente. Il ricorso dei piemontesi viene accolto e la partita trasformata nello 0-3 che porta Sarri a 8 punti dopo quattro giornate.

Nel 2011-12 Sarri resta in Prima Divisione di Lega Pro e passa al Sorrento. Qui arriva il precedente numericamente identico all’Atalanta di oggi: 6 punti. Il Sorrento vince 3-0 a Monza, pareggia 2-2 con il Pavia e con il Como e fa 0-0 contro il Taranto. Stesso bottino della Dea, dunque, ma ottenuto con una vittoria e tre pareggi anziché con due vittorie e due sconfitte.

Poi comincia il capitolo Empoli, in Serie B, quello che forse racconta meglio gli alti e bassi delle partenze di Sarri. Nel 2012-13 arrivano appena 2 punti: 1-1 con la Reggina, 2-2 a Novara, 0-3 contro il Sassuolo e 4-2 a Livorno. Nessuna vittoria dopo quattro giornate. Eppure quell’Empoli cambia completamente passo, chiude quarto e raggiunge la finale playoff per la Serie A.

Dodici mesi dopo, sempre in Serie B, succede quasi l’opposto: 3-1 al Latina, 2-1 a Palermo, 1-1 con il Trapani e 2-0 a Carpi. Sono 10 punti su 12 e a fine stagione arriva la promozione diretta.

Al debutto in Serie A con l’Empoli, nel 2014-15, Sarri riparte invece con soli 2 punti: sconfitte 2-0 a Udine e 1-0 con la Roma, quindi due pareggi per 2-2 contro Cesena e Milan.

Anche l’inizio dell’avventura a Napoli in Serie A è tutt’altro che travolgente. Nel 2015-16 Sarri raccoglie 5 punti: perde 2-1 con il Sassuolo, pareggia 2-2 con Sampdoria ed Empoli e alla quarta giornata travolge 5-0 la Lazio.

Un anno dopo il suo Napoli parte decisamente più forte: 2-2 a Pescara, 4-2 al Milan, 3-0 a Palermo e 3-1 al Bologna. Dieci punti.

Nel 2017-18 arriva invece una delle due partenze perfette della carriera di Sarri: 3-1 a Verona, 3-1 all’Atalanta, 3-0 a Bologna e 6-0 al Benevento. Dodici punti su dodici e 15 gol segnati nelle prime quattro giornate.

Sarri ripete il percorso netto l’anno successivo in Premier League con il Chelsea. Gli inglesi battono 3-0 l’Huddersfield, 3-2 l’Arsenal, 2-1 il Newcastle e 2-0 il Bournemouth: 12 punti su 12.

Alla Juventus, al suo ritorno in Serie A nel 2019-20, sono invece 10: 1-0 a Parma, 4-3 contro il Napoli, 0-0 a Firenze e 2-1 sul Verona. Quella stagione si chiude con lo scudetto. Il titolo non basta a garantirgli la conferma: per via dell’eliminazione agli ottavi di Champions contro il Lione, il club lo esonera l’8 agosto 2020, chiudendo la sua esperienza bianconera dopo una sola stagione.

Poi arriva la Lazio. Nel 2021-22, in Serie A, Sarri raccoglie 7 punti: 3-1 a Empoli, 6-1 allo Spezia, sconfitta 2-0 con il Milan e 2-2 contro il Cagliari.

Nel 2022-23 diventano 8: 2-1 al Bologna, 0-0 a Torino, 3-1 all’Inter e 1-1 con la Sampdoria.

L’anno successivo il crollo: appena 3 punti. La Lazio perde 2-1 a Lecce e 1-0 con il Genoa, vince 2-1 a Napoli e cade 3-1 contro la Juventus.

Anche il ritorno sulla panchina laziale un anno fa, 2025-26, comincia con 3 punti: sconfitte 2-0 a Como, 1-0 con il Sassuolo e 1-0 nel derby con la Roma, intervallate soltanto dal 4-0 al Verona.

Ora Bergamo, con 6 punti dopo quattro giornate.

Insomma, prima di arrivare all’Atalanta Sarri inizia dalla prima giornata 17 campionati tra i professionisti: in otto raccoglie meno dei 6 punti attuali, in uno – la Prima Divisione 2011-12 con il Sorrento – ne conquista esattamente 6 e in otto ne fa di più.

La Dea si trova quindi esattamente nel mezzo delle partenze di Sarri. Agli estremi ci sono i 2 punti dell’Empoli in Serie B 2012-13 e in Serie A 2014-15 e i 12 su 12 del Napoli in Serie A 2017-18 e del Chelsea in Premier League 2018-19.

Il precedente più interessante resta forse proprio il primo Empoli: 2 punti e nessuna vittoria dopo quattro giornate di Serie B, poi quarto posto e finale playoff. La conferma che, nella storia di Sarri, la partenza non sempre anticipa quello che succede dopo.

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