Per sport

L’oppio dei popoli.

Conference League 2026/27, le possibili avversarie dell’Atalanta: Beitar Jerusalem (Israele, 3.800 km da Bergamo)

Il Beitar Jerusalem è uno dei club più popolari e titolati d’Israele. Fondato nel 1936, conquista nel corso della sua storia sei campionati israeliani e otto Coppe d’Israele, diventando una delle società simbolo del calcio del Paese.

Gioca le proprie gare interne al Teddy Stadium di Gerusalemme, impianto da oltre 30 mila posti che ospita una delle tifoserie più calde e rumorose del Medio Oriente.

Sul piano sportivo vanta una lunga esperienza europea, anche se non raggiunge mai le fasi finali delle principali competizioni UEFA. Negli ultimi anni resta una presenza abbastanza costante nei turni preliminari di Conference League.

La storia del Beitar è però legata anche ad aspetti che vanno oltre il calcio. Una parte della sua tifoseria, in particolare il gruppo organizzato “La Familia”, è finita più volte al centro di polemiche e sanzioni per cori e comportamenti discriminatori. Nel 2013 l’arrivo di due giocatori musulmani provocò proteste da parte degli ultras e persino un incendio nella sede del club. Negli anni la società ha cercato di prendere le distanze dagli episodi più estremi, ma il tema continua ad accompagnare l’immagine del Beitar anche fuori da Israele.

Nel 2018 il club annunciò la volontà di aggiungere “Trump” alla propria denominazione ufficiale, diventando per alcuni mesi il “Beitar Trump Jerusalem Football Club”, in omaggio al presidente americano Donald Trump. La scelta attirò l’attenzione dei media di tutto il mondo.

Lo stemma del Beitar richiama la Menorah, il tradizionale candelabro a sette bracci che costituisce uno dei principali simboli dell’ebraismo.

Nel 2023 il club viene punito dalla federazione israeliana dopo l’invasione di campo seguita alla vittoria della Coppa d’Israele, una vicenda che provoca una lunga battaglia giudiziaria e disciplinare.

Nel secondo turno preliminare di Conference League il Beitar affronterà l’AEK Atene. Le gare sono in programma il 24 e il 31 luglio.

Per Transfermarkt la rosa vale circa 18 milioni di euro.

Su Instagram il club conta oltre 154 mila follower.

Gerusalemme dista circa 3.700 chilometri da Bergamo. In tempi normali il volo richiede poco più di tre ore, ma l’attuale situazione geopolitica dell’area rende ogni valutazione logistica particolarmente variabile. Si

Ad maiora.

Conference League, La Fiorita saluta. Oggi altri due anticipi dei ritorni

Si apre il programma delle gare di ritorno del primo turno preliminare di Conference League. Il primo verdetto arriva dal San Marino Stadium, dove La Fiorita viene sconfitta 2-0 dall’UNA Strassen. Dopo l’1-0 dell’andata, i lussemburghesi chiudono il discorso qualificazione grazie alle reti di Nicolas Perez e Valentin Steinmetz, staccando così il pass per il secondo turno con un complessivo 3-0.

Oggi sono in programma altri due anticipi dei ritorni: alle 16.30 il Malisheva riceve il Vllaznia dopo lo 0-1 dell’andata, mentre alle 20.30 il Dečić prova a ribaltare davanti ai propri tifosi il ko per 1-0 subito sul campo del Liepāja. Domani, invece, si giocherà il resto delle gare di ritorno del primo turno preliminare, che completerà il quadro delle squadre passate al secondo turno.

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Atalanta, i giornali di mercoledì 15 luglio

Oggi tutta l’attenzione è sulla presentazione (ieri allo stadio) del nuovo ds Giuntoli.

Apro però con una cosa che non c’entra con la Dea (ma con il territorio bergamasco sì), tratta dalle pagine di cronaca dell’Eco di Bergamo: «Il capo ultrà milanista chiede di patteggiare». Abitava a Scanzorosciate.

Ma passiamo al nuovo ds, con cui il giornale bergamasco apre le pagine sportive (con foto di rito, sciarpa e sorriso di Luca Percassi): «Risultati e sostenibilità. Mi rivedo nell’Atalanta. Il ds Giuntoli: La squadra è molto forte. I gioielli? Carnesecchi resta con noi. Cambiamento radicale, servirà un periodo di adattamento. Percassi: Ha sposato il progetto». Nell’articolo di Luca Bonzanni c’è poi la sintesi della conferenza.

Si ricorda poco sopra il primo appuntamento, sentitissimo dalla tifoseria: «Sabato a Clusone prima amichevole in famiglia con l’Under 23». Entrambe le squadre con nuovi allenatori, come lo scorso anno, aggiungo io.

Poi lungo articolo sul mercato: «Idea Ederson fino al 2031. Ma Jashari resta in pole».

Sulle pagine nazionali del Corriere della Sera la risposta del ds sul Tormentone: «Giuntoli risponde a Marotta: noi sempre corretti».

Due gli articoli dedicati alla presentazione del ds sulle pagine di Bergamo. La cronaca di Marina Belotti con questo titolo: «Ederson e gli altri gioielli restano.». L’analisi di Piero Serina: «Da buon toscano è capace di usare le parole giuste. Ora dimostri di essere all’altezza».

Pagina intera sul nuovo ds nerazzurro sulla Gazzetta (precede quella dedicata al Toro!): «Ederson non si muove. La linea di Giuntoli: Lavoriamo al rinnovo. È felice all’Atalanta».

Chiudo con Tuttosport che dedica un ampio spazio all’ex ds della Juve con titolo sul caso del giocatore non andato all’Inter: «Giuntoli, il primo match: Palestra, noi corretti». Poi nel pezzo Fabio Gennari racconta i dettagli della conferenza: «Il ds si presenta sposando lo stile Atalanta: La squadra ha tanta qualità, tanti giovani. Niente proclami».

C’è anche un pezzo mercato di Nicolò Schira: «Si alza il pressing su Alajbegović, l’intesa c’è già».

Chiudo con un articolo del giornale torinese che compare in evidenza anche in prima pagina: «Assurdo: amichevoli vietate ai tifosi del Toro». Niente piemontesi a Pinzolo.

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Conference League 2026/27, le possibili avversarie dell’Atalanta: Sion (Svizzera, 270 km da Bergamo)

Il Sion è il club del capoluogo del Canton Vallese, nella Svizzera francofona. Fondato nel 1909, ha vinto 2 campionati svizzeri e soprattutto 13 Coppe di Svizzera, un record che ne fa una delle società più titolate del Paese.

Per gli appassionati italiani, però, il Sion è soprattutto una sorta di colonia azzurra oltreconfine. Negli ultimi anni sulla sua panchina si sono alternati diversi tecnici italiani: da Gennaro Gattuso, che qui iniziò la carriera da allenatore nel 2013, addirittura come giocatore-allenatore, a Paolo Tramezzani, richiamato in panchina in ben quattro occasioni dal vulcanico presidente Christian Constantin.

C’è anche un altro legame con il calcio italiano. Nell’estate del 2025 il Sion ha affidato la panchina a Didier Tholot, tecnico francese che in precedenza aveva guidato il Como 1907 conquistando la promozione dalla Serie D alla Serie C nella stagione 2018/19. Un’esperienza che ha lasciato un buon ricordo sulle rive del Lario e che rappresenta un ulteriore punto di contatto tra il club vallesano e il calcio italiano.

Il rapporto con l’Italia è stato costante anche sul mercato: negli anni sono passati da Sion giocatori come Gattuso, Mario Balotelli, Reto Ziegler, Federico Dimarco e numerosi altri calciatori provenienti dalla Serie A.

Gioca le sue gare interne allo Stade de Tourbillon, impianto da circa 14mila posti ai piedi delle Alpi vallesane. Il Presidente del Club ha annunciato che entro il 2030 la squadra avrà un nuovo impianto, costo: 30 milioni di franchi svizzeri.

In Europa il miglior risultato è rappresentato dai quarti di finale di Europa League raggiunti nel 2011/12, prima dell’esclusione dalla competizione per una nota vicenda regolamentare.

Nel secondo turno preliminare di Conference League il Sion affronterà la vincente della sfida del primo turno tra gli albanesi dell’AF Elbasani e i bielorussi del BATE Borisov. Le gare sono in programma il 23 e il 30 luglio. Il sorteggio UEFA ha stabilito che i biancorossi giocheranno l’andata in trasferta e il ritorno allo Stade de Tourbillon.

Per Transfermarkt la rosa vale circa 26 milioni di euro.

Su Instagram il club supera i 60 mila follower.

La trasferta è una delle più comode in assoluto: Sion dista meno di 300 chilometri da Bergamo. In auto servono circa tre ore e mezza attraversando il Sempione. Più vicina di molte trasferte italiane.

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Giuntoli si presenta: «Ho sempre desiderato l’Atalanta». Fiducia in Ederson e stoccata sul caso Palestra 

«Ho sempre desiderato lavorare all’Atalanta». È una delle frasi che mi ha più colpito nella conferenza stampa di presentazione di Cristiano Giuntoli, nuovo direttore sportivo nerazzurro. Accolto dall’amministratore delegato Luca Percassi, che ha sottolineato il lavoro già svolto in queste prime settimane con nuove figure professionali e un nuovo metodo organizzativo, Giuntoli ha spiegato di aver scelto Bergamo perché considera l’Atalanta un modello di calcio, capace di coniugare risultati, sostenibilità e valorizzazione dei giovani.

Il nuovo ds ha ribadito la piena fiducia nella rosa e nel nuovo corso affidato a Maurizio Sarri. «Crediamo che questa squadra sia molto forte e non vogliamo toccare i nostri gioielli», ha detto, citando tra gli altri Scamacca, De Ketelaere, Scalvini e Carnesecchi. Anche se ha precisato che la rivoluzione potrebbe non essere indolore. Vedremo.

Tra i temi più attesi anche il futuro di Ederson. Giuntoli ha rivelato di essere rimasto «stupito» dal mancato affondo del Manchester United, ma anche «contento» perché il brasiliano è felice di restare a Bergamo. L’Atalanta è infatti al lavoro con i suoi agenti per il rinnovo del contratto.

Nel finale è arrivata anche una risposta sulla trattativa che ha portato Palestra all’Inter. «Siamo stati super corretti con tutte le parti», ha spiegato il direttore sportivo, aggiungendo di essere comunque orgoglioso che un ragazzo cresciuto nel settore giovanile nerazzurro possa rappresentare il calcio italiano in un grande club inglese.

Giuntoli ha infine confermato la volontà di continuare a investire sul vivaio e sull’Under 23, considerati elementi centrali del progetto Atalanta, ribadendo un concetto che sintetizza il suo arrivo a Zingonia: «Per me è un grande orgoglio essere qui e una grande responsabilità».

Tante domande. Mezz’ora in tutto. Sintesi ed efficienza che non dispiaceranno a Bergamo.

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