Per sport

L’oppio dei popoli.

GP in Bahrain. Il video del ritrovamento del corpo del manifestante

Il circo della Formula Uno l’anno scorso aveva rinunciato. Ma non si è dato per vinto.
E quest’anno, tra poche ore, si correrà il Gran Premio del Bahrain.
Nel Regno è in corso, da tempo, una rivolta lanciata dalla maggioranza sciita del piccolo arcipelago.
È uno dei frutti della primavera araba.
Lo scorso anno fu decretato lo stato di emergenza che fece allontanare la lobby di Ecclestone da questi lidi.
Ora invece la fame di nuovi mercati ha spinto la Formula uno anche qui.
Tre i giorni di protesta lanciati dalle opposizioni. Con un ragazzo trovato morto a pochi chilometri dalla capitale Manama.
Questa la cronaca dei funerali da Al Jazeera:

Questo il comportamento della polizia a Shakoora, il villaggio dove è stato trovato morto uno dei ragazzi della protesta:

Qui, infine, le immagini del ritrovamento del corpo di Salah. Con gli agenti che sparano contro chi sta, coraggiosamente, facendo le riprese:

Consiglio: mentre guardate i bolidi sfrecciare, navigate su Youtube per vedere cosa succede tutto intorno.
Quelli intorno siamo noi.
Ad maiora

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Milan Marathon. Il giorno dopo. Visto da Antonio Ruzzo

In un mirabolante gioco di specchi, pubblico il post del collega del Giornale, che a sua volta compariva in un mio post (e soprattutto in una mia diretta) di ieri:

Milano city marathon: il giorno dopo…

Ad maiora

Ps. Grazie alla “bellissima Caterina” per il link (non virtuale)

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Maratona milanese e l’arte di correre

Hanno sfidato pioggia e freddo. Iniziano così oggi molti articolo sulla Maratona milanese di ieri.
Scritti da chi non ha capito che, per chi corre, la sfida è con se stessi.
Stamattina, in diretta per Buongiorno regione, parlavo con Antonio La Torre (già allenatore del campione olimpico Brugnetti, ora allenatore degli allenatori e docente in Statale: http://www.scienzemotorie.unimi.it/Facolta/Personale/DocentiRicercatori/LATORRE-ANTONIO-85S_ITA_HTML.html) e con Antonio Ruzzo, collega de Il Giornale dove cura – per passione e perché maratoneta – un bel blog sulla corsa: http://blog.ilgiornale.it/ruzzo/).
Sarà sicuramente una moda quella del running, ma una moda salutare.
Le staffette alla Milan Marathon sono raddoppiate nel giro di un anno (con evidenti bug nell’organizzazione). Anche grazie al blocco del traffico. Precedentemente la maratona milanese infatti era nota in tutto il mondo (ed evitata per questo) perché i 42 km erano accompagnati da un ininterrotto suono di clacson.
Per chi si voglia cimentare, consiglio il libro che a mia volta mi è stato consigliato da un maratoneta. È una sorta di Bibbia zen: Murakami Haruki, L’arte di correre, Einaudi.
Ad maiora

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Caos al ritiro sacche (video)

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Milan Marathon, nome inglese. Gestione finale all’italiana…
Chiamano i numeri. Come al mercato. Mentre piove…

I due video che ho realizzato li:

Ad maiora

Milano, a fatica, piega Avellino

Il Forum di Assago è abbastanza pieno malgrado la magra figura di S.Stefano al derby. Il basket sembra essere tornato di moda a Milano. Merito prima di Gallinari e ora del passaggio del turno in Eurolega. Il popolo biancorosso è ad Assago anche per capire se la squadra di Scariolo è quella remissiva di Cantù o quella garibaldina di Belgrado. Di fronte ha Avellino che non è venuta a vedere lo spettacolo. I biancoverdi colpiscono Milano nel suo punto debole: la difesa dall’arco. Il primo quarto, grazie a una gragnuola di triple, si chiude sul 17-29. La Sidigas prosegue ad asfaltare l’Armani anche nel secondo quarto. Milano si tiene in scia grazie a Bousouris e va all’intervallo sotto di 8 (39-47). Il Forum mugugna. Nel terzo quarto, Milano migliora in difesa ma litiga sempre col canestro (53-61). Nell’ultima frazione l’Armani si sveglia e pareggia a 69. Sullo slancio arriva a 77 dove, dopo vari errori e schemi confusi, viene raggiunta dalla Sidigas. Che a un minuto e mezzo dalla fine torna avanti. Nuovo pareggio a 80. E nuovo vantaggio grazie a un Giachetti in grande spolvero. Finale da cineteca con Milano che rimane fredda ai liberi (ma misteriosamente non fa falli) e Avellino che segna 9 punti in 30 secondi, con tre triple spaziali. Non basta. L’Armani chiude il 2011 con una vittoria: 90-89.
Ad maiora