Pensieri

FINALMENTE UNA BUONA NOTIZIA DALLA BIELORUSSIA

Il regime di Lukashenko ha infatti deciso di scarcerare 9 (dei 41) dissidenti arrestati dopo gli incidenti del 19 dicembre, seguiti alle elezioni.

La notizia è riportata da Radio Free Europe:http://www.rferl.org/content/belarus_lukashenka_pardons_protesters/24294260.html

Da settimane è in corso una mobilitazione per chiedere la scarcerazione di tutti i “prigionieri politici” bielorussi.

Ad maiora

PETIZIONE PER LA LIBERAZIONE DI 17 GIORNALISTI IN CARCERE IN BIRMANIA

Della Birmania ormai non si parla più. Eppure dopo la repressione seguita alle proteste dei monaci tibetani, il regime militare che guida il paese usa ancora il pugno di ferro. Sono ben 17, ad esempio i giornalisti, incarcerati per il loro lavoro.

Un appello diretto all’Associazione degli stati dell’Asia Sud Orientale (ASEAN: http://www.asean.org/) chiede di intercedere per ottenere la liberazione dei colleghi della Tv Democratic Voice of Burma. Alcuni di loro sarebbero anche stati torturati.

I prigionieri politici in Birmania sono più di 2.000.

Questa la petizione:

http://www.freeburmavj.org/media/petition

Ad maiora.

TERREMOTO DELL’AQUILA: PER NON DIMENTICARE

Non mi ricordo se l’ho mai postato. Comunque al massimo, repetita iuvant.

Questo è lo speciale fatto dai miei (ormai) ex studenti della scuola di giornalismo Walter Tobagi (IFG/Statale di Milano).

Ora stanno studiando per l’esame.

Per quanto mi riguarda, il test lo superarono in Abruzzo, durante le vacanze invernali:

http://www.lasestina.unimi.it/lasestina/posts/speciale-laquila/

Ad maiora

UNA PETIZIONE PER LA DEMOCRAZIA IN BIELORUSSIA

Mancano ancora poche firme per raggiungere la quota prevista del 10.000. Una petizione per chiedere più democrazia in Bielorussia, dato che la repressione sta anche rendendo più drammatica la crisi economica vissuta dal paese.

Una firma on line per stoppare Lukashenko. Per non dimenticare quel che succede in un paese europeo:

http://www.thepetitionsite.com/takeaction/941/720/678/

Ad maiora.

SUICIDA LEPPER, LEADER POPULISTA POLACCO

Si deve avere umana pietà verso chi muore, soprattutto se si suicida. Ma è utile ricordare chi fosse Andrzej Lepper, politico polacco trovato suicida ieri nella sua casa di Varsavia. Di lui avevo scritto in un capitolo di Bandiera arancione la trionferà dedicata alla democrazia monozigote a quei tempi regnante in Polonia. Lepper è stato infatti al governo quando la Polonia era retta dai gemelli Kazcynski (uno dei quali è morto nell’incidente aereo di Smolensk).

Lepper era conosciuto come il Le Pen polacco. Uno capace di dire in parlamento, per difendere un collega accusato di stupro di una escort, che “una che fa la prostituta non può essere stuprata”. A Lepper piacevano sia Lukashenko che Hitler e riteneva (non unico fra i polacchi, ahinoi) che il “peggior nemico della Polonia è la nazione giudaica”. Gli ebrei in Polonia sono poche migliaia. Prima della shoah erano tre milioni.

Ex allevatore di maiali ma anche pugile, Lepper era stato funzionario del Partito comunista polacco. Poi con la democrazia aveva cominciato le lotte contro l’Unione europea, bloccando i camion di merci che entravano nel paese. Aveva fondato il partito xenofobo Samoobrona, che significa autodifesa.  Grazie a questo piccolo ma vivace movimento politico (ora in calo di consensi) aveva conquistato il ministero dell’Agricoltura e la carica di vice-primo ministro tra il 2005 e il 2007. Poi come tanti di questi moralizzatori alla Haider era incappato in uno scandalo sessuale, accusato di aver preteso un rapporto da una militante del suo partito in cambio di un posto di lavoro.

A 57 anni è stato trovato senza vita negli uffici del partito a Varsavia.

Sono certo che per lui pregheranno all’emittente polacca Radio Maryja.

Ad maiora.