Anna Politkovskaja

Libertà di stampa. In Russia, ma non solo.

Russia, non è un paese per giornalisti

Il caso della giornalista della Novaja picchiata a Mosca:
http://www.adginforma.it/prima-pagina-mainmenu-14/giornalismo-mainmenu-47/3001-russia-giornalista-malmenata.html

Picchiata e rapinata, insieme a un’amica:
http://www.agi.it/estero/notizie/201204051800-est-rt10206-russia_picchiata_e_rapinata_una_giornalista_di_novaya_gazeta

Forse si tratta di un caso di criminalità, ma non ci si può dimenticare quanto successo a Oleg Kashin:

La giornalista aggredita sta proseguendo il lavoro di Anna Politkovskaja:
http://en.wikipedia.org/wiki/Elena_Milashina

Ad maiora

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Amnesty International interviene per le Pussy Riot

Prosegue la mobilitazione per chiedere la liberazione delle Pussy Riot. Tre delle giovani esponenti del gruppo punk rock sono in carcerazione preventiva dopo il blitz musicale, di febbraio, nella Chiesa moscovita del Cristo Salvatore.
Amnesty International le considera alla stregua di prigioniere di coscienza e ne chiede la liberazione:
http://www.asca.it/news-Russia__Pussy_Riot__appello_Amnesty_per_liberazione_femministe_punk-1141696-ATT.html

Sul caso delle Pussy Riot si è aperto un interessante dibattito in Russia:
http://russiaoggi.it/articles/2012/04/03/pussy_riot_alla_sbarra_15153.html

Resteranno comunque in cella fino al 24 aprile, data del processo.
Ad maiora

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Annaviva contro l’estradizione di Ivan Kostin in Russia. L’appello della moglie Viktoria

Oggi conferenza stampa di Annaviva a Milano contro l’estradizione di Ivan Kostin, detenuto in Italia, verso la Russia.
Questo l’appello della moglie:

E questa la storia.
Contro Ivan Kostin, cittadino russo, classe 1974, pende un mandato di cattura internazionale. È un imprenditore. Si occupa di produzione e vendita di cognac.
Un giorno del novembre 2011 ha la cattiva idea di arrivare da Israele a Milano per una mostra enologica.
Viene arrestato in albergo e sbattuto a San Vittore per un mese e mezzo.
La giustizia russa lo accusa di aver rubato un enorme numero di bottiglie di cognac, per un valore di milioni di rubli, dalla fabbrica di Stavropol (nel Caucaso russo) nella quale lavorava e di cui era proprietario al 30%. Il furto sarebbe avvenuto senza che nessuno delle centinaia di dipendenti si accorgesse, naturalmente, di nulla.
I problemi per Ivan sono sorti quando muore il padre che aveva fondato l’azienda di liquori. Ivan eredita molte azioni e rifiuta di venderle (a prezzi stracciati) al socio. Ricco e potente. Che lo denuncia per furto. L’inchiesta parte nel 2008.
Si susseguono investigatore e inquirenti che chiedono l’archiviazione. Fino a che si trovano un poliziotto e un magistrato che decidono che Ivan è un “criminale” e che va processato. Anzi, va arrestato anche prima del processo.
Spiccano un mandato di cattura internazionale. Che scatta quando Kostin arriva a Milano, si registra in albergo e la mattina trova le forze dell’ordine alla porta. In Israele, dove era legalmente registrato insieme alla famiglia e lavorava, nessuno ha mai cercato di arrestarlo.
La madre di Mikhail Khodorkovsky, prigioniero politico nella Russia di Putinn, incontrando i militanti di Annaviva ha spiegato che sono almeno trecentomila i russi perseguitati per ragioni economiche.
L
Siamo soddisfatti che, alla prima udienza, la giustizia italiana abbia chiesto a quella russa un supplemento di documentazione prima di valutare l’eventuale estradizione.
Ci auguriamo che questa sarà respinta nell’udienza del 29 maggio.
Qui una parte della conferenza stampa organizzata da Annaviva presso l’Ostello Bello di Milano.
Sono le parole, accorate di Viktoria, la moglie di Kostin.
Al cui appello ci associamo.
http://www.annaviva.org

Ad maiora.

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L’ambasciatore Usa in Russia, assediato dai giornalisti, perde le staffe

L’ambasciatore americano a Mosca, Michael McFaul, ha denunciato di sentirsi osservato e controllato. Sopratutto dai giornalisti vicini al regime:

http://www.iltempo.it/adnkronos/?q=YToxOntzOjEyOiJ4bWxfZmlsZW5hbWUiO3M6MjE6IkFETjIwMTIwMzMwMTAzNjQ1LnhtbCI7fQ==

Un’intervista un po’ insistente gli ha fatto perdere le staffe e definire la Russia “paese di selvaggi”: Salvo poi (come un Monti qualsiasi) accusare la cativa traduzione (anzi, la sua cattiva conoscenza della lingua russa):

http://blog.quotidiano.net/baldini/2012/03/30/russia-paese-di-selvaggi-ambasciatore-usa/

Insomma, il clima da guerra fredda (“riferirò a Vladimir”) prosegue.

Se volete seguire l’ambasciator fumantino su twitter lo trovate qui: @McFaul

Ad maiora.

Le Pussy Riot restano in carcere. Mentre i parenti subiscono minacce

Ancora sulle Pussy Riot, gruppo punk rock che per un concerto anti-putiniano in una chiesa moscovita, rischiano sette anni di carcere.

Rimangono intanto, preventivamente in cella, perché serva da lezione ad altri: http://www.themoscowtimes.com/news/article/court-upholds-order-to-jail-third-pussy-riot-member/455656.html#ixzz1qUeXXiLI

I familiari denunciano di aver ricevuto minacce di morte:

http://en.rian.ru/society/20120328/172447275.html

Pro e contro il blitz “sacrilego” (che scalda i bigotti anche dalle nostre parti):

http://www.bloomberg.com/news/2012-03-28/putin-punk-rock-and-russian-orthodoxy-leonid-bershidsky.html

http://www.themoscowtimes.com/opinion/article/patriarch-kirills-apartment-buried-in-sand/455684.html

Buona lettura.

Ad maiora