Autore: Andrea Riscassi

Sono nato nel 1967 e sono giornalista Rai. Dopo gli esordi a Società Civile e al Corriere della Sera, sono approdato in televisione nel 1991, prima a Lombardia 7 e poi in Rai. Alla Tgr Lombardia sono stato inviato e caposervizio. Dal 2013 lavoro a RaiSport, dove seguo l'Atalanta e la Nazionale italiana di calcio. Ho pubblicato diversi libri, tra cui Anna è viva, Anticorpi alla videocrazia, Favola Atalanta, Vivi ogni giorno come fosse il primo e Solo Atalanta. Ho svolto attività di docenza e formazione alla Scuola di giornalismo Walter Tobagi dell'Università degli Studi di Milano, all'Università degli Studi di Milano e al Master in Comunicazione e Marketing dell'Università di Bologna.

Grandissimo Pierpaolo

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Full disclosure: Pierpaolo Campo è più di un amico per me, ci conosciamo e vogliamo bene assai da anni. Poi lui, che fa anche altro nella vita, si è armato di una macchina fotografica e di un iPhone e ha preso a raccontarsi, a raccontarci il mondo da quell’occhiello, da quella prospettiva. Io mi ci riconosco, e non solo perché lo riconosco. Ma perché il racconto fotografico di Piero somiglia a un mondo. Fatto di volti, di luoghi, di momenti. Possibile, impossibile, probabile, incerto, come i nostri tempi. Fateci un giro se credete.

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#xtuttiigusti dell’Emilia Romagna (con menù veg)

Con gli chef di molti dei migliori ristoranti dell’Emilia Romagna si è chiuso questo ciclo di xtuttiigusti del buon Carlo Vischi.
Ieri sera più che adattamento in chiave veg dei piatti inseriti nel menù ufficiale ci è stato proposto dal ristorante Il Canneto un menù alternativo.
Era infatti la festa (involontaria) del maiale…
Tra gli antipasti ho assaggiato degli ottimi coni ripieni di formaggio con sopra frutta essiccata.
Come primo la già sperimentata (e sempre gustosa) carbonara vegetariana.
Due i secondi: un purè di piselli con fave e asparagi e un tortino ripieno di fonduta con un velo di miele e pezzetti di pera.
Infine il dolce tipico: la torta di tagliatelle.
Stamattina andare a correre è stata dura. Ma ne è valsa la pena.
Ad maiora

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Tra Oz e Palazzo Chigi

Sta sbancando anche i botteghini italiani dopo il successo americano. Il film della Disney “Il grande e potente Oz” – regia di Sam Raimi – è il prequel dell’inimitabile “Il mago di Oz” (tratto dal “Meraviglioso mago di Oz’ di Frank Baum).
Il mondo nel quale finisce Oz è sempre magico ma lui deve dimostrare di avere poteri magici per poterlo governare, per poter regnare.
La fata buona (fatta passare inizialmente per cattiva) gli consiglia di fingere di avere quei poteri che la gente si aspetta che lui abbia. E Oz ha successo bluffando, creando illusioni. Vince facendo credere di essere “grande e potente” e non solo un mago da circo.
Niente primarie o parlamentarie lì. Niente disperata ricerca di voti parlamentari…
Per governare bisogna far sognare.
A Roma come a Oz…
Ad maiora

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Trovato morto a Londra uno dei principali oppositori a Putin

Era stato uno dei principali sponsor della salita al potere di Vladimir Putin. Poi, quando aveva capito che l’ex spia del KGB non sarebbe stata manovrabile dagli oligarchi, era fuggito all’estero per evitare di essere arrestato (come Khodorkovskij) o ucciso (la lista è troppo lunga per stare in una parentesi).
A Londra dove è stato trovato morto ieri, Boris Berezovskij viveva circondato da decine di guardie del corpo. Temeva infatti di essere ucciso da sgherri del regime. Come avvenuto con uno dei suoi protetti l’ex agente del KGB Litvinenko, liquidato col Polonio.
Berezovskij voleva a tutti i costi far cadere Putin. Anche per questo c’è più di un dubbio sul suo suicidio
Putin sarà in ogni caso contento,
I suoi sottoposti avevano accusato Berezovskij di essere il mandante degli omicidi della Politkovskaja e dello stesso Litvinenko.
Senza ovviamente produrre una prova. E senza spaventarlo.
Era diventato il classico capro espiatorio.
Putin ne dovrà trovare un altro.
Ad maiora.

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#Abocatour negli stabilimenti di Aboca

Questo blog tour ci ha portato a visitare gli stabilimenti di Aboca, azienda leader in Italia nel mercato dei farmaci naturali, ossia realizzati solo con piante medicinali e senza prodotti chimici. È un approccio alla salute che riscuote sempre più successo se, come ci ha spiegato la dirigente marketing (e amica) Alessia Scarpocchi, Aboca – che ha fatturato di 80 milioni lo scorso anno – è al nono posto nel mercato generale dei farmaci (al settimo se si aggiungono i proventi dell’erboristeria).
Con i numeri mi fermo qui, salvo che per ricordare che questa azienda, che nasce e cresce tra le province di Arezzo (Sansepolcro) e Perugia (Pistrino) ha la bellezza di 500 dipendenti.
L’elemento chiave su cui lavora Aboca è che il ciclo produttivo integrato e verticale: nei limiti del possibile infatti è la stessa azienda a produrre – con 1000 ettari in Val Tiberina– tutte le piante che utilizza per i dispositivi medici (ma anche per gli integratori alimentari e i cosmetici).
La visita agli stabilimenti di produzione è istruttiva. Il primo trattamento cui vengono sottoposte erbe e semi è l’essicazione che serve per conservarle, preservando le qualità organolettiche.
Poi vengono selezionate con macchine che un tempo venivano utilizzate dall’industria dei tabacchi e che ora hanno funzioni meno dannose per la salute umana. A proposito di salute, in tutti i reparti che abbiamo visitato, c’è un intenso profumo di fiori: l’ambiente di lavoro in questo senso – salvo che non andiate nei campi – è imbattibile. Comunque, la terza fase consiste nell’eliminazione di eventuali batteri utilizzando il vapore acqueo.
Inizia poi la fase di produzione vera e propria. Ci sono state illustrate le rigide misure previste per la pulizia dei macchinari per evitare che sostanze diverse entrino in contatto. E ci è stata mostrata la produzione delle tisane. Le bustine in cui sono contenute non hanno né colla né punti metallici ma vengono solo pressate. Sono poi a loro volta inserite in bustine di carta e alluminio (quindi queste andranno poi a finire nell’indifferenziata, mentre la bustina con la tisana andrà nell’umido).
Molto interessanti anche i reparti dove vengono prodotti i dispositivi medici. Dato che non vengono utilizzati additivi chimici, per ottenere i farmaci si usano i metodi della concentrazione e soprattutto della liofilizzazione (metto i link perché, dal basso dei miei studi classici, le spiegazioni tecniche risulterebbero imbarazzanti).
Ah, una cosa ho scoperto: viene utilizzato parecchio miele e Aboca ha avviato la produzione anche di questo “regalo” delle api.
Per ora mi fermo qui.
Salvo per ricordare che, pur in una fase di pesante crisi, questo mercato è in continua crescita (+44% in 5 anni). Forse perché, diminuendo i soldi, le scelte si fanno più attente.
“Quel che non si fa è importante come quello che si fa”, si dice qui. Una frase da tenere a mente ogni volta che si va a fare la spesa. Al super come in farmacia.
Ad maiora

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