Nella conferenza stampa del 2007, a un anno dall’assassinio della Politkovskaja, quel personaggio che è il procuratore generale russo Jurij Chaika (per un lustro ministro della Giustizia di zar Putin) dopo aver annunciato, tutto tronfio, che erano state fermate 10 persone (molte scarcerate in un amen), annunciò che il mandante dell’omicidio era da cercare all’estero.
Ai giornalisti che gli chiedevano se si riferisse all’ex oligarca Boris Berezovskij, si mise a sorridere e ad ammiccare. Tipico di un regime televisivo e da barzelletta (anche se pure in Italia…).
Sono passati cinque anni da quelle accuse, anzi, insinuazioni. E proprio nel giorno di Natale, si scopre che Berezovskij, in esilio a Londra, non è stato il mandante dell’omicidio della Politkovakaja né di altri giornalisti.
Speriamo che, quando cadrà il regime putiniano, si scopra chi abbia ordinato l’omicidio di Anna, coraggiosa giornalista.
Auguri a tutti.
Ad maiora
Autore: Andrea Riscassi
Portace a mignotte…
Gli auguri “di Natale” di Al Pacino…
Le cinquanta sfumature di grigio delle #PussyRiot
La carriera di un sorvegliante del carcere e, soprattutto, nel lager si fa sulla pelle dei detenuti.
Varlam Šalamov, I racconti della Kolyma
E spero stiano facendo carriera gli aguzzini che un giorno sì e l’altro pure sanzionano le Pussy Riot in carcere. Una delle due, in isolamento perché minacciata, è stata punita per non aver sentito la sveglia: http://www.ilmondo.it/esteri/2012-12-21/russia-nuova-sanzione-pussy-riot-carcere-si-sveglia-tardi_165433.shtml
Maria Alekhina aveva d’altronde scritto una lettera aperta qualche giorno fa, ma dicendo che questa non è vita: http://pubblicogiornale.it/mondo/pussy-riot-carcere-lettera/
Le cinquanta sfumature di grigio delle prigioni russe sono tutt’altro che eccitanti. Scrive Maria: “Tutto è grigio qui intorno. Anche se è di un altro colore, contiene un elemento grigio. Tutto: gli edifici, il cibo, il cielo, le parole”.
Annaviva ricorderà le Pussy Riot con una manifestazione a Milano nel pomeriggio del 16 gennaio e una serata all’Ostello Bello la sera del 17.
Ad maiora
#CiaoMonti Le pagelle dei giornali (a confronto)
In realtà, ho trovato solo il Fatto quotidiano e Il Sole 24ore che si cimentano nell’impresa di dare i voti all’esecutivo che da ieri sera resta in carica solo per la straordinaria amministrazione.
Mettiamo a confronto e sommiamo le pagelle (aggiungendo il giudizio).
Elsa Fornero: bocciata
5 per il Fatto e 5 per il Sole
Giulio Terzi di Sant’Agata: bocciato
5 sia per il Fatto che per il Sole
Lorenzo Ornaghi: bocciatissimo
4 per il Fatto (“Un fantasma alla Cultura) solo mezzo punto in più per il Sole
Mario Catania: rimandato
5 per il Fatto 6 per il Sole (era alle Politiche agricole, se a qualcuno è sfuggito)
Giampaolo di Paola: promosso
5 per il Fatto 7 per il Sole (gli F35 muovono il Pil, si sa)
Filippo Patroni Griffi: promosso
6 per entrambi i quotidiani
Vittorio Grilli: rimandato
5 per il Fatto, 6 per il Sole
Corrado Clini: rimandato
4 per il Fatto, 6,5 per il Sole
Fabrizio Barca: super promosso
7 per il Fatto e mezzo punto in più per il Sole
Paola Severino: promossa
5 dal Fatto, 7 dal Sole
Anna Maria Cancellieri: super-promossa
7 sia dal Fatto che dal Sole
Corrado Passera: bocciato
5 dal Fatto, solo mezzo punto in più dal Sole (e questo mi sa che gli fa più male)
Renato Balduzzi: promosso
7 dal Fatto, 5 dal Sole
Piero Gnudi: bocciato
4 dal Fatto, 6 dal Sole (era al Turismo, se qualcuno non se ne fosse accorto)
Enzo Moavero Milanesi: super-promosso
7 sia per il Fatto che per il Sole per il ministro per gli Affari europei
Francesco Profumo: rimandato
6 dal Fatto, 5,5 dal Sole (voto pesante)
Andrea Riccardi: rimandato
5 dal Fatto (voto pesante), 6 dal Sole
Piero Giarda: promosso
5 dal Fatto, 6,5 dal Sole
Mario Monti: promosso
6 dal Fatto, il Sole fa il gioco delle tre carte e mette vari voti (che lo fanno comunque prouovere): Credibilità internazionale 8, Conti pubblici 7, Crescita e occupazione: 5
Quali sono invece i voti che date voi ai ministri?
Ad maiora

