Month: giugno 2012

Una Tarantola per la Rai

Chi abbia letto “La tv che non c’è” di Gilberto Squizzato (minimum fax) sa di che tipo di governance avrebbe bisogno la Rai: esperti di comunicazione, lontani dalla spartizione politica.
Anna Maria Tarantola, vice d.g. di Bankitalia è sicuramente un tecnico, ma nella sua lunga carriera (partita in quel di Zorlesco, nel lodigiano, patria di Federico Bellin) manca qualunque contatto con tv o radio: http://qn.quotidiano.net/politica/2012/06/08/726210-anna-maria-tarantola-economista-guida-rai.shtml
Fino a questa mattina non c’era nemmeno una voce in Wikipedia. Ci sono invece, con quel nome disambiguo, film, romanzi e soprattutto ragni:
http://it.wikipedia.org/wiki/Tarantola

Qui comunque si trova un intervento (lombardo) della manager pubblica:

Immagino che un’economista verrà a fare tagli.
Una sola domanda mi verrebbe da fare a questo governo di tecnici random: ma perché non hanno messo un banchiere anche alla Difesa (anziché un ammiraglio)? Magari avrebbe fatto qualche pesante sforbiciata agli armamenti.
Ad maiora

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#Euro2012 In gol per la Russia l’osseto Dzagoev, di Beslan

Alan Dzagoev due volte in gol nella partita d’esordio della Russia, è uno dei giovani campioncini del Cska di Mosca, dove gioca dal 2007. Pur essendo nato nel 1990. E non in una città qualsiasi della Federazione russa: Beslan, in Ossezia del Nord.
Qui il sequestro da parte di terroristi ceceni di un’intera scuola il primo settembre del 2004 e il successivo intervento delle forze speciali russe causò 334 vittime, 186 delle quali bambini.
Per tornare al calcio, il giovane centrocampista russo in gol stasera contro la Repubblica ceca valeva, prima degli Europei dai 15 ai 20 milioni di euro.
La Russia, grazie a giocatori come lui ha quest’anno buone possibilità nel torneo.
Stasera ha segnato ai cechi. Questo invece una spettacolare rete agli slovacchi:

Ad maiora.

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Il rock sveglia S.Siro: 4 ore di Boss per Milano

San Siro in questa grama stagione calcistica non si era ancora divertito tanto.
Ci sono volute 4 ore di un meraviglioso concerto di Bruce Springsteen per togliere un po’ di polvere e di noia su gradinate e soprattutto prato della Scala del calcio.
È stato l’evento più simile all’indimenticabile esordio del Boss nel 1985.
Salvo gli interventi (in ottimo italiano) sulla crisi che attanaglia Usa e Italia.
Niente scenografia, basta il rock. Incessante, senza pause, senza tentennamenti come è sempre stato quello di Springsteen. Che ha iniziato con le canzoni del nuovo disco, ma che non ha risparmiato tutte le canzoni classiche del suo repertorio: da Born in Usa a Dancing in the Dark.
Più volte il Boss ha dato l’impressione di volersi o doversi fermare per rispettare il vincolo della mezzanotte imposto per non disturbare il vicinato. E ogni volta è ripartito, sfidando i divieti, incapace di resistere all’effetto dei fan.
Come nell’85 è con Twist and Shout che chiude la performance, quando ormai il calendario indicava l’8 giugno.
Qui un po’ di foto.
Ad maiora.

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#Boss2012. Emilia no surrender. Striscione a S.Siro

Secondo anello.
Per non dimenticare il #terremoto.
Ad maiora

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#Boss2012 S.Siro. Ci siamo

Prato.
🙂
Terza volta…
😉

Ad maiora

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