Month: giugno 2012

Il futuro delle Pussy Riot (ancora in carcere)

Le Pussy Riot (in cella da mesi per un concerto non autorizzato nella Chiesa moscovita del Cristo Salvatore) sono il capro espiatorio della crisi del regime putiniano.
L’analisi Natalia Antonova sulGuardian:

http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2012/jun/07/pussy-riot-russia-punk-prayer-service

Ad maiora

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Jean Claude Mbede e la sua Afrikitalia

L’amico (di Annaviva) Jean Claude Mbede è riuscito finalmente a lanciare la piattaforma informativa sull’Africa sulla quale stava lavorando:

http://www.afrikitalia.it/

Il canale Afrikitalia ha anche una piattaforma video:

http://www.afrikitalia.it/?cat=4

Mbede, giornalista originario del Camerun rifugiato in Italia, ha iniziato la sua attività giornalistica nel nostro paese con Lookout Tv.

Questo il servizio sulla sua nuova avvenutura realizzato proprio da Lookout:

http://youtu.be/f6tnrVg1iZU

Buon lavoro, Jean Claude!

Ad maiora

Il regime putiniano ha paura: giro di vite sulle manifestazioni

La norma sulla libertà di libertà di riunione nella Costituzione russa è di una semplicità imbarazzante: “I cittadini della Federazione russa hanno il diritto di riunirsi pacificamente, senz’armi, di tenere riunioni, comizi e dimostrazioni, cortei e picchetti”.
Cita persino i picchetti l’articolo 31, tra le norme più violate dalla tirannide putiniana.
In questi anni sono stati talmente tanti i divieti alla libertà di riunirsi che le opposizioni hanno lanciato una campagna che ha preso il nome proprio dall’articolo costituzionale: Strategia 31.
Eppure.
Eppure la Duma ha approvato nella notte una legge (che ricorda quelle del Tulps fascista del 1931) che limita fortemente e ulteriormente il diritto a riunirsi liberamente. Con 241 sì e 147 no la Camera bassa russ ha approvato le norme che modificano de facto l’art.31 della Costituzione. Rendendolo ancora più vuoto. Ora la norma passerà per la ratifica al Senato, vera falange putiniana, non elettiva.
Da oggi in poi saranno ancora più pesanti le sanzioni verso chi organizza manifestazioni non autorizzate (la gran parte, in realtà).
La multa sale a 300mila rubli (7300 euro). Fino a ieri era di soli 2000 rubli (50 euro). Cifre che diverranno insostenibili per l’opposizione anti-Putin che si prepara a scendere in piazza martedì 12 giugno. Data nella quale in Russia si festeggia l’indipendenza. Evitate di andare in vacanza a Mosca in questi giorni. La paura delle manifestazioni dei cattivoni dell’opposizione ha spinto il – pauroso – regime putiniano a chiudere per 4 giorni 4 la Piazza Rossa: dall’8 al 12 giugno.
Ad maiora

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I tibetani si danno fuoco? La Cina chiude le frontiere ai turisti

La Cina reagisce – a suo modo –  all’ondata di suicidi politici di cittadini tibetani che ora si immolano anche nelle zone occupate dal regime comunista nel 1950.

Pechino ha chiuso il Tibet ai turisti.

La misura a seguito anche degli arresti di decine di tibetani.

Forse cercano in questo modo di evitare che si diano fuoco nella pubblica piazza.

Le immolazioni si sesseguono infatti anche a Lhasa.

Il tutto mentre il Dalai Lama sta per arrivare a Milano.

Ad maiora

L’Ucraina sconfitta dalla Turchia, mentre la Rada accoglie la nazionale russa parlando la sua lingua

L’Ucraina si prepara – a suo modo – agli Europei di calcio, al via tra pochi giorni.

La squadra che – insieme alla Polonia – li ospiterà, ieri ha perso 2-0 l’ultima amichevole con la Turchia (il mitico coach Oleh Blokhin ha dato la colpa a un’intossicazione alimentare). In gol Erkin e Pektemek. In campo l’indimenticato Shevchenko.

Intanto il parlamento ucraino (la Rada) ha approvato, in prima lettura, la legge che rende il russo la seconda lingua di stato.

Dura la reazione dell’opposizione che ha manifestato in piazza, dove ci sono stati scontri, fuori e dentro l’aula:

http://youtu.be/DDVa2Ye54KA

234 i voti a favore su 450 deputati. Il russo come lingua di stato era stata d’altronde una delle promesse elettorali del presidente (filo-russo e russofono)  Viktor Yanukovich, accusato da sempre di pendere più dalla parte di Mosca che da quella di Bruxelles.

In Ucraina (soprattutto quella orientale, da cui proviene l’attuale presidente) tanti prediligono la lingua russa a quella ucraina. Anche perché qui è molto grande la comunità russa.

Intanto, mentre migliaia di tifosi si preparano a invadere le città ucraine (purtroppo anche a caccia di prostitute) nelle carceri del regime continua a essere detenuta Yulia Tymoshenko.

Per ora la mini-mobilitazione internazionale, non ha fatto cambiare atteggiamento a chi guida il paese.

Ad maiora