Month: marzo 2012

Placido Rizzotto, vogliamo i funerali a Corleone

Stasera il bellissimo speciale di Rainews su Placido Rizzotto, cui – a 64 anni dall’uccisione da parte della mafia e a pochi giorni dal rinvenimento dei resti – saranno concessi i funerali di Stato anche grazie alla mobilitazione su twitter (e all’impegno di David Sassoli – e dell’esecutivo): http://www.unita.it/italia/funerali-rizzotto-sassoli-dal-br-web-a-l-unita-testimonianza-di-civilta-1.392347

Sul canale all news della Rai (in una serata dalla concorrenza devastante fatta di calcio e Porta a Porta con Bersani) dopo l’approfondimento è stato mandato in onda il film “Placido Rizzotto”:

http://youtu.be/z9OWUWLLWzY

Dopo i funerali di Stato, ora da Articolo21 è partita la richiesta che le esequie si tengano proprio a Corleone:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/20/rizzotto-funerali-corleone/198716/

Questo l’appello da firmare:

http://www.articolo21.org/114/appello/appello-a-monti-organizzi-a-corleone-i-funerali.html

Poi bisognerà cercare di andare ai funerali. Di Rizzotto, che ha pagato con la vita la sua battaglia sindacale:

http://it.wikipedia.org/wiki/Placido_Rizzotto

Sperando che, almeno lì, il governo non escluda la Cgil…

Ad maiora

Condanne a morte in Bielorussia? E chi se ne frega

Dall’ultima dittatura d’Europa arriva questa mattina la notizia della seconda condanna a morte eseguita in Bielorussia per l’attentato alla metropolitana di Minsk che costò la vita, l’11 aprile di un anno fa, a 15 persone.

A nulla sono servite le pressioni dell’Unione europea e delle organizzazioni per i diritti umani che avevano chiesto a Lukashenko di sospendere le condanne a morte. Tra i 15 stati emersi dal crollo dell’Urss, la Bielorussia è l’unica che continua con le uccisioni di Stato.

I risvolti e le motivazioni dell’attentato non furono peraltro mai chiariti. Le opposizioni hanno sempre sospettato fosse un complotto (in stile siriano per intendersi) per stringere ancora di più le maglie del regime.

Ieri è stato “giustiziato” Vladislav Kovalev. Oggi la tv di stato ha annunciato l’esecuzione anche del suo amico Dimitri Kanavalau.

C’è da dire che la stampa italiana in edicola questa mattina ha superato sé stessa, quanto a provincialismo e disinteresse.

Questo lo spazio dedicato all’esecuzione in Bielorussia di ieri:

Il Giornale: righe 0

Il Fatto: 0

Il Corriere della sera: 0

La Repubblica : 0

Il Sole 24 ore: 0

Il Giorno: 0

Vedremo se domani si accorgeranno della duplice esecuzione.

Ad maiora.

Leggi omofobe a San Pietroburgo. La repressione del dissenso (video)

Visto che il sindaco di San Pietroburgo ha firmato la legge che considera reato “scrivere, parlare o discutere dell’omosessualità” (fatto di una gravittà inaudita da punire con un ammenda fino a un milione di rubli) ripubblichiamo questo video.

Mentre i politici discutevano in aula, un eroico militante esponeva un cartello con scritto: “Hitler ha cominciato con le leggi anti-gay”:

http://youtu.be/qBQXVCFxxnA

E’ stato arrestato.

San Pietroburgo, amministrata da Russia Unita, è la città di Vladimir Putin e Dmitri Medvedev.

Qui linvito a boicottare la città russa: http://cinemaglbtverona.blogspot.com/2012/03/boycott-st-petersbourg.html

Ad maiora

Domani a Budapest si decide della sopravvivenza di Klub Radio

Ricevo dall’amico (e direttore di Klub Radio) la notizia che l’udienza davanti ai giudici di Budapest per la sopravvivenza dell’emittente radiofonica indipendente è stata fissata per il 14 marzo, ossia domani. Alle 10 del mattino.

Quel giorno si deciderà se la frequenza radio 95.3 potrà continuare a essere “utilizzata” da Klub Radio o se finirà nelle grinfie di un’emittente governativa.

Come scrive Andras, si capirà “se Klub Radio potrà continuare a trasmettere o se sarà zittita”.

L’emittente è una delle voci più critiche verso il regime nazionalista e xenofobo ungherese. La frequenza dove trasmette è stata messa all’asta. Organizzata in modo che Klub radio la perdesse.

Speriamo bene.

Ad maiora.

Operazione anti-terrorismo nel Caucaso: 9 morti

Sono nove i guerriglieri (o sospetti tali) uccisi nell’operazione anti-terrorismo lanciata ieri dalle forze russe in Daghestan e Kabardino-Balkaria. Tra i nove uccisi, due donne.

A Makhathchkala, capitale del Daghestan (la città dove, a suon di milioni, è finito a giocare Eto’o), le forze speciali hanno dato l’assalto a una casa che, secondo l’Fsb locale, avrebbe ospitato una base di terroristi. Due morti e due feriti il bilancio del blitz.

In un villaggio della Kabardino-Balkaria (altra repubblica del Caucaso russo con parecchi gruppi di islamisti in azione) un altro assalto è costato la vita a sei combattenti, una delle quali una ragazza. Un’altra presunta terrorista è stata arrestata dalle forze speciali.

Il blitz dopo che un gruppo di terroristi aveva colpito, qualche giorno fa, un elicottero militare, costretto a un atterraggio di emergenza. Il 6 marzo, giorno dopo le presidenziali, una terrorista suicida aveva ucciso sei poliziotti in un commissariato daghestano.

Ad maiora.