Month: Maggio 2011

L'arrivo a Belgrado di Ivan Bogdanov e Klickovic

Ivan Bogdanov rimpatriato in Serbia (dove viene accolto come un terrorista)

Ivan Bogdanov e Nikola Kličković, condannati per gli scontri prima e durante Italia e Serbia dello scorso 12 ottobre sono arrivati in Serbia dopo essere stati espulsi dall’Italia. I due, atterrati all’aeroporto Nikola Tesla di Belgrado, sono stati (platealmente) presi in consegna dalla polizia serba. Kličković (condannato a 3 anni dai giudici italiani) sarà spostato nel penitenziario di  Smederevo (non lontano dalla capitale), mentre Bogdanov rimarrà ancora qualche giorno nella centrale di polizia di Belgrado in attesa delle decisioni della magistratura serba sul suo conto. Secondo il pubblico ministero infatti, Bogdanov che a Genova ha commesso atti di violenza dentro e fuori lo stadio di Marassi, reati per i quali è stato condannato a tre anni e tre mesi di cella, potrebbe reiterare il reato. Kličković è finito invece a Smederevo perché il locale tribunale lo aveva già condannato a quattro mesi di carcere sempre per reati legati ad azioni ultrà.

La partita Italia-Serbia fu interrotta al 6′ del primo tempo e la Uefa ha deciso a tavolino la vittoria degli azzurri per 3-0 (e una partita a porte chiuse per la nazionale serba). La Federcalcio serba ha dovuto pagare 120 mila euro di multa, mentre quella italiana 100 mila per cattiva organizzazione.

Daniel Janjic, un altro dei quattro ultrà serbi condannato (2 anni e 8 mesi), era stato scarcerato ed espulso il 5 maggio, mentre Srdjan Jovetic, cittadino montenegrino (2 anni e 6 mesi la condanna), era stato rimandato a casa il 10 aprile.

Ad maiora.

The Tree of Life

Meglio il Senso della vita che l’Albero della vita

Mi ha stupito il fatto che The Tree of Life (che dimostrando la nostra provincialità ora al cinema esce col titolo tradotto) abbia vinto la Palma d’oro a Cannes. Il film del regista Terrence Malick è infatti una sorta di Corazzata Potemkin moderna e spero che un giorno un novello Fantozzi lo battezzerà come merita.

I critici parlano di capolavoro nel quale due storie si intrecciano. Una, dedicata al senso della vita, è onirica e visuale. Immagini davvero bellissime che sarebbero state perfette in un documentario dedicato alla natura (si vede anche il vulcano islandese che turbò i cieli di mezzo mondo, cugino di quello che – proprio in queste ore – si è messo a eruttare), ma anche alla preistoria (ci sono pure orribili dinosauri un po’ antropomorfi). E invece questa lunghissima parte iniziale finisce per appesantire la pellicola e ti porta ormai esausto a seguire le (tristi) vicende di una famiglia americana domninata dal classico padre-padrone (Brad Pitt).

Ne esce un prodotto confuso dove nemmeno la bravura di Sean Penn può togliere quel senso di inutilità che le due ore e mezzo di film lasciano agli spettatori (ma non alla Giuria della Croisette).

Personalmente, per spiegare il senso della vita, pur in chiave ironica e dissacrante, continuo a preferire i graffi dei Monty Python, ai deliri religiosi (con un aldilà dove si camina su una desolante spiaggia):

http://www.youtube.com/watch?v=iqaRCey8tLQ&feature=related

Ad maiora

Roberto Morrione

Oggi l’ultimo saluto a Roberto Morrione

Dopo aver combattuto la malattia per anni, sabato ci ha lasciato Roberto Morrione. Oggi la camera ardente e i funerali.

Questa la lettera aperta che gli ha scritto la redazione di Libera Informazione.

Ciao Roberto, che la terra di sia lieve.

Ciao Roberto, grazie Direttore!

Il nostro caro Roberto Morrione, presidente e direttore della Fondazione Libera Informazione, ha finito di soffrire.

 Fino all’ultimo istante è stato punto di riferimento e maestro di vita e di professione: ci ha donato ancora parole e pensieri di grande onesta intellettuale e di profonda dignità umana.

Piegato ma non vinto dalla malattia, è stato lui, con grande forza d’animo, a confortare tutti, fino al momento della separazione.

A noi il privilegio di aver vissuto con un uomo dal grande cuore e dalla passione civile sconfinata.

Roberto è stato un galantuomo capace di farsi amare e rispettare, un sincero democratico, un italiano impegnato, un professionista d’altri tempi, un giornalista brillante, un direttore attento.

I tanti ricordi delle battaglie vissute insieme, anche di quelle più difficili, restano il suo lascito più bello ed importante, li custodiremo gelosamente.

E da oggi siamo tutti più soli.

Alla sua cara famiglia, che è la nostra famiglia, l’affetto e la vicinanza di tutta Libera Informazione e di tutta Libera.

La camera ardente sarà allestita presso l’aula consiliare della Provincia di Roma lunedì 23 maggio dalle ore 10:00 alle ore 14:00. I funerali in forma laica saranno celebrati a partire dalle ore 14:00.

Rainews24, la rete all news fondata e diretta da Roberto dal 1999 al 2004, farà la diretta dei funerali a partire dalle 14:00.

 Fondazione Libera Informazione
Osservatorio nazionale sull’informazione per la legalità e contro le mafie
http://www.liberainformazione.org/redazione.php

Natalia Estemirova

La stampa e l’omicidio Estemirova

In questi giorni alcuni amici mi hanno detto che Annaviva fa iniziative per cercare visibilità. Non credo sia così ma penso che ognuno debba giustamente nutrire le sensazioni che vuole nei confronti degli avvenimenti.
Ieri sera, forse anche per contrastare questa idea, nella Liberia popolare di via Tadino a Milano, abbiamo ricordato una giornalista uccisa che è meno nota della Politkovskaja. E per farlo abbiamo scelto come interlocutore un ragazzo che si è appena laureato alla Sapienza.
Fabrizio Ossino, con una presentazione davvero multimediale, ci ha spiegato chi era Natalija Estemirova. E ha soprattutto analizzato (e raccontato) come la stampa ha narrato dell’assassinio (ovviamente impunito) di questa collega che si batteva per i diritti umani nel Caucaso.
I giornali russi (salvo la Novaja) hanno scritto male e poco della vicenda. Fin qui – verrebbe da dire – tutto normale.
Ciò che non è normale è che anche i quotidiani italiani (per non dire dei due principali settimanali) hanno fatto lo stesso. Nello Stivale però, per queste cose, i giornalisti non rischiano la vita, ma nemmeno le telefonate del Cremlino. E quindi ciò è ancora più grave.
Decisamente meglio è andata la stampa tedesca che si è dimostrata ben più attenta e preparata di quella tricolore.
Ossino, che sogna di fare il giornalista ma non vorrebbe dover passare dalle scuole, è al momento uno dei cervelli italiani in fuga, a Berlino per l’esattezza.
Per noi che rimaniamo qui, resta la speranza che prima o poi qualcuno si accorgerà che, come diceva Gaber, il problema di questo paese non è Berlusconi in sé ma il Berlusconi che è in ognuno di noi.

Ad maiora

Natalija Estemirova

Serata in ricordo di Natalija Estemirova

Venerdì sera (20 maggio) l’associazione Annaviva organizza una serata in in ricordo di Natalija Estemirova.

Ci troveremo dalle 20.45 alla Libreria Popolare di Via Tadino 18 a Milano.

La scorsa estate il prendente Medvedev annunciò che erano stati individuati i killer della giornalista russa uccisa tra la Cecenia e l’Inguscezia nel luglio 2009. La stampa di tutto il mondo (e anche la distratta politica internazionale) si accontentò di quella dichiarazione propagandistica. Sono passati dieci mesi e i killer, sempre che fossero stati veramente individuati, se ne vanno a spasso per la Federazione Russa o magari per l’Europa.

Assassinata a colpi di makarov 9 mm, la stessa arma che usarono per uccidere Anna Politkovskaja. Una pistola un tempo in dotazione alle forze armate sovietiche. Per Natalija come Anna, stranamente, non sono mai stati trovati gli esecutori materiali.

Le due giornaliste erano d’altronde attive sul fronte dei diritti umani ed erano invise a quel presidente ceceno (l’impresentabile Ramzan Kadyrov) grazie ai cui petrorubli si è assistita qualche giorno fa alla patetica partita di calcio che ha visto protagonista anche Maradona. Triste esempio di uno spettacolo globale del quale lo sport è uno dei principali motori.

Di questo e di altro parleremo venerdì sera a Milano. Ascoltando Fabrizio Ossino, che si è da poco laureato alla Sapienza di Roma con una tesi su come i media europei hanno coperto l’omicidio Estemirova.

Con imbarazzanti risvolti anche per il giornalismo nostrano.

Vi aspettiamo.

Ad maiora