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VERSO UN PUTINISMO ALL’ITALIANA?

Ora rinculano, come i blindati ai cortei: “Macché Legge Reale! Siamo stati male interpretati”.

Ma intanto si prepara un nuovo giro di vite per le manifestazioni.
Alemanno, per esempio, le ha vietate a Roma per un mese. Non si capisce in base a quale principio costituzionale. La prima ad essere punita è la Fiom, che pure ha un servizio d’ordine coi fiocchi. Poi verranno messi a tacere anche quanti vorranno protestare per la crisi o per i tagli. Verranno consentiti, al massimo, sit-in in determinate piazze. È esattamente quel che succede a Mosca, da due lustri. Soprattutto per l’opposizione.

Anche questa idea, che piace tanto a destra e sinistra, di daspare i manifestanti violenti come si fa per gli ultrà del calcio, ricorda tanto il regime putiniano. In Russia, per fare un esempio, i nazional bolscevichi di Limonov vengono arrestati mentre si dirigono alle manifestazione dell’opposizione (che sono quasi sempre non autorizzate). Succederà anche qui?
Li’, sempre per garantire la sicurezza, l’entrata in quelle piazze concesse all’opposizione è regolata da meta detector. La butto li’ come idea per un mega appalto. Magari da far gestire, extra gara, dalla Protezione civile. Non siamo in (perenne) emergenza?

Ai prossimi cortei, se si va avanti, così saranno sempre meno quanti scenderanno in piazza con intenti pacifici. Allo stadio d’altronde, per le partite di calcio, succede da anni.

Scriveva Ignazio Silone:

La libertà è

la possibilità di dubitare,

è la possibilità di sbagliare

è la possibilità di cercare,

è la possibilità di sperimentare

di dire no

ad una qualsiasi autorità

artistica e filosofica, religiosa,

sociale e anche politica.

Ad maiora

LEGGE REALE: NON VOGLIAMO ALTRI LUCA ROSSI

Se i radicali rimangono in aula mentre si vota la fiducia scoppia il putiferio a sinistra. Se Antonio Di Pietro invece propone (con l’immediato plauso leghista) di reintrodurre la Legge Reale ci si limita ai distinguo.

Auguri al prossimo governo di “centro-sinistra” se davvero vincerà le elezioni.

La Legge Reale, che consentiva alle forze dell’ordine di sparare più facilmente di oggi, ha ucciso 254 persone nel nostro paese:

http://www.ecn.org/lucarossi/625/625/

A fare la conta dei morti è il centro di iniziativa Luca Rossi.

Quando uccisero Luca, colpito da un agente solo perché passava in piazzale Lugano a Milano, la reazione fu massiccia e popolare. Aveva 20 anni Luca, iscritto a Dp. La sua unica colpa fu di essere nel momento sbagliato, nel posto sbagliato. Anzi, nel Paese sbagliato:

http://www.reti-invisibili.net/lucarossi/

I funerali alla Bovisa, un sabato mattina gelido. Pioveva sui diecimila ragazzi accorsi per dire addio a Luca e dire basta a quelle leggi fasciste:

http://www.infoaut.altervista.org/luca%20rossi.htm

Di quel sabato ricordo le parole e soprattutto l’armonica di Fabio Treves, col suo blues che scosse la piazza. Qui è molti lustri dopo, ma in un bel contesto:

http://youtu.be/YvGQ4rDdN5A

Ma a funerali così non vorrei davvero mai più andare.

Di Luca Rossi ne abbiamo avuti troppi in questo Paese.

Ad maiora

SIATE AFFAMATI, SIATE FOLLI

You can’t connect the dots looking forward.

You can only connect them looking backwards.

So you’ve to trust that the dots will somehow connect in your future.

You’ve to trust in something – your gut, destiny, life, karma, whatever.

This approach ha never let me down, and it has made all the difference in my life.

Come lettura domenicale consiglio il librino che il Corriere della sera ha realizzato per la morte di Steve Jobs (e che è in vendita nelle edicole). Si intitola “Stay Hungry, Stay Foolish”, titolo ovviamente tratto dal finale dell’incredibile discorso tenuto dal fondatore della Apple a Stanford sei anni fa, discorso che viene pubblicato con la traduzione a fronte e soprattutto analizzato a fondo grazie alle spiegazioni di Andrea Fontana, docente di Storytelling a Pavia, intervistato da Alessio Ribaudo. Un discorso che è rimbalzato milioni di volte in rete in queste settimane, ma che non può stancare:

Nel libro si analizza la «vita di un genio che ha cambiato le nostre vite», un guru capace di «commercializzare benessere spirituale high tech». Capace di fare il suo ultimo intervento pubblico al consiglio comunale di Cupertino per sponsorizzare il nuovo campus Apple:

Un genio, da poco scomparso, che in realtà non ha inventato nulla, ma che è stato, come scrive Massimo Sideri, «un architetto delle nostre vite», un innovatore che ha portato tutto a portata di clic, anzi di dito e di carta di credito: «Le applicazioni hanno un che di catartico: è come se pagassimo delle medicine per essere più spensierati, stare meglio, è una nuova forma di consumo e di fruizione di beni e servizi che ha un aspetto spirituale».

Spiritualità che si ritrova nella descrizione di Matteo Persivale di Jobs come “buddista anomalo”. La sua pubblicità più famosa è d’altronde molto zen:

il sogno americano che viene raccontato nel libro è tratti accondiscendente (i suicidi nelle fabbriche cinesi della Apple non riguardano il passato, come scritto, ma purtroppo anche il presente) e pone molti giusti interrogativi sul futuro di un’azienda che ha perso il suo condottiero.

Un uomo, a giudicare anche da questo libro, che non sarà facilmente sostituibile. L’importante è, come diceva lo stesso jobs nel discorso ai laureandi, “don’t settle”, non accontentarsi.

Ad maiora.

…………..

Stay Hungry. Stay foolish.

Il Corriere della sera

Testi di Massimo Gaggi, Paolo Mereghetti, Matteo Persivale, Alessio Ribaudo, Edoardo Segantini e Massimo Sideri

Pagg. 107

Euro 2,80

ELSA K. STASERA IL DEBUTTO A MILANO!

Stasera al Teatro del Borgo di Milano la prima assoluta di “Elsa K.”.

Ieri la prova generale.

Vedere, sentire e soprattutto percepire quel che si è scritto diventare carne e sentimenti su un palco è una strana sensazione. Molto stimolante.

Per i libri (ne ho scritti due, un terzo è in forno) appena hai finito di scrivere, le parole stampate non appartengono più solo a te. Per il testo teatrale (questo è il mio primo) succede qualcosa di ancora più forte: non solo quello che ho digitato su un foglio bianco di un piccolo computer bianco si è allontanato da me, ma ha preso subito vita. Sara Urban, Paola Vincenzi e Fabio Paroni che da stasera saranno in scena (grazie alla regia di Alessia Gennari) rendono concreto e profondo quel che percepivo da tempo nella mia testa. La vergogna per quel che è successo il Cecenia. L’umiliazione e la violenza sulle donne che ogni guerra porta con sé. Il ruolo di noi maschi che governiamo malamente il mondo da millenni.

C’è un po’ tutto questo in “Elsa K.” che è stato ben presentato dal Corriere della sera:

http://milano.corriere.it/milano/notizie/arte_e_cultura/11_ottobre_4/da-anna-a-el-sa-1901715282774.shtml

http://archiviostorico.corriere.it/2011/ottobre/05/Omaggio_Anna_Una_storia_vera_co_7_111005056.shtml

Da stasera per tre giorni, grazie ad Annaviva e LattOria, saremo in scena al Teatro del Borgo (via Formentini 3, Milano).

Oggi e domani è tutto esaurito.

Resta qualche posto solo sabato sera.

Chi ha tempo e voglia, prenoti gli ultimi biglietti, scrivendo una mail a: sarauban@lattoria.it

Ad maiora