Alle 1830 all’Ostello Bello di Milano inizierà la conferenza sulla libertà di stampa (ma non solo) in Bielorussia. Per Annaviva questo è un tema centrale sul quale attirare l’attenzione dell’opinione pubblica. In questi anni ci siamo occupati di Russia, di Cecenia, di Georgia. È però la prima conferenza che organizziamo un incontro con ospiti bielorussi (seppur dissidenti e rifugiate all’estero).
Per un’associazione come la nostra è un motivo di orgoglio anche se comporta un grosso sforzo organizzativo (oltre che economico).
Ma crediamo che solo accendendo i riflettori si possa squarciare il buio delle dittature.
In questi quattro anni di vita Annaviva ha presentato molti libri dedicati al mondo sovietico e a quello post-sovietico. Abbiamo manifestato più volte in ricordo di Anna Politkovskaja (da ultimo anche con uno spettacolo teatrale a lei dedicato: Elsa K.). Abbiamo ospitato esponenti di rilievo dell’opposizione russa, da Garry Kasparov a Tatiana Yankelevich fino a Denis Bilunov con il quale saremo il 9 novembre, alle 21, con un incontro alla libreria popolare di via Tadino a Milano.
E abbiamo organizzato numerosi flash mob, in contemporanea con l’opposizione russa e quella bielorussa.
Oggi passeggiando per il centro di Milano ho individuato quale potrebbe essere il prossimo obiettivo di una nostra “protesta”: in Cordusio è esposta – per l’Expo – la bandiera
bielorussa di Lukashenko. Sarebbe bello avvolgere quel palo con la bandiera che in Bielorussia è vietato sventolare (pena l’arresto), quella bianca e rossa che tra poco accompagnerà il nostro convengo contro la “prigione a cielo aperto”. Con noi ci saranno Natalia Radzina e Vera Stremkovskaya.
Non mancate.
Ad maiora.
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BIELORUSSIA, A MILANO UN INCONTRO SU QUESTA “PRIGIONE A CIELO APERTO”
Venerdì prossimo modero questo importante convegno di AnnaViva.
Vi aspetto tutti!
Ad maiora
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BIELORUSSIA, PRIGIONE A CIELO APERTO
Venerdì 4 novembre 2011 – ore 18.30
OstelloBello, via Medici 4 (ang. via Torino) Milano.
Secondo l’ultimo rapporto annuale dell’organizzazione americana Freedom House, la Bielorussia è tra i primi dieci Paesi con la peggiore libertà di stampa.
“I media – si legge nel documento pubblicato nel mese di maggio fungono da portavoce delle autorità. L’accesso dei cittadini ad informazioni imparziali è molto limitata, e il dissenso soppresso con pene varie”.
L’associazione ANNAVIVA ritiene sia ormai necessario e improrogabile richiamare l’attenzione pubblica sull’attuale situazione in Bielorussia. Ne discuteremo con:
Natalja Radina – giornalista bielorussa del portale indipendente Charter ’97, che ha da poco ricevuto asilo politico dalle autorità lituane ed è attualmente riparata a Vilnius.
Vera Stremkovskaya – avvocata bielorussa impegnata nella difesa dei diritti umani. Perseguitata nel suo paese, vive attualmente in Svezia
On. Matteo Mecacci – Deputato Radicale nelle liste del PD e Presidente Commissione parlamentare diritti umani e democrazia Osce
Bruno Dapei, Presidente del Consiglio Provinciale di Milano
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Come contattare AnnaViva?: Annaviva è presente sul web all’ indirizzo http://www.annaviva.com , sempre disponibile a fornire informazioni e ricevere segnalazioni di articoli, notizie o attività scrivendo a info@annaviva.com .
Rinnovate la vostra tessera e, se non l’avete ancora fatto, ISCRIVETEVI alla nostra associazione per supportare le nostre iniziative.
MA LA MORTE DI SIC E’ SOLO UN EVENTO SPORTIVO?
Ho atteso i giornali di questa mattina prima di valutare due tg nazionali di ieri sera. Due tg che non solo si rivolgono a pubblici diversi ma che sembrano rappresentare due diverse Italie. Mi riferisco a Studio Aperto e al Tg3.
Il primo, ieri alle 1830, era praticamente in toto dedicato alla morte di Marco Simoncelli in Malesia. Collegamenti dalla Romagna, copertine, contro copertine, musica triste, foto e twitteraggi vari. Il pezzo migliore era decisamente quello dedicato a come i colleghi dello Sport avevano accolto e gestito in diretta la notizia della morte di un ragazzo con cui da anni dividevano trasferte ed emozioni. Italia Uno da anni segue il motociclismo e quindi questo tg-dedicato poteva sembrare una sorta di dovere aziendale. Ma è invece proprio la strategia editoriale di questo telegiornale: la morte attira pubblico, ti fa identificare con la vittima. La morte giovane poi avvicina pubblico giovane. È la storia – secolare – dell’eroe chiamato presto al fianco degli dei. Era successo anche qualche tempo fa con la morte (anch’essa accidentale) di Pietro Taricone.
Il Tg3 ha scelto, ieri come sempre, un’altra linea. Mezzo tg dedicato a una (sempre annunciata, quasi auspicata) crisi di governo: questa volta sul nodo delle pensioni. Su questi aspetti, invece, Studio aperto scivola via (e non per caso) come se fossero brevi interruzioni rispetto alla “notizia del giorno”: ieri Sara Scazzi, oggi Marco Simoncelli.
Torniamo al Tg3: quella che per Studio aperto è l’apertura, per il telegiornale di Bianca Berlinguer, è invece un pezzo impaginato in coda. Il servizio parte alle 19.30, quando ormai sono partiti i “titoli di coda”. Niente fiori e cartelli per Sic (visti abbondantemente di là) ma un’analisi tecnica (e un po’ fredda) dell’incidente, per capirne la dinamica, per svelarne le cause. Servizio che mancava invece in Studio aperto. In fondo, che importa come muoiono gli “eroi”?
Sulla gran parte dei quotidiani oggi, Simoncelli non compare nemmeno più in prima. É relegato nelle cronache sportive.
Ma siamo sicuri si sia trattato solo di un “evento sportivo”?
Si ha idea di quanti andranno oggi e domani alla camera ardente e giovedì ai funerali? Una parte d’Italia che difficilmente potrà identificarsi coi quotidiani in edicola e con qualche tg.
Ad maiora.
SE SARKOZY E LA MERKEL CI RUBANO ANCHE IL MESTIERE DI FAR RIDERE
La risata di Sarkozy alla domanda su Berlusconi ha suscitato una levata di scudi nazionalistI su molti giornali. Ma il presidente francese e la cancelliera tedesca Merkel, dietro i loro scranni, sembrano più che altro due personaggi dei Muppet Show.
Lei, da zia premurosa, ha d’altro canto regalato a lui – ovviamente a favore di fotografi e telecamere – un peluche da portare alla nuova arrivata all’Eliseo. Bleah.
Perché allora innervosirsi, o addirittura inalberarsi per quelle mezze risate e occhiate?
Forse per una sorta di lesa maestà. Nel mondo siamo sempre stati noi i maestri di quella Commedia dell’arte che aveva ed ha il principale compito di trasformare tutto ciò che arriva in palconescenico in una buffonata. E ora sembra che francesi e tedeschi ci vogliano togliere anche questo primato.
Noi ci abbiamo provato per anni, facendo le corna nelle foto ufficiali, cucù da dietro le colonne, abbracciando i leader mondiali come fanno i bambini quando si ritrovano per il primo giorno della seconda elementare.
La crisi del berlusconismo si misura anche in quella risata, anzi in quel mezzo sorriso di compiacenza, che due “statisti” europei riservano a chi guida il governo italiano.
Dopo le prossime elezioni in Francia e in Germania, vedremo se quei due saranno ancora dietro il trespolo presidenziale. Se sorrideranno ancora insieme, insomma.
Da noi invece, come dice ogni giorno Angelino Alfano, non ci sono dubbi sul ricambio: Berlusconi sarà candidato “premier” anche nel 2013.
Per il 2018, vedremo. Sempre che una risata non ci seppellisca tutti.
Ad maiora.
L’ARMANI BATTE IL MACCABI!
Contro il Maccabi di Tel Aviv l’Emporio Armani tira fuori la grinta delle gloriose scarpette rosse e all’esordio in Eurolega conquista un’inaspettata vittoria.
Finisce 89-82 per i ragazzi di Scariolo. Che vincono grazie a Gallinari ma soprattutto a uno spirito combattente in difesa, con Mason Rocca (panchinaro di lusso) che chiude con 10 punti.
L’Armani parte forte ma poi subisce un terribile parziale alla fine del primo quarto: 14 punti subiti, nessuno fatto. Scariolo si arrabbia ma non chiama time out. Misteri.
Il primo tempo si chiude comunque con Milano avanti di 3 punti.
Alla ripresa Milano (in Siena Style) schiaccia l’acceleratore e fa sua la partita con un devastante 24 a 14. Decisivo Hairston che inanella alla fine 25 punti (contro i 23 del Gallo)
L’ultimo quarto si chiude con 30 punti degli israeliani che non servono ai vice campioni d’Europa a evitare la prima sconfitta stagionale.
Per Milano, una vittoria importante soprattutto dopo l’imbarazzante uscita di Pesaro.
Domenica c’è Bologna, del simpatico Sabatini.
Come sempre dopo una vittoria, è probabile che il Forum sia pieno.
Ad maiora
Ps. Ho scritto questo pezzo sulla banchina della metropolitana 2. Fermata d’Assago piena come un uovo, in attesa da un quarto d’ora. Difficile programmare le corse in base a partite e concerti? Se la Milano del basket si fa valere in Europa, quella del trasporto pubblico ancora no.
Ps2. Arrivato metro’. Ovviamente rotto. Qui sono tutti molto contenti.

