Nando Dalla Chiesa

ESSERE GIUSTI IN RUSSIA (E NON SOLO) – PHOTOGALLERY

Una due giorni molto intensa quella cui ho assistito a Genova. La Settimana internazionale dei Diritti è giunta alla quarta edizione e quest’anno era dedicata ai Giusti. Giusti in tutte le loro accezioni. Ho seguito , per ragioni di (minime) competenze gli incontri sulla libertà di stampa in Russia e ieri sera a quello sugli anni ’70. Oggi c’è stata l’inaugurazione del Giardino dei Giusti genovese, in piazza della Vittoria.

Questa è una piccola galleria fotografica delle manifestazioni.

Ad maiora.

A GENOVA UN CONFRONTO PER LA RICONCILIAZIONE

“Non ho ucciso nessuno qui a Genova, ma essendo stato della Direzione strategica delle Brigate rosse, mi sento responsabile di tutti gli omicidi avvenuti qui, di cui mi scuso. Anche se so che non bastano le scuse”
“Responsabile di chi ha ucciso mio padre è chi ha premuto il grilletto. Perché c’è sempre la possibilità di scelta. Ma io non posso dimenticare che non fece nulla per impedire quell’omicidio”.
Due frasi su tante sentite ieri sera a Palazzo Tursi a Genova, dove è in corso la Settimana internazionale dei Diritti, dedicata ai Giusti.
A pronunciarle Franco Bonisoli e Agnese Moro.
I due si sono incontrati e confrontati a viso e cuore aperto (con la delicata guida di Nando dalla Chiesa, organizzatore della Settimana e anche vittima della mafia).
Un faccia a faccia che mi ha fatto venire in mente il Sudafrica, il suo sistema – democratico e nonviolento – di uscire dall’apartheid, grazie alla Commissione per Verità e la Riconciliazione.
Una memoria condivisa è un elemento centrale su cui costruire un paese civile, una civile convivenza.
Agnese Moro ha chiesto che si riapra un dibattito su quegli anni per capire cosa è stato e per evitare gli stessi errori nel futuro.
Bonisoli, che ha partecipato alla strage di via Fani, ha fatto – in alcuni momenti – fatica a parlare, per l’emozione di ammettere i propri errori davanti alla principale vittima della follia brigatista, nella città dell’omicidio di Guido Rossa. Un percorso doloroso perché riapre ferite. Ma di una forza dirompente.
Ad maiora.

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VERA POLITKOVSKAJA CITTADINA ONORARIA DI GENOVA

Vera Politkovskaja è diventata cittadina onoraria di Genova. La decisione è stata presa dalla Giunta Vincenzi che insieme a Vera ha deciso di rendere “genovesi onorarie” altre due coraggiose donne: la messicana Sandra Rodriguez Nieto e Yolande Mokagasana, tutsi del Rwanda. Tutte parteciperanno alla settimana dei Diritti (quest’anno dedicata ai Giusti) che, grazie al Comune di Genova e Nando dalla Chiesa, andrà in scena a Genova dal 7 al 14 luglio.
La motivazione del riconoscimento a Vera rende giustizia anche al sacrificio della madre: “Per rappresentare, con la sua testimonianza incessante nel mondo in ricordo della madre Anna, l’amore per la libertà di informazione fino alla morte e la battaglia per un giornalismo libero da ogni potere nella Russia contemporanea”.
Vera Politkovskaja interverrà lunedì alle 17 al convegno “Essere Giusti in Russia” a Palazzo Tursi (in collaborazione con Mondo in cammino) e martedì alle 11 in piazza Vittoria per l’inaugurazione del Giardino dei Giusti di Genova, alla presenza del Sindaco Marta Vincenzi.
Nel mio piccolo, sarò presente anche io.
Ad maiora

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