Mosca

Come Facebook cementa l’opposizione russa

Alla Marcia dei milioni non mi sono stupito di vedere (e fotografare) bandiere che inneggiavano al social network.

Gran parte del successo delle manifestazioni delle opposizioni russe, da dicembre in poi, è iniziato proprio grazie a Twitter e a Facebook. Ma soprattutto per quest’ultimo.

Nel chiedere l’autorizzazione per le manifestazioni, i leader dell’opposizione hanno iniziato a portare alle autorità l’elenco di quanti, sul social network ora quotato in borsa, avevano preannunciato la propria presenza alla manifestazione. Mettendoci il nome e cognome e la faccia.

La piazza per i cortei era quindi parametrata al numero dei “parteciperò”. A differenza da quel che avviene in Italia, lì chi clicca poi partecipa.

Per quello, come scrive Radio Free Europe, in Russia Facebook ora “mi piace”:

http://www.rferl.org/content/russian-opposition-likes-facebook/24585388.html

Ad maiora

Il tribunale ordina di smantellare il campeggio dell’opposizione a Mosca

Il tribunale di Mosca ha deciso di sgomberare l’accampamento creato dalle opposizioni nel quartiere centrale (e storico) di Christye Prudi.
Sulla falsariga di Occupy Wall Street, è stata lanciata Occupy Abay (dal nome della statua di Abai Kunanbaev, poeta kazako sotto la cui statua si riuniscono i manifestanti: http://en.wikipedia.org/wiki/Abai_Qunanbaiuli ).
Lo Zuccotti Park moscovita ha le ore contate.
Anche se le proteste sono solo destinate a spostarle.
Ad maiora.

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#FreePussyRiot Oggi l’appello sulla carcerazione preventiva

I giudici di Mosca torneranno a riunirsi oggi per decidere se confermare la decisione di estendere la carcerazione preventiva contro le tre esponenti delle Pussy Riot.

Dovrebbero stare in cella fino al 24 giugno, prima di un processo nel quale potrebbero subire una pena fino a 7 anni.

La loro colpa? Aver organizzato un concerto antiputiniano nella chiesa moscovita del Cristo Salvatore:

http://youtu.be/VtYw-d1CSxQ

La vicenda ha diviso la Chiesa ortodossa e l’opione pubblica russa.

Ad maiora

Con Denis Bilunov a parlare della Russia di Putin

Dopo gli scontri di domenica e gli arresti di questi giorni.
Alla libreria popolare di via Tadino a
Milano.

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#OccupyKremlin.Per Navalny e Udaltsov 15 giorni di cella

Il blogger Alexei Navalny e il leader del Fronte di Sinistra, Sergei Udaltsov, due
leader dell’opposizione russa, sono stati condannati a 15 giorni di carcere per aver disobbedito polizia durante le iniziative di protesta contro il presidente Vladimir Putin.

I due sono stati processati per “disobbedienza al ordini della polizia.
Sono stati arrestati all’alba di mercoledì, quarto giorno di proteste a Mosca.

Cinquanta persone sono state fermate nelle stesse manifestazioni, ha riferito
Navalny, aggiungendo che “molti di loro sono stati poi rilasciati”.

Nessuno di loro ha opposto resistenza.

Da domenica la polizia ha arrestato centinaia di persone dopo le proteste seguite alla Marcia dei milioni.

Non si sono infatti più fermate le iniziative di disobbedienza delle opposizioni che hanno organizzato una serie di manifestazioni non autorizzate intorno al Cremlino.

Chi manifesta dice che non sta compiendo alcun reato, dato che non viene pronunciato nessuno slogan politico o issato alcun manifesto. Sono solo pacifici e silenzioni sit-in o “camminate nella notte di Mosca”, come le ha definite Udaltsov.

Di quel che sta accadendo a Mosca e in Russia parleremo stasera, in un’iniziativa di Annaviva, con Denis BIlunov, uno dei leader di Solidarnost, partito d’opposizione a Putin.

Alle 21 alla Libreria popolare di via Tadino 18, a Milano.

A stasera!

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