Mosca

Sergei Udaltsov, appena scarcerato, torna a manifestare a Mosca

Sergei Udaltsov è uscito dal carcere (dove durante la detenzione è stato più volte costretto al ricovero in ospedale) pochi giorni fa (http://it.euronews.net/2012/01/04/russia-e-uscito-dal-carcere-sergei-udaltsov/) ma non è stato messo a tacere.

Ieri ha portato in piazza a Mosca circa 200 attivisti per un piccolo corteo che fa da anitpasto alla prossima grande manifestazione delle opposizioni russe che andrà in scena in tutta la Federazione il 4 febbraio. Si tornerà a chiedere elezioni pulite in vista delle presidenziali di marzo.

Sergei Udaltsov (34 anni, uno dei leader della rivoluzione bianca) ha ribadito ai suoi sotenitori che solo un’opposizione unita può sperare di sfidare il regime putiniano. L’attuale primo ministro punta infatti al terzo mandato da presidente della Russia.

Udaltsov, oltre a a chiedere elezioni libere e riforme politiche, ha detto che bisogna difendere i diritti dei lavoratori e domandare più protezione sociale per i non abbienti.

In vista della manifestazione del 4 febbraio si è invitato a volantinare davanti a tutte le fabbriche per portare più lavoratori possibili in piazza.

Udaltsov è stato arrestato circa 30 volte lo scorso anno. Ma anche ieri ha lanciato il suo guanto di sfida alle autorità russe: “Noi abbiamo già ribadito la natura pacifica delle nostre richieste e la natura pacifica delle nostre azioni. Al contempo però, deve essere chiaro: se il regime farà versare sangue, questo sarebbe un segnale per l’intera società verso la ribellione. Non credo che saranno in grado di sfuggire alla responsabilità in questo caso”.

Speriamo che tutto rimanga sui binari della nonviolenza, da una parte e dall’altra della barricata.

Ad maiora.

A MOSCA UNA LAPIDE PER BUDANOV, L’ASSASSINO DI ELSA K.

Chi a novembre ha visto “Elsa K.” al teatro del Borgo di Milano ricorderà che una delle figure centrali era quella del colonnello Budanov, assassino e forse stupratore:

https://andreariscassi.wordpress.com/2011/10/22/elsa-k-ecco-la-clip-da-vedere-e-condividere/

E’ quindi con sconcerto che abbiamo appreso, di ritorno dalla missione di AnnaViva a Mosca, che a questo ufficiale russo (condannato per un crimine contro l’umanità e assassinato a sua volta qualche mese fa nel centro della capitale russa) è stata posta una lapide:

http://www.rferl.org/content/menmorial_erected_to_moscow_colonel_who_killed_chechen_teen/24406197.html

Nella prossima missione di “turismo responsabile” a Mosca (per le presidenziali) penso andremo a portare una foto di Elsa vicino alla lapide dell’uomo che, abusando del suo potere, le tolse la vita. A 18 anni. Colpevole solo di essere cecena.

Ad maiora

Finita (bene) la missione di Annaviva a Mosca. A marzo si torna per le presidenziali

Si è conclusa positivamente la missione di “turismo responsabile” di Annaviva a Mosca. È stata la seconda per noi.

Tre anni fa andammo nella capitale russa per quello che avrebbe dovuto essere il 50esimo compleanno di Anna Politkovskaja se non fosse stata assassinata (da sconosciuti, soprattutto a livello di mandanti) il 7 ottobre 2006. Ci recammo sulla tomba di Anna e incontrammo la sua famiglia, oltre al direttore del giornale per cui lavorava – Novaja Gazeta – Muratov.

Oggi (come allora) siamo stati in visita nella redazione della Novaja. Il nostro meeting sempre con il vice direttore Yaroshevskij l’altra volta fu nella mensa redazionale. Questa invece intorno al tavolo dove si svolge la riunione di redazione, sotto gli sguardi dei caduti, le foto di Anna e gli altri cinque reporter della Novaja uccisi per il loro mestiere.

Anna dall’alto ci ha un po’ guidato nella sua Mosca. L’impressione è stata evidente a tutta la delegazione (eravamo in nove, partiti da Milano e Roma) domenica, usciti dagli uffici del Centro stampa indipendente. Quando, dopo un centinaio di metri, siamo arrivati, senza saperlo, sul luogo dell’assassino di Stanislav Markelov (avvocato di Anna e della famiglia Kungaeva) e Anastasia Baburova (stagista alla Novaja) ci siamo stupiti ed emozionati.

In fondo, eravamo lì anche per loro (avendoli commemorati in una manifestazione pubblica – con i radicali – nel centro di Milano, a pochi giorni dall’assassinio, a opera di una coppia di neonazisti).

In giro sembravamo un gruppo di turisti che poi in realtà, ogni tanto, entrava in un palazzo per incontri veramente importanti e toccanti: come quello con Boris Nemtsov, noto oppositore del regime. Oltre alla Novaja, anche la visita alla redazione dell’Eco di Mosca è stata davvero formativa. E davvero interessante la conferenza stampa dell’ong Golos (osservatori elettorali). Curiosamente, oltre all’amica Marta Allevato dell’Agi, in quegli uffici del Centro della stampa indipendente, dove venivano denunciati brogli e attacchi cibernetici ai siti di informazione, eravamo gli unici (anche giornalisti) italiani presenti.

Personalmente, il momento che ho trovato più toccante è stato nel cinema del centro moscovita dove per la prima volta veniva proiettato un film dedicato alla vita di Anna Politkovskaja. Quel lungo applauso che ha accompagnato la fine della proiezione (alla vigilia del voto che al momento ha ridimensionato la predisposizione imperiale di Putin) è stato davvero, nel suo piccolo, un momento storico:

http://www.youtube.com/watch?v=QHYPVsyQSYg

Per noi di Annaviva – nati per onorare la memoria di Anna Politkovskaja e portare avanti le sue battaglie civili – essere in quel luogo quella sera ha significato che il percorso fatto in questi anni è stato giusto e che è quella la strada da battere. Senza sosta.

Per questo stiamo lavorando perché a Milano ci sia una vita dedicata ad Anna.

Per questo a marzo, per le presidenziali, tornereremo tutti assieme a Mosca.

Ad maiora.

VERSO UN PUTINISMO ALL’ITALIANA?

Ora rinculano, come i blindati ai cortei: “Macché Legge Reale! Siamo stati male interpretati”.

Ma intanto si prepara un nuovo giro di vite per le manifestazioni.
Alemanno, per esempio, le ha vietate a Roma per un mese. Non si capisce in base a quale principio costituzionale. La prima ad essere punita è la Fiom, che pure ha un servizio d’ordine coi fiocchi. Poi verranno messi a tacere anche quanti vorranno protestare per la crisi o per i tagli. Verranno consentiti, al massimo, sit-in in determinate piazze. È esattamente quel che succede a Mosca, da due lustri. Soprattutto per l’opposizione.

Anche questa idea, che piace tanto a destra e sinistra, di daspare i manifestanti violenti come si fa per gli ultrà del calcio, ricorda tanto il regime putiniano. In Russia, per fare un esempio, i nazional bolscevichi di Limonov vengono arrestati mentre si dirigono alle manifestazione dell’opposizione (che sono quasi sempre non autorizzate). Succederà anche qui?
Li’, sempre per garantire la sicurezza, l’entrata in quelle piazze concesse all’opposizione è regolata da meta detector. La butto li’ come idea per un mega appalto. Magari da far gestire, extra gara, dalla Protezione civile. Non siamo in (perenne) emergenza?

Ai prossimi cortei, se si va avanti, così saranno sempre meno quanti scenderanno in piazza con intenti pacifici. Allo stadio d’altronde, per le partite di calcio, succede da anni.

Scriveva Ignazio Silone:

La libertà è

la possibilità di dubitare,

è la possibilità di sbagliare

è la possibilità di cercare,

è la possibilità di sperimentare

di dire no

ad una qualsiasi autorità

artistica e filosofica, religiosa,

sociale e anche politica.

Ad maiora

FRA TRE SETTIMANE A MILANO IN SCENA “ELSA K.”. PER NON DIMENTICARE ANNA POLITKOVSKAJA

Tra pochi giorni, anzi fra tre settimane, saranno passati cinque anni dall’omicidio di Anna Politkovskaja.

Varie inchieste della magistratura russa hanno portato parecchie persone in carcere. Esecutori materiali o organizzatori. Molti scagionati al processo. Altri sono ora in cella, in attesa di andare a giudizio. Nessuno si è mai sognato di cercare i mandanti dell’omicidio della coraggiosa giornalista russa. Tanto da spingere il New York Times a scrivere che non c’è giustizia:

http://www.nytimes.com/2011/09/14/opinion/no-justice-for-anna-politkovskaya.html?_r=1&emc=eta1

A luglio, a Genova, nel corso della Settimana dei diritti, Vera Politkovskaja (insieme alla collega della Novaja Gazeta, Nadezhda Prusenkova) così parlava di sua madre Anna:

http://youtu.be/27cCRcE_LkI

Per non dimenticare Anna Politkovskaja, per onororare il quinto anniversario del suo omicidio, Annaviva e LattOria metteranno in scena a Milano “Elsa K.”.
Di seguito i dettagli. Prenotatevi! Venite!!

Ad maiora

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EL’SA K debutta a Milano in occasione dell’anniversario della morte della giornalista russa Anna Politkovskaja, assassinata il 7 ottobre 2006 sul portone della sua casa a Mosca, dopo essersi schierata contro la politica di Vladimir Putin e aver condotto una battaglia in nome della libertà di informazione e in difesa dei diritti umani.

L’opera teatrale, scritta da Andrea Riscassi per la regia di Alessia Gennari, narra la vicenda di El’sa Kungaeva, giovane cecena stuprata e uccisa dopo essere stata rapita da una pattuglia di soldati russi guidati dal colonnello Jurij Budanov. Di El’sa Kungaeva, del suo omicidio e della violenza consumatasi sul suo corpo si era a lungo occupata Anna Politkovskaja.

In scena tre voci. Una maschile, a riportare i fatti, i documenti, l’oggettività (vera o presunta) della vicenda raccontata, e due femminili, quella di El’sa e quella di Anna. Due voci femminili “in assenza”, corpi e voci della memoria e della storia.

A essere rievocato nel testo non è solo il caso di El’sa, così come non è solo il lavoro di Anna Politkovskaja: a ricrearsi, per frammenti, è la più ampia vicenda che riguarda il conflitto russo-ceceno e alcune fra le implicazioni politiche, sociali e umane di quella guerra ancora latente. El’sa e Anna, entrambe portatrici della propria verità e della propria tragedia, sono compresenti sulla scena ma non si parlano mai. Si evocano l’una con l’altra. Ognuna con le proprie parole, con la propria consapevolezza e umanità, permette all’altra di raccontare e raccontarsi entro un impossibile dialogo fra morti.

Mettere in scena questo dialogo è fare del teatro il luogo deputato per la memoria attraverso una finzione che si fa cruda e amara rappresentazione del reale. E’ fare del palcoscenico lo spazio del ricordo, della possibilità di una ricostruzione e ricomposizione della verità.

EL’SA K

Di Andrea Riscassi

regia di Alessia Gennari,

con Fabio Paroni, Sara Urban e Paola Vincenzi,

musiche di Federico Gon.

6, 7, 8 ottobre 2011 – ore 21

Teatro del Borgo

via Formentini 10, Milano

Per info e prenotazioni: saraurban@lattoria.it