milano

VIA LE MANACCE MAFIOSE DALLA CITTA’

Affollata presentazione a Milano del libro di Gianni Barbacetto e Davide Milosa “Le mani sulla città” (Chiarelettere). Del volume abbiamo parlato qualche giorno fa:

IL PROBLEMA DI MILANO NON E’ IL TRAFFICO

L’inchiesta sulle infiltrazioni della ‘Ndrangheta in cttà è molto approfondita. Andrebbe letta soprattutto da tutti quelle anime belle (o quei furbacchioni) che sostengono che “a Milano non c’è la mafia”.

Milosa, ha ricordato come è stato querelato qualche anno fa quando sosteneva la presenza della ‘Ndrangheta a Buccinasco (poi sono stati tutti arrestati). Mentre Barbacetto ha ammonito la nuova giunta milanese Pisapia sulla prova che non potrà fallire: evitare che le mafie mettano mano alla costruzione (quando e se inizierà) dell’Expo.

Interessanti e istruttivi sono stati gli interventi di due “colonne milanesi” Armando Spataro e Dario Fo.

Inutile che riassuma. Guardate e ascoltare.

Ad maiora.

http://youtu.be/aIDRlXWGEQI

http://youtu.be/xnaF9KJHV2o

http://youtu.be/LapqKYWHerE

http://youtu.be/28CFqGd_T7I

PISAPIA INCONTRA L’AMBASCIATORE RUSSO

Dall’ufficio stampa di Palazzo Marino riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Ricordando sommessamente che Milano è, insieme a Genova (e Brescia), la città che ha dedicato un albero ad Anna Politkovskaja nel locale Giardino dei Giusti.

Ad maiora.

…………………………………………………..

Il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia ha incontrato oggi a Palazzo Marino l’Ambasciatore della Federazione Russa  Alexey Meshkov, accompagnato dal Console generale Alexey Paramonov. Per la nuova amministrazione milanese l’incontro è stato l’occasione per affermare la volontà di proseguire sulla strada di una proficua collaborazione in campo economico e culturale, anche in vista di Expo 2015 cui la Russia ha già dato convinta adesione.

L’Ambasciatore ha presentato ufficialmente al Sindaco gli eventi culturali  che animeranno la scena milanese nelle prossime settimane nel quadro dell’anno della Cultura e Lingua Russa in Italia e della Cultura e Lingua Italiana in Russia. Particolare attenzione è stata dedicata alla Stagione teatrale di San Pietroburgo che, in collaborazione con il Piccolo Teatro,  si svolgerà dal 13 ottobre  e vedrà l’arrivo a Milano di  245 artisti russi.  Un evento cui si affiancheranno numerose altre iniziative e che conferma i tradizionali legami tra Milano e San Pietroburgo, gemellate dal 1967,  all’indomani del cambio di amministrazione che entrambe le città hanno di recente conosciuto.
“Sono certo che con il nuovo Governatore Georgy Poltavchenko potremo avviare un proficuo rapporto di collaborazione  che possa contribuire allo sviluppo culturale ed economico delle nostre città in un momento in cui la crisi economica internazionale impone anche la ricerca di nuove modalità nei rapporti internazionali”, ha dichiarato il Sindaco Pisapia.

SE PARITA’ SIGNIFICA FARE A PUGNI

Ricevo e volentieri pubblico questa riflessione dell’amica avvocata Ileana Alesso sulla parità di genere e la violenza.

A pochi giorni dallo spettacolo “Elsa K.”, mi sembra un interessante (e condivisibile) punto di vista.

Ad maiora.

……………………………

(tratto dal settimanale on line Arcipelago Milano, 14 settembre 2011, di Ileana Alesso)

“Avete voluto la parità dei diritti. Avete cominciato a scimmiottare l’uomo. Voi portavate la veste, perché avete voluto mettere i pantaloni? Avete cominciato con il dire : abbiamo parità di diritto e perché io alle 9 di sera debbo stare a casa, mentre mio marito, il mio fidanzato, mio cugino, mio fratello, mio nonno mio bisnonno vanno in giro ? … Se questa ragazza fosse stata a casa, se l’avessero tenuta presso il caminetto, non si sarebbe verificato niente”. La citazione è tratta dalla arringa … del difensore di uno dei quattro stupratori di una ragazza di 18 anni intrappolata nella casa di uno di loro con la scusa di una proposta di lavoro. L’arringa risale al 1979 ed è tratta dal noto e drammatico documentario “Processo per stupro”.

Forse non è ozioso ricordare che il 90 per cento della violenza sulle donne è di origine “domestica” … causata dal marito, compagno, fidanzato o convivente. Ma il punto è un altro: la settimana scorsa a Milano un uomo, urlando verso una ragazza “fai l’uomo ? e allora le prendi”, ha preso a pugni fratturandole il setto nasale una ragazza omosessuale che era al ristorante con la sua compagna. La sua colpa essersi scambiata fotografie ed effusioni prima di essere aggredita e mandata all’ospedale dall’energumeno calvo e tatuato del tavolo accanto.

E il punto non è nemmeno solo l’omofobia. Lo dico senza tema di equivoco avendo difeso alla Corte Costituzionale il matrimonio same sex che ha portato alla sentenza di riconoscimento della pari dignità “tra coppie coniugate e coppie omosessuali e al diritto fondamentale di vivere una condizione di coppia ottenendone, nei tempi e nei modi stabiliti dalla legge, il riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri ….”.

Il punto a mio parere è che affermazioni del tipo: “fai l’uomo ? e allora le prendi”, oppure “hai voluto la parità ? ben ti sta, ti sei messa tu in questa situazione” sono:

  • in primo luogo, vergognosamente passate sotto silenzio nei giornali e nei media depositandosi nel senso comune senza suscitare commenti, riflessioni, prese di posizione. Nessuno si è indignato disvelando la pericolosità, prima che la misoginia, e le conseguenze culturali di questi comportamenti;
  • in secondo luogo, mettono al centro e fanno divenire pietra di paragone un genere, quello maschile, trasformando nella parità con l’uomo ciò che invece attiene alla parità di trattamento tra donne e uomini e il valore della differenza insieme alla eguaglianza di opportunità per entrambi i generi;
  • in terzo luogo, pongono una equivalenza tra parità e mascolinità e spingono l’identità e il comportamento di uomini e donne ad allinearsi  .. ed eguagliarsi solo  sulla linea della violenza. Il ragionamento, se così si può dire, nella sua semplicità è brutale e greve: “Vuoi essere pari a me ? Bene e allora devi essere violenta come me. Se non lo sei non ti riconosco dignità e non ti rispetto”.

E’ evidente che si tratta di un modello culturale dove il confronto tra i generi parla solo la lingua della violenza e comporta uno stile di vita dove non c’è, né per le donne né per gli uomini. una trasformazione personale ma ambiti e luoghi – una villa, un ristorante …. – che si possono trasformare in un ring o nello scenario di una sfida all’OK Corral e dove i diritti si trasformano in botte e violenza per chi non sta e non vuole più tornare a stare accanto al caminetto.

Non contrastare queste affermazioni, farle passare sotto silenzio senza indignarsi, significa accettarle, consentire che si diffondano e producano altra violenza. E’ questo quello che vogliamo?”.

womeninlaw – donne&diritti network online

SCIOPERO A TELEREPORTER (PHOTOGALLERY)

Oggi a Milano sciopero e manifestazione davanti agli studi dei lavoratori del gruppo  Profit (che controlla le tv locali Telereporter, Odeon e Telecampione).

Sono state infatti avviate le procedure di licenziamento di 35 lavoratori (la gran parte nel settore di produzione, di news ma non solo) su un centinaio di dipendenti. Sono tutti senza stipendio da giugno.

Telereporter, massacrata come tante tv locali dal digitale terrestre, è una storica tv locale lombarda, fondata nel 1977.

Dato che non eravamo in molti a seguire la vicenda, ho scattato queste foto per cercare di mantenere viva l’attenzione sulla vicenda.

Ad maiora.

PER SEMPRE UN DITO MEDIO A PIAZZA AFFARI?

L’assessore milanese Stefano Boeri ha lanciato, via Facebook, una sorta di sondaggio per capire se sia il caso di lasciare il dito di Cattelan (si chiama LOVE, acronimo di Libertà Odio Vendetta Eternità) in piazza Affari:

http://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=114721901965540&id=699127703

L’opera d’arte fu scoperta un anno fa, in una giornata autunnale (qui, almeno fino ad oggi, a Milano è ancora, invece, incredibilmente estate):

http://www.vogue.it/people-are-talking-about/l-ossessione-del-giorno/2010/09/maurizio-cattelan

Personalmente ritengo la collocazione di fronte alla Borsa la sua quella ideale. Anche se ovviamente quanti vivono e lavorano dentro quel palazzo non hanno mai apprezzato quel dito:

http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2010-09-25/imbarazzi-borsa-dito-cattelan-093530.shtml

Sul dito medio, diventato ormai simbolo del paese, avevo scritto qualche mese fa un post che partiva da Bossi per arrivare e Messi:

https://andreariscassi.wordpress.com/2010/11/25/in-medio-stat-virtus/

Sul tema, ben più ascoltati del sottoscritto, erano intervenuti anche gli Articolo 31:

Ribadisco. Lasciate Love dov’è.

Ad maiora