Pensieri

Suor Marcella da #Haiti

Quando, io e Paolo Carpi, conoscemmo suor Marcella eravamo molto stanchi.
Era il primo pomeriggio ma avevamo accumulato un tal numero di sensazioni, emozioni e notizie che eravamo arrivati da lei appesantiti.
Fiammetta Cappellini, angelo di Avsi a Port-au-Prince, ci aveva detto che ne valeva la pena. E Fiammetta non parla mai a vanvera.
Suor Marcella opera in un quartiere particolare della capitale di Haiti: Waf Jeremie è un agglomerato di trecentomila persone su una strada senza uscite. La via porta al mare e muore lì
La polizia difficilmente entra e se entra spara.
Appena suor Marcella salì in macchina e iniziò a parlare, Paolo (non il più clericale dei miei amati colleghi operatori) accese immediatamente la camera. Lei raccontò di come stava facendo risorgere questo quartiere, costruendo case al posto delle baracche. Lì ha costruito anche una scuola e un poliambulatorio.
Ora la scuola è in fase di ampliamento e anche la struttura sanitaria avrà tra poco una specializzazione neonatale. Il progetto delle case (ne servono a migliaia) è stato invece fermato con l’omicidio di chi lo stava curando.
Suor Marcella non si è arresa e anche se molte ong hanno ormai abbandonato Haiti lei prova ancora a lavorare per non far morire Waf Jeremie.
Da qualche giorno è in Italia a cercare fondi. Oggi a Villa Patrizia di Magnago.
Chi voglia seguirla (e aiutarla) può farlo tramite questo blog:
http://www.vilajitalyen.org/
Ad maiora

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Il palco, la casa del #teatro

La gioia più grande dell’attrice non è quando si sta recitando sul palcoscenico pieno di luce, dinanzi a un teatro pieno di gente che ci ascolta in silenzio, ma non vede l’ora di batter le mani e di gridare. Il nostro maggior godimento sai quand’è? Quando verso sera si arriva soli soli alla porticina degli artisti e si attraversano i corridoi mezzi bui, si salgono le scalette appena illuminate per ritrovare i compagni che aspettavano per la prova.
Sul palcoscenico ci sono pochi lumi, in mezzo alle grandi ombre oblique delle quinte. La platea è tenebrosa e deserta, i palchi sono come tante cuccette vuote. Non c’è altro che noi artisti, poveri attori e povere attrici, vestiti come tutti i giorni e con la sola compagnia del poeta che ha scritto l’opera che dobbiamo imparare.
Siamo tra noi, senza estranei, senza intrusi e pensiamo solo al nostro lavoro e non già agli applausi di tutti quegli ignoti che le altre sere riempiono il teatro. In quei momenti mi sento in famiglia e qualche volta ho l’illusione fanciullesca che siamo lì di nascosto, come per una cospirazione, una congiura, qualcosa di clandestino e di piacevolmente pericoloso. Tutto il resto non è che rumore, chiasso, vanità, stanchezza e bocca amara.
Eleonora Duse

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#FreePussyRiot #OccupyRussia. Se ne parla domani sera a Lodi Vecchio

La Russia di Putin: Gas, Democrazia e Pussy Riot è il nome della conferenza che Annaviva, il Centro per la cultura e il tempo libero Lodi Vecchio e  l’assessorato alla cultura di Lodi Vecchio hanno organizzato il 21 settembre alle ore 21 al Centro via della pace di Lodi Vecchio, raggiungibile da Milano in 40 minuti con il passante.

L’incontro La Russia di Putin: Gas, Democrazia e Pussy Riot , a cui parteciperanno Andrea Riscassi e il presidente di Annaviva Luca Bertoni, sarà l’occasione per riflettere sull’attuale situazione socio-politica russa.

Ora e sempre, nonviolenza

Ricevo e volentieri pubblicizzo questa serie di incontri dedicati a un tema a me caro la “nonviolenza”, organizzati dall’associazione Buen Vivir di Milano.

Ad maiora

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Che cosa si intende oggi per “violenza” e per “nonviolenza”? Quali sono le origini storiche della nonviolenza? E ancora: nella complessità del mondo di oggi è ancora credibile la nonviolenza come metodo di lotta e di cambiamento? E come può essere articolata l’azione non violenta all’epoca della crisi?

Questi e altri quesiti sono alla base degli incontri in programma (4 sul tema della nonviolenza) da mercoledì 19 settembre alle 18.30 (ingresso libero con tessera annuale € 20).

Il dibattito sarà condotto dal professore Aligi Taschera, vicepresidente dell’associazione, e si pone l’obiettivo di affrontare il tema della nonviolenza con un approccio rispettoso del pensiero storico e filosoficoin tema (i concetti fondamentali e le pratiche in Gandhi, Pontara e Capitini) ma anche attento alla stretta attualità: in una crisi della quale non si riesce a intravedere la fine i conflitti sociali aumentano, e sono destinati ad aumentare in futuro. Per ora nessuno sembra riproporre la lotta armata, e sembra che ci sia un tacito accordo secondo il quale va evitato il confronto violento. Il riferimento alla nonviolenza, diversamente dal passato, sembra ormai essere diffuso. Ma la sua diffusione sembra talvolta avere reso indefiniti e un po’ vaghi il concetto e la pratica della medesima, non più semplice la sua attuazione.

L’ingresso è libero con tessera annuale € 20.

Associazione Buen Vivir
Via Jacopo Dal Verme 4 – Milano
(zona Isola – M2 Garibaldi M3 Gioia, Zara)