Anna Politkovskaja

Libertà di stampa. In Russia, ma non solo.

Free Pussy Riot. Le tre ragazze arrestate rischiano grosso

A giorni il processo contro le Pussy Riot.
Rischiano 7 anni di carcere:
http://allsongs.tv/news/news-gossip/pussy-riot-gruppo-punk-anti-putin-in-prigione-rischia-grosso/
Si susseguono appelli per la liberazione:
http://allsongs.tv/news/news-gossip/pussy-riot-gruppo-punk-anti-putin-in-prigione-rischia-grosso/
Difficile che Putin (che controlla il sistema giudiziario) possa essere magnanimo a pochi giorni dal ritorno al Cremlino:
http://taggatore.com/articolo/la-dura-mano-di-putin-contro-le-pussy-riot
Ad maiora

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Alle 18.30 aperitivo russo con Annaviva a Genova

Putin ha vinto le elezioni. Come sempre.
Ma qualcosa in Russia è cambiato.
In migliaia scendono in piazza per contestare brogli e un sistema di potere verticistico e corrotto. I tromboni (anche italiani, sempre attenti alla realpolitik) dicevano: è un movimento che interessa solo Mosca.
E ora, per smentire ogni luogo comune, la rivolta pacifica (un po’ rivoluzione arancione, un po’ primavera araba) si è spostata ad Astrakhan, 1300 chilometri a sud della capitale.
Il tutto grazie a internet e ai coraggiosi blogger e attivisti che hanno lanciato la mobilitazione per liberarsi di Putin e del suo clan.
AnnaViva ha seguito a Mosca le ultime due tornate elettorali e a breve sarà in Russia per la giornata anti-putiniana convocata per il 6 maggio, un giorno prima del ritorno di VV al Cremlino.
Su questo ci confronteremo in un aperitivo post-elettorale oggi alle 18.30 al Pasto di Varsavia di Genova ( via San Donato 13).
A tra poco!
Ad maiora

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Domani pomeriggio incontro sulla Russia a Genova

Putin ha vinto le elezioni. Come sempre.
Ma qualcosa in Russia è cambiato.
In migliaia scendono in piazza per contestare brogli e un sistema di potere verticistico e corrotto. I tromboni (anche italiani, sempre attenti alla realpolitik) dicevano: è un movimento che interessa solo Mosca.
E ora, per smentire ogni luogo comune, la rivolta pacifica (un po’ rivoluzione arancione, un po’ primavera araba) si è spostata ad Astrakhan, 1300 chilometri a sud della capitale.
Il tutto grazie a internet e ai coraggiosi blogger e attivisti che hanno lanciato la mobilitazione per liberarsi di Putin e del suo clan.
AnnaViva ha seguito a Mosca le ultime due tornate elettorali e a breve sarà in Russia per la giornata anti-putiniana convocata per il 6 maggio, un giorno prima del ritorno di VV al Cremlino.
Su questo ci confronteremo in un aperitivo post-elettorale al Pasto di Varsavia di Genova ( via San Donato 13), giovedì 19 aprile alle 18.30.
Vi aspetto.

Ad maiora

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Free Pussy Riot. Vestirsi come loro per il presidio di solidarietà

Il 23 aprile ci sarà a Mosca la prima udienza del processo contro tre delle Pussy Riot, il gruppo punk rock che rischia sette anni di carcere per un concerto di protesta nella chiesa del Cristo Salvatore. Sull’altare hanno intonato la canzone “Oh Madonna, ti preghiamo, liberaci da Putin:

Come dicono le tre ragazze “il vero sacrilegio non è stato citare la Madonna, ma parlare di Putin”.

Lunedì alle 18 ci saranno vari presidi di protesta davanti a consolati e ambasciate russe.

Così a Londra si preparano, vestendosi come loro, creando e indossando la Balaclava:

Ad maiora.

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Foresta di Khimki, un’altra aggressione

Un giovane attivista del movimento “In difesa della foresta di Khimki” (fondato da Evgenija Chirikova, appena premiata per il suo lavoro: http://robertamsterdam.com/2012/04/yevgenia-chirikova-honoured/), è stato aggrredito ieri mentre rientrava nella sua casa, non lontana dalla capitale russa.

Un manipolo di delinquenti (non certo rapinatori) l’ha massacrato di botte, spaccandogli il naso. Alexei Dmitriev, 23 anni, è ora in ospedale. E’ l’ennesimo attacco contro gli ecologisti (ma non solo) che si stanno opponendo all’autostrada in costruzione tra Mosca e San Pietroburgo che attraverserà la foresta di Khimki. Il giovane assalito, un avvocato, doveva testimoniare oggi in un processo legato a un cambio di destinazione d’uso di immobili.

Due anni fa il giornalista russo Oleg Kashin che si era occupato anche della foresta di Khimki, tagliata in due dalla nuova infrastruttura, era stato picchiato fino a mandarlo in coma.

Il fatto aveva provocato forti reazioni anche in Russia. Soprattutto perché gli aggressori erano stati inquadrati da una telecamera di sorveglianza:

Kashin ora sta meglio.

Nessuno è stato punito per quel tentato omicidio.

Ad maiora