Anna Politkovskaja

Libertà di stampa. In Russia, ma non solo.

San Pietroburgo, altre iniziative contro l’omofobia

San Pietroburgo, la seconda città russa, si è dotata da qualche settimana di una legge discriminatoria verso i gay:

http://www.rferl.org/content/st_petersburg_homosexuality_law/24512104.html

Ora la previsione è che l’omosessualità potrà essere una delle ragioni per cui chiedere e ottenere asilo all’estero:

http://www.rferl.org/content/russia_gay_rights_lgbt_asylum/24564738.html

Qui una galleria fotografica di manifestazioni anti-gay a Mosca e di proteste contro la legge omofoba nella città russa sul Baltico:

http://www.rferl.org/media/photogallery/24564808.html

Ad maiora

#FreePussyRiot manifestanti cacciati dalla chiesa a colpi di acqua santa

Non si fermano le iniziative di solidarierietà nei confronti delle Pussy Riot, il gruppo punk-rock femminista che ha visto tre delle sue componenti finire in carcere (dove rischia di restarci parecchio) dopo un clamoroso concerto di protesta nella chiesa mosvovita di Cristo Salvatore.

Qui un nuovo video del blitz, mixato con loro canzoni:

http://youtu.be/VtYw-d1CSxQ

Qui invece il racconto delle manifestazioni di solidarietà di domenica, affrontate da energumeni “armati” di acqua santa:

http://en.rian.ru/russia/20120429/173127068.html

Due delle tre ragazze in cella intanto hanno scritto una lettera aperta al presidente Medvedev:

http://www.themoscowtimes.com/news/article/pussy-riot-suspects-appeal-to-medvedev/457738.html#ixzz1tQ8eBz9x

Il mandato al Cremlino scade domenica.

Come per Khodorkovskij (come per gli omicidi, insoluti di Politkovskaja e Estemirova) anche questa volta non penso farà nulla.

Ad maiora.

Altra preghiera anti-Putin al Cristo Salvatore: altro arresto

Altro attivista in carcere per una preghiera anti-putiniana nella chiesa moscovita di Cristo Salvatore:
http://www.ajc.com/news/nation-world/russian-activist-detained-for-1428094.html
A differenza delle Pussy Riot (tre in cella da tempo) niente concerto questa volta.
Giuro che quando arrivo a Mosca, girerò alla larga dalla cattedrale.
Ad maiora

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Free Pussy Riot. Come ai tempi sovietici: saranno sottoposte a perizia psichiatrica

Era uno dei metodi più classici della repressione sovietica. Dichiarare pazzi quanti si opponevano a quel paradiso in terra che era il regime di Mosca.
Ai tempi dell’invasione sovietica in Cecoslovacchia, 7 dissidenti armati di soli cartelli andarono a protestare sulla piazza Rossa. Furono arrestati e mandati a farsi curare in manicomi giudiziari.
Una strada che forse si apre oggi per il gruppo punk-rock delle Pussy Riot che hanno fatto la “pazzia” di un concerto anti-putiniano nella chiesa di Cristo Salvatore:
http://italian.ruvr.ru/2012_04_28/73141068/
Che siano o meno considerate follirischiano fino a 7 anni di carcere:
http://www.globalist.it/Detail_News_Display?ID=10372&typeb=0&Le-rockettare-che-fanno-paura-a-Putin
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Dopo Roma, è stata intanto la volta di Londra. Ecco le immagini del presidio sotto l'ambasciata russa. Molte le ragazze vestite come le Pussy Riot:

Le tre attiviste intanto proseguono la loro infinita carcerazione preventiva (fino al 24 giugno, mentre il 7 maggio Putin rientra – bello bello- al Cremlino).
E poi dovranno pure sottoporsi a test psichiatrici.
Avanti così.
Anzi, ad maiora.

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L’Unione europea preoccupata per la Tymoshenko

L’Europa torna, finalmente, a occuparsi del caso Tymoshenko. L’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune europea, Catherine Ashton, si dice “profondamente preoccupata per la situazione di Yulia Tymoshenko”, che, come confermata dall’Ufficio del difensore civico di Kiev, ha subito violenza fisica durante il trasferimento dalla prigione all’ospedale nei giorni scorsi.

La Ashton si preoccupa anche dello sciopero della fame di protesta avviato dall’ex primo ministro ucraino (condannata per un processo squisitamente politico) e lancia un appello al regime di Kiev perché “assicuri il pieno rispetto del diritto della Tymoshenko ad un’adeguata assistenza medica in un’istituzione appropriata”.

La rappresentante della Ue ha chiesto anche, “come segno della loro volonta’ politica di chiarire la situazione, di permettere all’ambasciatore dell’Ue, accompagnato da specialisti medici indipendenti, di visitare in prigione la Tymoshenko”.

Ad maiora