Anna Politkovskaja

Libertà di stampa. In Russia, ma non solo.

Vittoria! Ivan Kostin è tornato in Israele

Si conclude positivamente la campagna lanciata da Annaviva qualche mese fa per opporsi all’estradizione in Russia dell’imprenditore Ivan Kostin.
A fine maggio i giudici di Milano avevano ritenuto non sufficiente la documentazione trasmessa dalla Procura russa. Ivan aveva quindi potuto lasciare gli arresti domiciliari.
Qui il post di allora:

Annaviva esulta: Ivan Kostin è libero! Non sarà estradato in Russia


Ora la notizia che aspettavamo da giorni.
Kostin è in salvo: è tornato in Israele, dove vivono moglie e figli.
Grazie a tutti quelli che ci hanno aiutato!

Ad maiora

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Diluvia sull’opposizione russa

La manifestazione in piazza Pushkin.
Foto di @adagamov

Ad maiora

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L’opposizione russa in piazza oggi

Opposizione russa contro Putin e il suo regime in piazza oggi.
Malgrado le minacce, malgrado le perquisizioni di ieri.
Non dovrebbe partecipare uno dei leader anti-putiniani Serghei Udaltsov che proprio oggi, stranamente, verrà interrogato:
http://www.rferl.org/content/opposition-protest-moscow/24611192.html

È la prima manifestazione dopo l’insediamento di Putin al Cremlino.
Per seguirla sui social network questo è l’hashtag: #12июня

L’ultima, a maggio, si concluse con scontri con le forze dell’ordine e centinaia di arresti.
Ad maiora

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Il futuro delle Pussy Riot (ancora in carcere)

Le Pussy Riot (in cella da mesi per un concerto non autorizzato nella Chiesa moscovita del Cristo Salvatore) sono il capro espiatorio della crisi del regime putiniano.
L’analisi Natalia Antonova sulGuardian:

http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2012/jun/07/pussy-riot-russia-punk-prayer-service

Ad maiora

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Il regime putiniano ha paura: giro di vite sulle manifestazioni

La norma sulla libertà di libertà di riunione nella Costituzione russa è di una semplicità imbarazzante: “I cittadini della Federazione russa hanno il diritto di riunirsi pacificamente, senz’armi, di tenere riunioni, comizi e dimostrazioni, cortei e picchetti”.
Cita persino i picchetti l’articolo 31, tra le norme più violate dalla tirannide putiniana.
In questi anni sono stati talmente tanti i divieti alla libertà di riunirsi che le opposizioni hanno lanciato una campagna che ha preso il nome proprio dall’articolo costituzionale: Strategia 31.
Eppure.
Eppure la Duma ha approvato nella notte una legge (che ricorda quelle del Tulps fascista del 1931) che limita fortemente e ulteriormente il diritto a riunirsi liberamente. Con 241 sì e 147 no la Camera bassa russ ha approvato le norme che modificano de facto l’art.31 della Costituzione. Rendendolo ancora più vuoto. Ora la norma passerà per la ratifica al Senato, vera falange putiniana, non elettiva.
Da oggi in poi saranno ancora più pesanti le sanzioni verso chi organizza manifestazioni non autorizzate (la gran parte, in realtà).
La multa sale a 300mila rubli (7300 euro). Fino a ieri era di soli 2000 rubli (50 euro). Cifre che diverranno insostenibili per l’opposizione anti-Putin che si prepara a scendere in piazza martedì 12 giugno. Data nella quale in Russia si festeggia l’indipendenza. Evitate di andare in vacanza a Mosca in questi giorni. La paura delle manifestazioni dei cattivoni dell’opposizione ha spinto il – pauroso – regime putiniano a chiudere per 4 giorni 4 la Piazza Rossa: dall’8 al 12 giugno.
Ad maiora

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