Ben fatto e congegnato, ma la ragazza di questo spot di Nichi Vendola, in effetti, guarda a destra. O no?
Ben fatto e congegnato, ma la ragazza di questo spot di Nichi Vendola, in effetti, guarda a destra. O no?
Il regime putiniano diffonde le immagini delle Pussy Riot condannate a due anni di galera per 45 secondi di concerto in chiesa. Addio balaclava, ora indossano una divisa carceraria.
Le due ragazze recluse hanno deciso di cambiare avvocato affidandosi a chi ha fatto liberare la terza del gruppetto. Lei, Iekaterina, dice che la Russia è una grande prigione, sia che si stia dentro che fuori dalle sbarre.
I legali faranno comunque fatica a difenderle, non potendo incontrarle.
Ma facciamo un passo indietro. Quella simpatica ex spia che guida la Russia, mal consigliato dai suoi lacchè, ha cercato di convincere la cancelliera Merkel che non bisogna appoggiare il gruppo punk perché sarebbe addirittura antisemita.
Blogger e giornali indipendenti russi hanno subito sbertucciato il presidentissimo, seguiti a ruota dai media tedeschi.
Qui il video “antisemita” al supermercato.
Verrebbe da dire a Putin: ho un amico che sta girando un film sui gulag. La proporrò come guardiano…
Ad maiora.
Ricevo dagli amici della Run 5.30 queste foto e questa comunicazione sulla corsa che hanno organizzato nel carcere milanese di San Vittore.
La burocrazia ci ha impedito di esserci fisicamente, ma col cuore siamo stati lì.
Queste le 5.30 del prossimo anno: http://www.run530.it/dettaglio-news_182_le-run530-del-2013.html
Tenetevi liberi
Ad maiora
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Sorrisi, saluti, le foto ricordo, le t-shirt azzurre come il cielo che ci ha accompagnato in questi lunedì, un arrivederci alla prossima primavera e strette di mano forti… e abbracci che commuovono. Si parla di loro a pranzo con i giornalisti e anche nel pomeriggio con i complimenti dell’Assessore. Si parla dei ragazzi di San Vittore della prima loro 5.30 che, alla fine, non e’ una corsa ma un ‘punto di vista differente’ che ti entra dritto nel cuore.
La colonna sonora di questo post: The Smiths ‘Please, please, please, let me get what I want: