Month: settembre 2012

Il palco, la casa del #teatro

La gioia più grande dell’attrice non è quando si sta recitando sul palcoscenico pieno di luce, dinanzi a un teatro pieno di gente che ci ascolta in silenzio, ma non vede l’ora di batter le mani e di gridare. Il nostro maggior godimento sai quand’è? Quando verso sera si arriva soli soli alla porticina degli artisti e si attraversano i corridoi mezzi bui, si salgono le scalette appena illuminate per ritrovare i compagni che aspettavano per la prova.
Sul palcoscenico ci sono pochi lumi, in mezzo alle grandi ombre oblique delle quinte. La platea è tenebrosa e deserta, i palchi sono come tante cuccette vuote. Non c’è altro che noi artisti, poveri attori e povere attrici, vestiti come tutti i giorni e con la sola compagnia del poeta che ha scritto l’opera che dobbiamo imparare.
Siamo tra noi, senza estranei, senza intrusi e pensiamo solo al nostro lavoro e non già agli applausi di tutti quegli ignoti che le altre sere riempiono il teatro. In quei momenti mi sento in famiglia e qualche volta ho l’illusione fanciullesca che siamo lì di nascosto, come per una cospirazione, una congiura, qualcosa di clandestino e di piacevolmente pericoloso. Tutto il resto non è che rumore, chiasso, vanità, stanchezza e bocca amara.
Eleonora Duse

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#Beslan. Signorina, mi raccomando faccia figli

Si faccia coraggio, signorina, siamo tutti qui, non si lasci andare proprio adesso che tutto sta finendo e che bisogna ricominciare tutto daccapo e provare a stare di nuovo bene e essere felici, si faccia coraggio, pianga quello che non ha pianto in questi tre giorni, lo pianga tutto adesso e poi stia bene, ci aiuti a venirne fuori, lei che ha studiato, ci aiuti a capire come si fa a tirare avanti, ad avere ancora dei figli, a mandarli a scuola, a insegnare loro a credere in qualcosa e a essere onesti e sereni e belli, ci aiuti, la prego, io sono un vecchio e sono malato, di cose ne ho passate, sa, ma come questa mai, mai, e non auguro a nessuno di trovarsi un giorno in questa morsa che abbiamo qui noi adesso, a nessuno, i bambini, signorina, lei di figli ne ha?, ne vuole?, ne faccia, signorina, non si lasci impressionare, ne faccia, io che non ne ho fatti adesso sono solo, avevo un gatto fino a poco fa ma quello che è successo me l’ha portato via e adesso sono rimasto tutto solo ad aspettare che arrivi la fine, e non si abitua, sa?, alla solitudine e al dolore non ci si abitua mai, la solitudine e il dolore sono sentimenti che si rinnovano, che si adattano al tempo come i topi al veleno, e si ripresentano ogni volta, ogni volta, e non finiscono mai, e io le voglio bene signorina, le ho voluto bene da subito, quando lei è venuta qui, non so perché ma è così, lei potrebbe essere mia figlia se io non fossi quello che sono, non si spaventi, sono un uomo, e sono qui a dirle che le voglio bene e che sono con lei, e adesso pianga, si sfoghi, tutto finisce, anche questo finirà, cerchi di essere giovane e di stare bene e mi raccomando, faccia dei figli, signorina, prometta che ne avrà e che un giorno gli racconterà del male che ha visto in questo posto maledetto, Beslan, e che quando saranno un po’ grandi e saldi li porterà.

Andrea Tarabbia, Il demone a Beslan, Mondadori, 2011

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Il 5 e 6 ottobre, torna in scena a Milano Elsa K. Vi aspettiamo!

Annaviva e Lattoria presentano

presentano

LA NUOVA EDIZIONE DI

EL’SA K

Di Andrea Riscassi

regia di Alessia Gennari,

con Sara Urban e Paola Vincenzi,

musiche di Federico Gon.

 5 ottobre 2012 – ore 21

6 ottobre 2012 – due repliche ore 18:30 e ore 21

 Alle 17:30 di sabato 6 ottobre: tavola rotonda

 AREAPERGOLESI via G.B. Pergolesi 8, Milano

Dopo l’indiscusso successo di pubblico e critica del 2011, torna in scena a Milano la nuova edizione di EL’SA K , per commemorare il sesto anniversario della morte di Anna Politkovskaja, la giornalista russa assassinata a Mosca sul portone della sua casa.

Era il 7 ottobre 2006 quando degli assassini tuttora impuniti hanno tentato invano di fermare la sua battaglia contro il regime di Vladimir Putin, in nome della libertà di informazione e in difesa dei diritti umani.

L’opera teatrale, scritta da Andrea Riscassi per la regia di Alessia Gennari, narra la vicenda di El’sa Kungaeva, giovane cecena stuprata e uccisa dopo essere stata rapita da una pattuglia di soldati russi guidati dal colonnello Jurij Budanov. Di El’sa Kungaeva, del suo omicidio e della violenza consumatasi sul suo corpo si era a lungo occupata Anna Politkovskaja.

 

Anna ed El’sa si alternano sulla scena, per restituire le voci di due donne alla storia e alla memoria.

Pur occupando lo stesso spazio scenico, ciascuna vittima del proprio destino tragico, Anna ed El’sa si evocano senza dialogare. L’’evocazione diviene così pretesto per raccontarsi e raccontare. E ad essere raccontati non sono solo il caso di El’sa e il lavoro dei Anna: attraverso le loro parole, rivivono i frammenti  del conflitto russo-ceceno, insieme alle implicazioni politiche e sociali di quella guerra ancora latente.

 

Mettere in scena questo dialogo è fare del teatro il luogo deputato per la memoria attraverso una finzione che si fa cruda e amara rappresentazione del reale. E’ fare del palcoscenico lo spazio del ricordo, della possibilità di una ricostruzione e ricomposizione della verità.

 Per info e prenotazioni: 2012elsak@gmail.com   

 

#FreePussyRiot #OccupyRussia. Se ne parla domani sera a Lodi Vecchio

La Russia di Putin: Gas, Democrazia e Pussy Riot è il nome della conferenza che Annaviva, il Centro per la cultura e il tempo libero Lodi Vecchio e  l’assessorato alla cultura di Lodi Vecchio hanno organizzato il 21 settembre alle ore 21 al Centro via della pace di Lodi Vecchio, raggiungibile da Milano in 40 minuti con il passante.

L’incontro La Russia di Putin: Gas, Democrazia e Pussy Riot , a cui parteciperanno Andrea Riscassi e il presidente di Annaviva Luca Bertoni, sarà l’occasione per riflettere sull’attuale situazione socio-politica russa.