La tirannide putiniana non teme il ridicolo.
Ora nel mirino anche i giocattoli di protesta:
http://worldnews.nbcnews.com/_news/2012/01/27/10248317-russia-police-investigate-democracy-protest-by-toys?lite
Una risata li seppellirà.
Ad maiora
Month: settembre 2012
#FreePussyRiot. Il primo ottobre mobilitazione mondiale, ma già ieri a Milano…
Il primo ottobre inizierà il processo d’appello contro le Pussy Riot, le tre ragazze condannate a due anni di colonia penale per un concerto anti-putiniano in chiesa.
Per quel giorno sono annunciate mobilitazioni in tutto il mondo.
Spero che, con Annaviva, riusciremo a fare qualcosa anche a Milano. Ieri sera sono state intanto arruolate alcune statue milanesi.
Sulla repressione in Russia e la vicenda del gruppo punk-femminista è in uscita un e-book. I proventi delle vendite serviranno a coprire le spese legali.
Le Pussy Riot è sono candidate a vincere il Premio Sakharov.
Speriamo.
Ad maiora
Ora e sempre, nonviolenza
Ricevo e volentieri pubblicizzo questa serie di incontri dedicati a un tema a me caro la “nonviolenza”, organizzati dall’associazione Buen Vivir di Milano.
Ad maiora
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Che cosa si intende oggi per “violenza” e per “nonviolenza”? Quali sono le origini storiche della nonviolenza? E ancora: nella complessità del mondo di oggi è ancora credibile la nonviolenza come metodo di lotta e di cambiamento? E come può essere articolata l’azione non violenta all’epoca della crisi?
Questi e altri quesiti sono alla base degli incontri in programma (4 sul tema della nonviolenza) da mercoledì 19 settembre alle 18.30 (ingresso libero con tessera annuale € 20).
Il dibattito sarà condotto dal professore Aligi Taschera, vicepresidente dell’associazione, e si pone l’obiettivo di affrontare il tema della nonviolenza con un approccio rispettoso del pensiero storico e filosoficoin tema (i concetti fondamentali e le pratiche in Gandhi, Pontara e Capitini) ma anche attento alla stretta attualità: in una crisi della quale non si riesce a intravedere la fine i conflitti sociali aumentano, e sono destinati ad aumentare in futuro. Per ora nessuno sembra riproporre la lotta armata, e sembra che ci sia un tacito accordo secondo il quale va evitato il confronto violento. Il riferimento alla nonviolenza, diversamente dal passato, sembra ormai essere diffuso. Ma la sua diffusione sembra talvolta avere reso indefiniti e un po’ vaghi il concetto e la pratica della medesima, non più semplice la sua attuazione.
L’ingresso è libero con tessera annuale € 20.
Associazione Buen Vivir
Via Jacopo Dal Verme 4 – Milano
(zona Isola – M2 Garibaldi M3 Gioia, Zara)
Master della Statale di Milano su comunicazione e salute nei media contemporanei
Ricevo e volentieri pubblico questo comunicato del Centro Studi di Comunicazione sul Farmaco dell’Università degli Studi di Milano, che annuncia l’undicesima edizione del Master di I livello in: “Comunicazione e salute nei media contemporanei”.
Ad maiora.
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Oggi in radio, televisione, siti internet, giornali e riviste, conferenze, eventi e agenzie di comunicazione viene dedicato maggiore spazio al tema della salute. Parlare di salute non è solo moda, ma suscita l’interesse di un pubblico sempre più eterogeneo. Il linguaggio scientifico del medico e del ricercatore deve, quindi, essere tradotto fino alla semplicità senza perdere la correttezza dell’informazione e la fedeltà ai risultati della ricerca che opera nel delicato mondo della salute.
Il Master si propone di formare e preparare esperti in comunicazione scientifica in grado di trattare in modo professionale argomenti di salute e medicina per poter interagire efficacemente con i mass media tradizionali e innovativi (stampa laica e specializzata, televisione, radio, internet), con gli uffici stampa e con le agenzie di comunicazione, attraverso la stesura di articoli, preparazione di trasmissioni televisive e radiofoniche, materiale per il web.
Il Master prevede l’acquisizione di 60 CFU (Crediti Formativi Universitari) e dura un anno. Il percorso formativo è composto da 500 ore di didattica suddivise tra lezioni frontali, tenute da docenti universitari, giornalisti ed esperti di comunicazione, esercitazioni guidate e laboratori radiotelevisivi, con la collaborazione del Centro di Servizio per le Tecnologie e la Didattica Universitaria Multimediale e a Distanza (CTU) dell’ateneo. Le ore di didattica si terranno a partire da novembre 2012 nei giorni di giovedì, venerdì e qualche sabato mattina.
Al termine delle lezioni è previsto un periodo di 300 ore di stage presso redazioni giornalistiche, agenzie di comunicazione e uffici stampa di enti pubblici e privati. Lo stage completa la formazione e permette un avvicinamento concreto al mondo del lavoro (2 studenti su 3 hanno mantenuto collaborazioni stabili con la sede dello svolgimento dello stage).
Possono presentare domanda di ammissione tutti coloro che sono in possesso di una laurea, triennale o specialistica, sia del nuovo che del vecchio ordinamento.
Le iscrizioni si chiuderanno il 28 settembre 2012 e le selezioni avranno luogo il giorno 19 ottobre 2012, ore 9.30, presso il Dipartimento di Scienze farmacologiche e biomolecolari.
Tutte le informazioni sull’organizzazione del Master e sulle modalità di iscrizione sono reperibili sul sito dell’Università degli Studi di Milano (http://www.unimi.it) nella sezione Master/area sanitaria e sul sito del Master (http://fbrunocsmc.ariel.ctu.unimi.it/v1/home/PreviewArea.aspx ) o presso la segreteria organizzativa del Centro.
Scollocati di tutto il mondo, unitevi!
«Sbaglia chi sostiene che dietro l’attuale immensa crisi internazionale ci sia un’oscura macchinazione speculativa. (…) La spiacevole novità, che inasprisce e rende più ineluttabili gli effetti della crisi, è che non si tratta delle conseguenze di un ciclo economico temporaneo, ma della condizione ormai definitiva (o talmente lunga da sembrare tale) del mondo occidentale, che ha esaurito la sua spinta propulsiva, ha perso l’appetito necessario alla competizione, ha messo su pancetta ed è costretto a subire la violenta rimonta dei paesi in via di sviluppo.»
Sono queste le premesse da cui partono Simone Perotti e Paolo Ermani per il loro “Ufficio di scollocamento” (Chiarelettere) un manuale nel quale spiegano perché si debba abbandonare al più presto la nave che sta affondando: «È proprio il caso di aspettare che l’equipaggio cali le scialuppe perché la nave è ormai inclinata, o è meglio cominciare a pensarci adesso, mentre imbarchiamo già pericolosamente acqua ma abbiamo ancora un minimo margine di manovra, un lieve anticipo sull’affondamento?».
In sostanza Perotti ed Ermani invitano chi abbia un lavoro a cambiare vita, ad abbandonare le città per spostarsi in campagna (o in collina, nello spezzino, dove ha trovato il suo buen retiro Simone, nella magnifica casa che si è arredata con le sue mani e nella quale vive quando non naviga).
Con un orto e riducendo le spese di affitto e di vita, ce la si può cavare con molti meno soldi di quanti si pensa. L’invito è sfruttare la crisi (della quale, oggettivamente, non si vede la fine) per cambiare registro, ossia per scollocarsi, abbandonando «abitudini, automatismi, percorsi, consumi, relazioni, occupazioni e convinzioni», per uscire dal tunnel: «Se lo scollocato non ha soldi si astiene dal consumare e non ne fa un dramma né si rivolge alle banche, agli strozzini o alle mafie. Riduce movimenti e bisogni, ma non è triste per questo. Semmai se ne compiace, esaltando la propria libertà. (…) Fare una scelta di scollocamento non è un salto nel buio. La crisi attuale è forse più di valori e di prospettive che di risorse. Dal nostro punto di vista, infatti, che ci siano meno soldi per comprare beni inutili è da considerarsi un’ottima notizia».
Il libro ha una prima parte teorica (Perché) e una seconda più pratica (Cosa e Come) nella quale viene spiegato quali sono i passaggi di “ri-formazione” per la nuova vita che, necessariamente, sarà più semplice affrontare assieme ad altri amici, in maniera collettiva: «Quando, di fronte a una crisi, non c’è alcuna avvisaglia di rivoluzione, le prospettive da drammatiche si fanno disperate, e obbligano l’individuo a mettersi in salvo con le proprie forze. Il che, di solito, si rivela un’occasione preziosa per pochi e un bagno di sangue per gli altri».
Il libro offre soluzioni ed idee proprio per evitare questo bagno di sangue generalizzato. Fattibili? Realizzabili? Forse non da tutti, ma da alcuni sì.
L’obiettivo spiegano i due nel finale è quello di tornare a vivere: «Lo scollocato un giorno si è detto: “Ma tutta questa fatica, tutta quest’ansia, non varrebbero una vita migliore?”. E allora si è alzato dalla sala d’aspetto dell’ennesimo colloquio di lavoro, ha oltrepassato la porta senza una parola, è uscito all’aperto. E ha ricominciato a vivere».
Ad maiora
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Simone Perotti
Ufficio di scollocamento
Chiarelettere
Milano, 2012
Euro 11,50
Pagg. 119



