Tantissimi gatti. Tante donne velate. Tanti turisti (aereo pieno, anche se molti erano turchi che tornavano a casa). Traffico caotico.
Il proprietario dell’albergo dice che dopo i greci, i romani e gli ottomani, presto a guidare la città ci saranno i curdi.
È ovviamente curdo.
Ad maiora.
Month: luglio 2012
Pussy Riot, continua la mobilitazione
La mobilitazione popolare a favore delle Pussy Riot (gruppo punk-rock femminista in carcere dopo un concerto anti-putiniano nella Chiesa del Cristo Salvatore) è stata ignorata dai giudici del regime russo:
http://www.tmnews.it/web/sezioni/nuovaeuropa/PN_20120710_00373_NE.shtml
Da qualche giorno le ragazze sono in sciopero della fame:
http://www.memorialitalia.it/2012/07/05/russiapussy-riot-sciopero-della-fame/
Ad maiora.
Fila (canina) all’inglese
Da Montale a Occupy Wall Street
Un racconto giornalistico su un movimento che sembra scomparso ma le cui onde telluriche si percepiscono ancora. “Occupy Wall Street” (Chiarelettere) di Riccardo Staglianò è una divertente e irrituale analisi sulla protesta che occupò Zuccotti Park ma che, ignorata inizialmente dai mass media, riuscì a imporsi all’attenzione mondiale.
L’ispirazione venne da piazza Tahir, tutt’ora punto di raccolta e di protesta dell’irrisolta crisi egiziana.
Staglianò segue Ows partendo da due quesiti: “Dove può arrivare un’armata Brancaleone del genere?”; e ancora: “Sono loro, con la convinzione che tutto si possa ancora cambiare, o piuttosto noi, imbolsiti da tonnellate di ragionevolezza, a vivere una pericola illusione?”.
Risposte che non arriveranno nemmeno alla fine del libro. Nel quale si cita il Montale di Ossi di seppia (indimenticabili Edizioni Gobetti): “Codesto solo oggi possiamo dirti: ciò che non siamo, ciò che non vogliamo”.
È la crisi ad aver mosso la piazza a New York come a Toronto e Oakland. La stessa che spinge uno studente di Ows a dire al giornalista di Repubblica: “Sono qui perché il sogno americano è diventato proprio quello: un sogno, non più una possibilità”.
“Sii gentile con tutti quelli che incontri, perché non sai cosa possano avere passato”. Era il consiglio della nonna di Bob Dylan. Diventa legge durante le assemblee di Ows, dove ognuno può dir la sua e tutti devono avere la pazienza di ascoltarlo. Un metodo assembleare faticoso, orizzontale, ben descritto nel volume.
A tutti quelli che continuano a chiedere gli obiettivi del movimento, vale la risposta che tanti danno a Staglianò: “Le nostre richieste siamo noi stessi”.
Chiusa una tenda, se ne farà un’altra.
Ad maiora
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Riccardo Staglianò
Occupy Wall Street
Chiarelettere
Milano, 2012
Euro 9
Una giornata (e una serata) particolare
Telenova questa sera ha mandato in onda uno dei miei film preferiti: “Una giornata particolare”.
Il film di Ettore Scola racconta (senza mai mostrarla, ma solo facendola sentire come inquietante sottofondo) la visita di Hitler a Roma, nel 1938. La giornata alternativa trascorsa da Sofia Loren (moglie-fattrice insoddisfatta, malgrado l’apparente adesione al regime) e Marcello Matroianni (speaker dell’Eiar, in procinto di essere mandato al confino per disfattismo e soprattutto omosessualità) è uno dei più riusciti film contro il fascismo.
La pellicola ogni volta mi fa tornare alla mente una scena cui ho avuto la sorte di assistere. Dicembre 1996, camera ardente per Marcello Mastroianni alla Protomoteca del Campidoglio. Lavoro all’ufficio stampa del Comune (la prima Rai berlusconiana mi aveva – a quel tempo – bannato, impedendomi anche contratti di 15 giorni) e mi occupo della gestione mediatica dell’ultimo saluto di Roma al grande attore.
Verso le sette di sera la camera ardente chiude. Insieme ad alcuni vigili rimango però in zona.
Incredibilmente invece fotografi e giornalisti se ne vanno tutti.
Nessuno quindi si accorge che, intorno alle nove, arriva a portare un saluto privato, al suo Marcello, Sofia Loren.
Dentro, la scena è da brividi. Lei che abbraccia la bara e, piangendo, continua a ripetere il nome dell’attore.
La notizia, in assenza di social network, finirà suo giornali solo due giorni dopo.
Ai miei occhi quella scena continua a ricordare quella in cui, nel film, la Loren bacia Mastroianni, mentre lui non reagisce.
Davvero una serata particolare.
Ad maiora




