Il ricordo di Maria di Lorenzo:
http://mariadilorenzo.wordpress.com/2012/07/09/corso-bovio/
Ad maiora
Month: luglio 2012
La domenica andando in Val Susa
Una valle militarizzata. Vale la pena salire in Val Susa per osservare di persona il cantiere del Tav.
Di domenica è meta di visita da parte di decine di persone. Molte arrivano fino al filo spinato che riduce la mobilità per chi voglia passare di qui. Alcuni si fermano ai cancello e urlano quel che pensano a poliziotti e soldati, chiusi dentro il recinto (sempre più grande, ogni mese che passa). I soldati da dentro osservano chiunque si muove (fuori) con i loro cannocchiali.
Mi ha ricordato scene che ho già vissuto a Cipro Nord-Sud, ma anche il confine tra Israele e Siria.
Chi voglia vedere il cantiere da vicino, lasci la macchina a Giaglione (tenendo il ristorante Da Genio a destra: ottima base di partenza e di arrivo, comunque:- si fanno molti interessanti incontri con militanti No Tav).
Il percorso è di una mezz’ora a piedi, camminando su una mulattiera, quasi mai ripida.
La Val di Susa si mostra, per larga parte del tragitto, in tutta la sua bellezza.
Solo alla fine compare l’autostrada e sotto il gigantesco cantiere della Tav. Circondato dal filo spinato. Un vero lager moderno.
Ad maiora.
Ps. Tornando, uno stop a Rivalta Torinese, uno dei comuni che insieme ad Avigliana è stato alle recenti amministrative conquistato dai No Tav. Oggi qui finisce una tre giorni di festa: frequentata da centinaia di persone.
Gera Lario, porto
Rezzonico, Lago di Como
Adesivo della Stasi (che non seppe prevedere la fine)
Attaccato e fotografato davanti alla Statale di Milano.
Il ministero che si occupava delle “vite degli altri” aveva, tra spie e dipendenti, quasi 200.000 persone a libro paga.
Nel bellissimo volume di Anna Funder “C’era una volta la Ddr” (Feltrinelli, 2005) si analizza la forza di questo servizio di sicurezza: “Si calcola che nel Terzo Reich hitleriano vi fosse un agente della Gestapo ogni duemila cittadini, e nell’Urss di Stalin un agente del Kgb ogni seimila persone circa. Nella Ddr c’era un agente o un informatore della Stasi ogni sessantatré persone. Se si aggiungono anche gli informatori part-time, alcune stime portano la percentuale a un informatore ogni 6,5 cittadini”.
Il paradosso di questo gigantesco apparato lo spiega sempre la Funder: “Ossessionata dai dettagli, la Stasi fallì clamorosamente nel prevedere la fine del comunismo, e con essa la fine del paese. Tra il 1989 e il 1990 fu rovesciata come un calzino: un giorno organizzazione di spie staliniste, il giorno dopo museo”.
Ad maiora












