La galleria fotografica del Corriere.it sulla seduta del Consiglio regionale lombardo è davvero iconica e interessante.
Mai infatti le sedute del consesso regionale – nelle precedenti legislature – erano state seguite con tanta (morbosa) attenzione. Dapprima per le inchieste giudiziarie che hanno coinvolto un buon numero di consiglieri. Poi per la protagonista del bunga-bunga finita in Consiglio regionale perché inserita nel listino bloccato di Formigoni.
Osservate le foto: al centro c’è l’ex igienista dentale:
http://milano.corriere.it/gallery/milano/07-2012/minetti_regione/01/minetti-regione-le-dimissioni-richieste_d5746c38-cfea-11e1-85ae-0ea2d62d9e6c.shtml#8
Finisce nel mirino dei fotografi chiunque si avvicini all’ex amica del Cavaliere che, ora si è appreso, sarebbe stata catapultata in Consiglio su raccomandazione di Don Verzè (pace all’anima sua, davvero).
Prima si diceva l’avesse indicata Silvio in persona. Ma adesso, in questa Forza Italia 2.0, si riscrive il passato come in 1984.
Ora tutti fanno a gara a chiederne le dimissioni.
Quando iniziai a seguire la vicenda Minetti ricordo che solo due persone indicavano quanto fosse inopportuna la presenza della ragazza di Colorado Café nel listino: Sara Giudice (https://andreariscassi.wordpress.com/2011/01/23/sara-giudice-lanti-minetti-non-molla/) e Roberto Jonghi Lavarini (https://andreariscassi.wordpress.com/2010/02/28/la-figa-nel-listino/).
Ora è quello che nel basket si chiama “Garbage Time”, tempo spazzatura, quello che separa il poco che rimane dalla fine di una partita.
Con un risultato già acquisito.
Ad maiora.
Day: 17 luglio 2012
I giornali russi nel mirino di Putin
Continua la politica repressiva del regime putiniano, sempre più tirannide personale del presidente dopo la sua terza rielezione. Cui hanno pera prima volta fatto seguito oceaniche manifestazioni di protesta.
Dopo la legge che di fatto impedisce alle Ong di ricevere finanziamenti dall’estero, è la volta dei giornali.
Alla Duma è stata proposta una misura che parifica gli organi di informazione che ricevono soldi dall’estero ad “agenti stranieri”:
http://russia-ic.com/news/show/14364/?mobify=0#.UAVdiYlhic0
I nemici sono dappertutto, dice d’altronde la vignetta.
Che a noi italiani non può che ricordare la mussoliniana: taci, il nemico ti ascolta…
Ad maiora
Istanbul non è una città per pedoni
Istanbul non è davvero una città per pedoni. Malgrado i quasi due milioni e mezzo di visitatori che arrivano qui da ogni parte del mondo, qui a farla da padrone è il traffico. Un traffico nervoso e rumoroso dove si suona il clacson come affermazione di sé.
Mi ha ricordato, anche se con dimensioni differenti, Tirana.
Il caos e le lunghe code mi hanno invece riportato alla mente Mosca: le grandi città divise da ponti hanno infatti evidenti problemi logistici.
Per un turista andare in macchina a Istanbul è un vero azzardo.
Ma i problemi non mancano anche per chi circola a piedi.
Se ci si allontana solo di qualche metro dalla zona compresa tra l’Ippodromo e il Gran Bazar, camminare non è semplice: i marciapiedi sono piccoli e spesso invasi dalle macchine e per ogni attraversamento stradale conviene affidarsi a qualche santo protettore.
Ad maiora.


