Month: luglio 2012

Guerra in Siria: Ankara ora teme i curdi

Dalla lettura dei giornali turchi, direi che attualmente, rispetto alla guerra civile in Siria, la principale preoccupazione di Ankara sia non tanto l’arrivo di rifugiati, quanto un risveglio dei curdi.
La chiusura della frontiera turco-siriana viene infatti motivata dal fatto che il Pkk avrebbe preso il controllo delle aree di confine in territorio siriano.
Quando una decina di anni fa andai nei territori curdi dell’Iraq in effetti, ci arrivai passando dalla Siria. L’attraversamento del fiume Tigri (confine naturale tra i due paesi) era già allora sotto il controllo dei curdi.
Ad maiora

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Ataturk e bandiera rossa

Sono due elementi centrali del panorama turco. Il fondatore dalla Turchia moderna e la bandiera che qui chiamano Ay Yildiz, luna e stella.
Si vedono ovunque.
Anche nei bar dove si continuano a servire alcolici.
Un ragazzo, Mehmet, mi ha confessato che il suo ramadan consiste nel non bere alcolici.
Ad maiora

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Fine digiuno a Istanbul

Se passate per la capitale turca durante il Ramadan (o Ramazan, come lo chiamano qui) andate all’Ippodromo.
Come un rito collettivo, al tramontare del sole, tutti assieme bevono, mangiano e festeggiano:


Ad maiora

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Parlando di Schettino a Bodrum

Su una imbarcazione (molto meno affollata di quella che vedete nella foto) che fa tappa in alcune delle isolette (turche) che circondano Bodrum.
Vale la pena vederle.
Ma, c’è un ma.
Quando il capitano, Mehmet, scopre che siamo italiani, la prima cosa che chiede è di Schettino…
Ride amaramente, chiede come abbia fatto a incagliarsi e domanda se e quando rimuoveranno la carcassa della Costa. Sorrido a denti stetti e credo di fare il punto della situazione (compreso il mancato recupero di due corpi).
Una volta ci chiedevano della mafia o del calcio. Poi per anni ci hanno poi domandato delle avventure “sentimentali” di Berlusconi.
Ora invece siamo noti per l’inchino di Schettino.
Turisti italiani qui, comunque, solo una sparuta presenza. Purtroppo.
Ad maiora.

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Monti a Mosca. Per rinsaldare i legami con la Russia di Putin III

Come pensavamo, come dicevamo.
Cambiano i governi, ma rimane stabile l’amicizia tra Italia e Russia. E chi se ne frega che quest’ultima imprigiona, con fine pena praticamente mai, Khodorkovskij, o tre ragazze “colpevoli” di un concerto contro Putin nella Chiesa del Cristo Salvatore.
E chi se ne frega se la Russia di Putin III paragona le ong che ricevono finanziamenti stranieri ad agenti dei servizi stranieri.
E chi se ne frega che la Russia di Putin III riduca ulteriormente il diritto delle opposizioni a manifestare e dei cittadini russi di navigare liberamente in rete.
L’importante è fare affari.
Andare a riverire un Patriarca Kiril sempre più amico del regime (e magari chiedergli che ore siano, visto l’amore per gli orologi).
L’importante è dire scempiaggini come quello di invitare i turisti ad andare a Ravenna (città consigliatissima, peraltro) perché ponte tra Oriente e Occidente “proprio come quello che Putin e Mevedev vogliono costruire”. Quando sento parlare di “ponti” mi viene in mente solo Alex Langer. Quelli erano ponti, non certo quelli dei Batman e Robin che guidano la Russia.
Tutto cambia, ma tutto resta come è.
Perché la politica estera, da anni, è stata appaltata all’Eni (non a caso complice nell’esproprio ai danni di Yukos).
E basta leggere le frasi entusiastiche di Scaroni per rendersene conto: http://www.agienergia.it/NewsML.aspx?idd=118511&id=67&ante=0
Ad maiora.

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