Giustamente l’altro (noto) prigioniero politico russo, Mikhail Khodorkovskij si schiera a fianco delle Pussy Riot, il gruppo punk rock che la tirannia putiniana tiene in carcerazione preventiva da mesi (e per mesi) per aver cantato e ballato nella Chiesa del Cristo Redentore di Mosca.
L’ex proprietario della Yukos (sulle cui spoglie banchettarono anche due aziende pubbliche italiane: Eni ed Enel) paragona il processo alle tre ragazze all’Inquisizione:
http://www.tmnews.it/web/sezioni/nuovaeuropa/PN_20120806_00174_NE.shtml
Invece di bruciarle sulla piazza (rossa) probabilmente le rinchiuderanno in cella, buttando poi la chiave.
Le tra ragazze (che vengono trattate, esattamente come accade per Khodorkovskij, alla stregua di terroriste) hanno chiesto di essere giudicate da altri giudici:
http://www.lapresse.it/mondo/europa/russia-pussy-riot-giudice-di-parte-con-loro-khodorkovsky-e-madonna-1.199706
Temo che il risultato non cambierà, visto che le sentenze vengono decise al Cremlino, o per compiacere il Cremlino.
In ogni caso, ripubblico l’appello per la loro liberazione lanciato da Amnesty:
http://www.amnesty.it/russia-pussy-riot-processo
Firmatelo.
Ad maiora
Vladimir Putin
Putin a Londra. Inseguito dal fantasma di Litvinenko
Bandito Lukashenko, Londra ha invece accolto a braccia aperte l’ex spia del KGB che guida la Russia.
In Inghilterra, l’uomo forte della Federazione, mancava da nove anni. Da quando un suo ex collega, l’ex spia del KGB Aleksandr Litvinenko fu eliminato proprio nella capitale inglese col Polonio. Litvinenko, che era rifugiato a Londra ed era diventato cittadino inglese, prima di essere ucciso, aveva accusato Putin di essere il mandante dell’omicidio della Politkovskaja:
http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=322&ID_articolo=296&ID_sezione=713
Putin (che ha una passione per le atlete) ha assistito insieme a Cameron alla vittoria russa nel judo:
http://adnkronos.com/IGN/News/Sport/Londra-2012-Cameron-e-Putin-insieme-a-finale-judo-russo-vince-oro_313564685925.html
Niente da fare invece per il fioretto femminile a squadra dove in finale l’Italia ha battuto la Russia (grandi!!!!).
Il corpo di Litvinenko (seppellito nel cimitero inglese di Highgate, lo stesso di Karl Marx) continua a emettere radiazioni. È rinchiuso in una bara speciale. Aveva 43 anni:
http://archiviostorico.corriere.it/2006/dicembre/08/Litvinenko_funerale_islamico_Sepolto_nel_co_9_061208135.shtml
Buone Olimpiade, Mr.Putin.
Ad maiora
Monti a Mosca. Per rinsaldare i legami con la Russia di Putin III
Come pensavamo, come dicevamo.
Cambiano i governi, ma rimane stabile l’amicizia tra Italia e Russia. E chi se ne frega che quest’ultima imprigiona, con fine pena praticamente mai, Khodorkovskij, o tre ragazze “colpevoli” di un concerto contro Putin nella Chiesa del Cristo Salvatore.
E chi se ne frega se la Russia di Putin III paragona le ong che ricevono finanziamenti stranieri ad agenti dei servizi stranieri.
E chi se ne frega che la Russia di Putin III riduca ulteriormente il diritto delle opposizioni a manifestare e dei cittadini russi di navigare liberamente in rete.
L’importante è fare affari.
Andare a riverire un Patriarca Kiril sempre più amico del regime (e magari chiedergli che ore siano, visto l’amore per gli orologi).
L’importante è dire scempiaggini come quello di invitare i turisti ad andare a Ravenna (città consigliatissima, peraltro) perché ponte tra Oriente e Occidente “proprio come quello che Putin e Mevedev vogliono costruire”. Quando sento parlare di “ponti” mi viene in mente solo Alex Langer. Quelli erano ponti, non certo quelli dei Batman e Robin che guidano la Russia.
Tutto cambia, ma tutto resta come è.
Perché la politica estera, da anni, è stata appaltata all’Eni (non a caso complice nell’esproprio ai danni di Yukos).
E basta leggere le frasi entusiastiche di Scaroni per rendersene conto: http://www.agienergia.it/NewsML.aspx?idd=118511&id=67&ante=0
Ad maiora.
Erdogan da Putin (senza Berlusconi)
Mentre i quotidiani italiani si dilettano a contare i followers di Grillo, quelli turchi continuano a concentrarsi sulla visita del loro primo ministro a Mosca.
Da quel poco che sono riuscito a leggere, ignorata invece nel Bel Paese.
Eppure la Turchia è un elemento fondamentale nello scacchiere del Mediterraneo, soprattutto ora che riceve migliaia di profughi dalla Siria.
Di Siria hanno discusso Putin e Erdogan ieri. Pur rimanendo su posizioni distanti.
Qualche tempo fa i due, quando stavano per firmare l’accordo per il passaggio in territorio turco del gasdotto South Stream si trovarono al tavolo anche Berlusconi, che si vantò di aver avuto un ruolo centrale nel patto:
http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/economia/eni-gas/turchia-berlusconi/turchia-berlusconi.html
Il gasdotto, nato da una joint venture tra Gazprom ed ENI, ha visto negli ultimi tempi la compagnia statale italiana fare ampi passi indietro; con la crisi è infatti diminuito pesantemente il consumo di gas in Italia. E per diventare l’hub del gas avremmo bisogno di strutture, costose e impattanti in un territorio ad alta densità umana come il nostro.
Ad maiora.
I giornali russi nel mirino di Putin
Continua la politica repressiva del regime putiniano, sempre più tirannide personale del presidente dopo la sua terza rielezione. Cui hanno pera prima volta fatto seguito oceaniche manifestazioni di protesta.
Dopo la legge che di fatto impedisce alle Ong di ricevere finanziamenti dall’estero, è la volta dei giornali.
Alla Duma è stata proposta una misura che parifica gli organi di informazione che ricevono soldi dall’estero ad “agenti stranieri”:
http://russia-ic.com/news/show/14364/?mobify=0#.UAVdiYlhic0
I nemici sono dappertutto, dice d’altronde la vignetta.
Che a noi italiani non può che ricordare la mussoliniana: taci, il nemico ti ascolta…
Ad maiora





