Russia

#presidenzialiRussia Facebook riempirà ancora le piazze

“Oggi come oggi, se un ragazzo dice di votare per Putin, almeno qui a Mosca, è difficile che una giovane gli dia il suo numero di telefono”.
Suonano come pietra tombale per il putinismo le parole di Filip Dziadko, giornalista di “Bolshoj gorod”.
È uno dei nuovi volti della “rivoluzione democratica russa”.
Le urne sono ormai aperte ma qui si pensa ormai solo al dopo-Putin.
“Fino a qualche settimana fa c’erano molte persone insoddisfatte della vita politica russa, molto scettiche verso il governo. Depresse. Ma non consideravano interessante partecipare a manifestazioni. Erano persone che, da lettori del nostro giornale, sapevano della Politkovskaja, di Khodorkovsky e di come funziona il sistema giudiziario in Russia.
Quelle stesse persone ora scendono in piazza.
In questi dodici anni il potere l’hanno avuto Putin e Medvedv. Ora ce l’hanno i manifestanti. Che non si informano più guardando le stupidaggini in tv, ma che navigano su internet.
Ora molti hanno finalmente capito che i cambiamenti dipendono da ciascuno di noi.
Non sto parlando di tutta la società e nemmeno di tutta Mosca. Ma di un grande numero di attivisti. Che all’improvviso hanno detto: basta”.
Il giovane giornalista ci spiega anche come la rete abbia impattato sulle manifestazioni: “Quando si va a chiedere l’autorizzazione per una piazza, si stampa l’elenco di quanti, su Facebook, hanno annunciato che parteciperanno. Decine di migliaia di persone. Così sono state assegnate piazze grandissime. Che sono state riempite. Per questo Putin ha paura di internet. Ma non può fermarlo”.
Dziadko conclude: “Le presidenziali non sono oneste. Dal 5 marzo si ricomincia con le manifestazioni”.
Ad maiora

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AnnaViva incontra i genitori di Khodorkovskij: liberatelo!

AnnaViva nel suo viaggio di turismo responsabile a Mosca ha incontrato i genitori di Mikhail Khodorkovskij, l’ex oligarca che si dice rimarrà in carcere fino a quando Putin resterà al potere.
Si occupa della Russia, dice alla fine la madre.
Sentiteli. Per capire come il regime si accanisca sugli “oppositori”.
Le vessazioni cui è sottoposto il detenuto “politico” Khodorkovskij, sono davvero surreali.
Sentite in questo video:

Le elezioni di domani hanno sullo sfondo la condizione di Khodorkovskij che molti considerano sia in carcere principalmente per volere di Vladimir Putin.
Dalla sua cella, l’ex oligarca ha scritto a chi in questi giorni manifesta e vota:
http://www.tmnews.it/web/sezioni/nuovaeuropa/PN_20120229_00644_NE.shtml

Restate uniti, l’invito:
http://notizie.virgilio.it/notizie/esteri/2012/02_febbraio/29/russia_khodorkovsky_a_opposizione_no_a_tentazioni_estremiste-2,33843425.html

Ad maiora

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#presidenzialiRussia La rivoluzione grazie al wifi?

Perché è scoppiata la “rivoluzione democratica” a Mosca?
Ognuno degli interlocutori che abbiamo incontrato nel corso del viaggio di turismo responsabile di Annaviva ha fornito la sua risposta: gente stufa, stagnazione etc.
Io ho avuto una sensazione netta osservando ragazzi e ragazze incollate ai computer, telefonini e Ipad nei locali di tutta Mosca.
Qui ovunque c’è il wifi gratis e senza limiti. Fuori fa freddo e la vita passa dagli appartamenti al metrò (dove si rvedono più Ipad che a Milano) fino ai locali, ristoranti ma soprattutto bar.
Qui i ragazzi chiacchierano (amoreggiano) e chattano allo stesso tempo. Scoprono quelle informazioni che per 12 anni sono stati nascoste dalle tv del regime.
La rete ha polverizzato tutto questo.
Facebook ha dato il la alla organizzazione della protesta. E Navalnij ne ha offerto i contenuti critici.
Difficile per il regime ora fermare tutto questo.
Con internet le aziende russe fanno affari. Mettere dei filtri, in tempo di crisi, potrebbe esser devastante e inutile.
Domani si vota.
Ma da lunedì sarà di nuovo la rete a dettare i tempi della politica russa. Una novità assoluta.
Ad maiora

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#presidenzialiRussia giovani “oppositori” (in felpa€

Giovani con magliette e felpa. È questa la nuova Russia che sta sfidando, dopo 12 anni, il regime putiniano.
Nativi digitali, da che sono entrati in società, non hanno mai visto – al potere – altro che Putin e i suoi collaboratori.
E ora hanno detto basta.
Il vicedirettore della Novaja Gazeta, Vitali Yaroshevky, dice che nessuno si sarebbe aspettato quelle manifestazioni di massa che hanno preceduto l’importante tornata elettorale di domani. Ma oggi alla conferenza stampa della Novaja, quattro di questi nuovi russi si sono materializzati. Giovani, attivi su internet, e domani faranno tutti gli osservatori indipendenti ai seggi.
Come in altre conferenze stampa del “movimento civile”, si notano, da una parte e dall’altra del tavolo, giovani donne.
Il look è decisamente occidentale, quindi senza golf o giacche.
E, sperano, addio anche a Putin.
Ad maiora

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#presidenzialiRussia Osservatori denunciano pressioni dell’Fsb

“L’Fsb ci osserva, ci segue e arresta alcuni di noi”.
Così nella conferenza stampa di alcuni rappresentanti degli osservatori elettorali indipendenti nella redazione della Novaja Gazeta.
Accusano i servizi segreti di aver avviato azioni di pressione indebita su quell’esercito non-violento che si è messo in moto.
È una delle novità della “rivoluzione democratica russa” partita a dicembre: la denuncia dei brogli elettorali. Seguita dalla richiesta di annullare i risultati.
Richiesta respinta al mittente (salvo inserire telecamere nei seggi domani, ma chi non ama Putin pensa che le cassette coi brogli magari spariranno).
L’opposizione (che non si chiama così, ma è un movimento democratico civile) ha allora escogitato una strategia alternativa: preparare – con corsi e seminari ad hoc – decine di osservatori, centinaia di osservatori, migliaia di osservatori, centinaia di migliaia di osservatori.
E così è stato. Gli osservatori indipendenti saranno la vera novità del voto di domani.
Ovviamente il regime sta cercando di contrastare questo movimento democratico.
Questa almeno la denuncia di quattro rappresentanti degli osservatori che hanno elencato la serie di pressioni che l’Fsb sta esercitando (fin dai corsi di preparazione).
Macchine sotto casa, osservatori seguiti, altri interrogati.
Il caso più grave riguarda un ventenne, Iuri Suetin, arrestato di ritorno da un viaggio in Ucraina. Non sarà ai seggi domani. Soffre di asma e temono per la sua vita.
Gli osservatori chiedono all’Fsb di liberarlo e di interrompere immediatamente le pressioni. È un modo, anche questo dei cosiddetti “attivisti civili”, di fare pressione.
Ad maiora

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