Putin ha vinto le elezioni. Come sempre.
Ma qualcosa in Russia è cambiato.
In migliaia scendono in piazza per contestare brogli e un sistema di potere verticistico e corrotto. I tromboni (anche italiani, sempre attenti alla realpolitik) dicevano: è un movimento che interessa solo Mosca.
E ora, per smentire ogni luogo comune, la rivolta pacifica (un po’ rivoluzione arancione, un po’ primavera araba) si è spostata ad Astrakhan, 1300 chilometri a sud della capitale.
Il tutto grazie a internet e ai coraggiosi blogger e attivisti che hanno lanciato la mobilitazione per liberarsi di Putin e del suo clan.
AnnaViva ha seguito a Mosca le ultime due tornate elettorali e a breve sarà in Russia per la giornata anti-putiniana convocata per il 6 maggio, un giorno prima del ritorno di VV al Cremlino.
Su questo ci confronteremo in un aperitivo post-elettorale al Pasto di Varsavia di Genova ( via San Donato 13), giovedì 19 aprile alle 18.30.
Vi aspettiamo.
Ad maiora
Russia
Ad Astrakhan la rivolta continua
I giornali italiani continuano a ignorare quel che succede ad Astrakhan.
Nella capitale del caviale si concentra da qualche giorno l’opposizione al putinismo.
Con meccanismi da rivoluzione arancione per contestare le elezioni comunali sono comparse le tende in piazza: http://www.csmonitor.com/World/Europe/2012/0412/After-election-setback-anti-Putin-opposition-takes-struggle-to-the-provinces
Qui si sono concentrati gli oppositori da tutte le Russie:
http://www.themoscowtimes.com/news/article/astrakhan-electrifies-the-opposition/456439.html
“Le persone sentono che ogni cambiamento è possibile”, dice Oleg Shein, candidato sconfitto che fa lo sciopero della fame da un mese:
Ad maiora
Putin saluta la Duma. Ci tornerà a breve. Da presidente
Nella mia ingenuità pensavo di leggere qualche notizia sui quotidiani odierni sull’ultimo intervento di Vladimir Putin alla Duma ieri, nella sua veste da Primo ministro.
Forse sarà distratto, ma ne ho trovato traccia solo sull’Eco di Bergamo.
Qui di seguito trovate dunque il link (e il video) con le parole dell’uomo forte della Russia:
http://www.rferl.org/content/putin_address_to_parliament/24544137.html
Da notare che, dopo una gelida risposta di Putin in merito al candidato delle amministrative che per protesta sta facendo lo sciopero della fame ad Astrakhan, i deputati di Russia Giusta hanno abbandonato l’aula.
Non era mai successo nei dodici anni, quasi incontrastati, di putinismo.
Fuori dai Palazzi intanto Udaltsov, Navalny e gli altri leader della protesta proseguono la mobiltazione.
Putin si insedierà il 7 maggio. Ma, malgrado la primavera, non saranno tutto rose e fiori.
Ad maiora.
Prima del Cristo Salvatore. Il concerto delle Pussy Riot sul tetto del carcere
Sono diventate famose per il concerto anti-putiniano nella Chiesa di Cristo Salvatore a Mosca (per il quale rischiano 7 anni di carcere).
Ma il gruppo punk-rock-femminista delle Pussy Riot a Mosca era già ben noto.
Qui un altro concerto non autorizzato sul tetto del carcere moscovita dove erano reclusi Navalny e gli altri oppositori che denunciavano i brogli alle elezioni di dicembre:
Ad maiora
Free Pussy Riot, continua la mobilitazione
Dopo l’intervento di Amnesty international a loro favore, prosegue il dibattito sul gruppo punk rock russo delle Pussy Riot, attualmente in cella. Rischiano sette anni di carcere per il concerto anti-putiniano (ovviamente non autorizzato) nella chiesa di Cristo Salvatore a Mosca.
Qui un video che ricostruisce l’accaduto:
Guarda questo video su YouTube:
Qui invece un video tributo su una delle ragazze in cella, Nadezhda Tolokonnikova:
Questa infine una manifestazione in loro favore a Cracovia, Polonia:
Ad maiora


