Non mi ricordo più la sua voce.
La Sla gliela aveva portata via da così tanto tempo.
Soffriva in silenzio.
Come i pesci.
Quando al raduno degli Alpini a Bergamo, nel 2010, si era messo a piangere non avevo capito il perché.
Lui sapeva invece che era l’inizio della fine.
Mi chiese di poter intervistare lui gli alpini di Aosta, dove sfilavano alcuni suoi amici, alcuni suoi ex commilitoni.
Poi, piano piano, ha perso la voce, ha smesso di camminare per i corridoi della Rai.
Ieri però era al tavolo della riunione di redazione.
Faceva una fatica assurda anche solo a scrivere il sommario. L’Ipad a volte parlava anche per lui.
Ma in un mondo sempre più veloce, è difficile stare al passo quando si è malati.
La nostra redazione, e di ciò va ringraziata la Rai (perché altrove l’avrebbero esodato dopo un minuto), ha vissuto per più di un anno con un capo il cui corpo andava ogni giorno spegnendosi.
Ora mi appresto ad andare in riunione di redazione.
La più difficile della mia vita.
Ad maiora
I funerali si svolgeranno domani 8 novembre alle 11 nella Chiesa di Santa Croce in via Sidoli.
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Ps. Per le condoglianze l’indirizzo è via Sismondi 6, 20133 MIlano. 



