Comunicazioni

Riflessioni random sulla comunicazione. Radio televisiva e no.

Le labbra delle donne e il miracolo (pubblicitario) del gelato che risorge

Molte delle pubblicità su gelati e ghiccioli sono, da anni, a sfondo sessuale.

L’ultimo spot del nuovo Magnum Infinity in questo senso è fin troppo evidente.

Anche nella sua unidirezionalità.

Sono infatti solo donne (giovani e belle) che addentano il gelato (ottenuto dopo che lui, belloccio, ha originariamente detto no, convinto – presto –  da uno sbattere di ciglia).

Anzi, si diffonde il tam tam e lasciano tutto (fidanzato o lavoro) per correre ad assaggiarlo.

Ed essendo “infinity” le labbra delle ragazze riescono nel miracolo di far tornare più volte il gelato allo stato iniziale. Bravissime.

Poi a un certo punto, malgrado gli sforzi, anche il gelato più resistente cede.

Questo lo spot:

http://youtu.be/zMJLPJu2Dp4

Dopo il corpo delle donne, le labbra delle donne.

Avanti così.

Ad maiora

#terremoto. La scossa di twitter

È stato il gatto a svegliarmi, non un tweet.
Inizialmente non ho capito perché.
Erano le 4 del mattino e non c’era il temporale.
Ho aperto l’Ipad e letto del terremoto su Facebook. Lì, più che informazioni si offrono sensazioni.
E allora mi sono spostato su twitter.
Qui un fiume di tweet. Ricchi e aggiornati.
La tv a quell’ora dormiva, salvo i colleghi di Rainews e della Tgr dell’Emilia Romagna.
Degli altri canali “all news” sul DTT ho già parlato.
Twitter mi ha aggiornato passo passo sui morti, con le foto dei crolli, con gli aggiornamenti dell’epicentro e degli interventi della protezione civile.
Ma dopo qualche ora l’onda #terremoto su twitter ha cominciato a essere auto-compiacente. E meno male che c’è twitter, grazie a twitter, gli altri mezzi di informazione latitano, etc.
Rainews e siti dei grandi giornali a parte è stato così.
Ma twitter ha decine di migliaia di “giornalisti” potenziali sul campo. Dislocati ovunque succeda qualcosa. Dotati di telefonini che fotografano e riprendono. E postano in tempo reale.
Ovvio che batta tutti gli altri.
Ciò che è fastidioso è farsi i complimenti gli uni con gli altri mentre ci sono dei morti.
Era già successo anni fa a un direttore di un tg che esaltava gli ascolti ottenuti sull’onda di un tragico evento.
Giusto dare le notizie. Anche quelle brutte. Ma evitiamo la ola, mentre c’è chi piange delle vittime.
Ad maiora

20120520-085715.jpg

Tgcom, 24 in che senso?

Nel lanciare il nuovo canale all news di Mediaset avevano detto: di notte va in onda il rullo, ma siamo pronti in redazione per fatti accaduti nella notte.
Nella notte, alle 4, una scossa di terremoto ha colpito l’Emilia Romagna.
A distanza di più di due ore, Tgcom24 manda invece in onda il tg di mezzanotte.
Dormono tutti?
No, hanno (ben) aggiornato il sito:
http://mobile.tgcom24.it/cronaca/articoli/1046638/forte-scossa-terremoto-nel-modenese-avvertita-anche-a-bologna-e-milano-e-nel-veneto.shtml

L’unico canale free che ha seguito passo passo quel che accadeva è stato Rainews.
Nella nuova denominazione non è più “24”.
Ma il senso non è cambiato.
Ps. Molto più aggiornato, a partire dalle 6, il rullo del Tg5.
Ps2. Ore 6.45: iniziano le trasmissioni di Tgcom “24”.
Ad maiora

20120520-062322.jpg

Fare informazione in tv. Mentana a Brindisi

Il direttore de La7 è unico.
Va fisicamente a Brindisi a raccontare quel che succede.
Ad maiora.

20120519-203001.jpg

Come Facebook cementa l’opposizione russa

Alla Marcia dei milioni non mi sono stupito di vedere (e fotografare) bandiere che inneggiavano al social network.

Gran parte del successo delle manifestazioni delle opposizioni russe, da dicembre in poi, è iniziato proprio grazie a Twitter e a Facebook. Ma soprattutto per quest’ultimo.

Nel chiedere l’autorizzazione per le manifestazioni, i leader dell’opposizione hanno iniziato a portare alle autorità l’elenco di quanti, sul social network ora quotato in borsa, avevano preannunciato la propria presenza alla manifestazione. Mettendoci il nome e cognome e la faccia.

La piazza per i cortei era quindi parametrata al numero dei “parteciperò”. A differenza da quel che avviene in Italia, lì chi clicca poi partecipa.

Per quello, come scrive Radio Free Europe, in Russia Facebook ora “mi piace”:

http://www.rferl.org/content/russian-opposition-likes-facebook/24585388.html

Ad maiora