Anna Politkovskaja

Libertà di stampa. In Russia, ma non solo.

#presidenzialiRussia Osservatori denunciano pressioni dell’Fsb

“L’Fsb ci osserva, ci segue e arresta alcuni di noi”.
Così nella conferenza stampa di alcuni rappresentanti degli osservatori elettorali indipendenti nella redazione della Novaja Gazeta.
Accusano i servizi segreti di aver avviato azioni di pressione indebita su quell’esercito non-violento che si è messo in moto.
È una delle novità della “rivoluzione democratica russa” partita a dicembre: la denuncia dei brogli elettorali. Seguita dalla richiesta di annullare i risultati.
Richiesta respinta al mittente (salvo inserire telecamere nei seggi domani, ma chi non ama Putin pensa che le cassette coi brogli magari spariranno).
L’opposizione (che non si chiama così, ma è un movimento democratico civile) ha allora escogitato una strategia alternativa: preparare – con corsi e seminari ad hoc – decine di osservatori, centinaia di osservatori, migliaia di osservatori, centinaia di migliaia di osservatori.
E così è stato. Gli osservatori indipendenti saranno la vera novità del voto di domani.
Ovviamente il regime sta cercando di contrastare questo movimento democratico.
Questa almeno la denuncia di quattro rappresentanti degli osservatori che hanno elencato la serie di pressioni che l’Fsb sta esercitando (fin dai corsi di preparazione).
Macchine sotto casa, osservatori seguiti, altri interrogati.
Il caso più grave riguarda un ventenne, Iuri Suetin, arrestato di ritorno da un viaggio in Ucraina. Non sarà ai seggi domani. Soffre di asma e temono per la sua vita.
Gli osservatori chiedono all’Fsb di liberarlo e di interrompere immediatamente le pressioni. È un modo, anche questo dei cosiddetti “attivisti civili”, di fare pressione.
Ad maiora

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#presidenzialiRussia a cena con gli oppositori

Che poi l’oppositore era uno solo. E non vuole nemmeno farsi chiamare così.
L’opposizione non è opposizione. È un movimento civile, spiega infatti Boris Dolgin che cura il sito polit.ru.
Gli chiedo cosa succederà dopo la vittoria domenicale di Putin e lui mi risponde che la vittoria non è del tutto scontata: 90 su 100. Ma è ottimista.
Quel che cambia spiega, poi (ma sto brutalmente sintetizzando) è che Putin non ha più quel gruppo sociale granitico che in questi anni l’ha sostenuto.
Parti di quelle elites dice Boris, sono passate all’opposizione (ma non si chiama così). Parte è rimasta con Putin, ma dialoga con la piazza.
Una piazza che, mi spiega Pietro Marcenaro, senatore Pd, qui a fare l’osservatore elettorale, esprime richieste basilari (pre-politiche): dignità e rispetto. Difficili da confutare. Da contrastare.
Il giocattolo putiniano si è rotto quando, dopo 12 anni di guida del paese, Putin e Medvedev hanno annunciato che si sarebbero scambiati gli incarichi.
La gente (soprattutto quella più giovane) si è sentita defraudata del diritto di scelta.
E così ora, ovunque, compaiono (almeno qui a Mosca) simboli di insofferenza verso Putin.
Che, per spiegarla calcisticamente, domenica rischia di vincere senza convincere.
Annaviva sarà qui per capire quel che accade.
Ad maiora.

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#turismoresponsabile Annaviva nell’orfanotrofio di Khodorkovsky

Quando una grande delegazione di Confindustria andò a Mosca mandammo una lettera ricordando come, da queste parti, la libertà di impresa è garantita solo se affine al partito al potere. Ricordando il caso di Mikhail Khodorkovsky, imprenditore, da anni nelle celle russe, ufficialmente per frode. In realtà perché non ha piegato la testa davanti a Putin.
Venimmo ignorati. Gli affari sono affari.
Annaviva ha deciso, in questo viaggio moscovita di turismo responsabile, di andare a trovare i genitori dell’ex oligarca. Che non sono due pensionati qualsiasi.
Su mandato del figlio gestiscono infatti un orfanotrofio fuori Mosca. Secondo i progetti dell’imprenditore il posto avrebbe dovuto accogliere 1000 bambini. Il suo arresto ha limitato a meno di duecento il bacino.
Yukos, la società di Khodorkovsky, è stata fagocitata dal regime russo. Al banchetto hanno partecipato anche Enel ed Eni. Peccato perché la figura di questo magnate ricorda quella di Mattei.
Questa attenzione al sociale mi ha fatto venire in mente un liberale come Adriano Olivetti.
In questi due video, la mamma di Khodorkovsky spiega come è nato l’orfanotrofio (che qui chiamano liceo) e il direttore spiega quali e quanti bimbi ospita.

Annaviva continuerà a mobilitarsi per la liberazione di Mikhail Khodorkovsky, prigioniero politico della Russia di Putin.
Ad maiora

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#presidenzialiRusse Putin Simpson

Mentre comincio a montare quanto Annaviva ha testimoniato a Mosca, mi arriva dall’amica Sara la segnalazione di questo video (lei dice triste, ma a me pare semplicemente crudo) nel quale si ripercorrono in due minuti le avventure di dodici anni di putinismo. A mo’ di cartone animato.

Ad maiora

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#presidenzialiRussia piccola nota a margine delle foto

Mentre postavo le foto degli adesivi contro Putin stavo spiegando – via Fb -a un’amica il mio stupore.
È la terza missione di turismo responsabile di Annaviva a Mosca. Le precedenti furono per il (mancato) cinquantesimo compleanno di Anna Politkovksaja e per le elezioni dello scorso dicembre (con Russia unita senza maggioranza assoluta).
Francamente non ho mai visto tanti adesivi e slogan contro l’uomo forte della Russia.
Qualcuno li appiccica quegli adesivi e nessuno li stacca.
Si ride come ai tempi dell’Urss. Ora, invece che in cucina, sui muri della città.
Poi una foto, un tweet e il gioco è fatto, la valanga è partita.
Putin vincerà le elezioni. Ma ha una parte di popolazione non solo contro. Ma che ha il coraggio di sfidarlo apertamente.
E questa mi sembra già una rivoluzione.
Ad maiora

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