
Avevo già seguito una tesi su Piazza Fontana, ovviamente nei suoi aspetti mediatici, non giudiziari. Era dedicata a come era cambiata, grazie alla coscienza civile e alla tv, la percezione della strage del 12 dicembre.
Questa di Matteo Pedrazzini, in discussione alla Statale di Milano, affronta il delicato tema da un’altra prospettiva: quella dei quotidiani nei giorni immediatamente seguenti la bomba (comprendendo quindi anche la cosiddetta diciannovesima vittima, Pino Pinelli). Un’analisi lucida e originale che mostra le due facce del giornalismo nostrano che quella vicenda pose plasticamente sulla stessa scena: quelli disposti a bersi tutto ciò che dice il potere contro coloro che non si fidano, che verificano anche le notizie che sembrano scritte sulle Tavole della Legge.
Senza questi ultimi, Valpreda sarebbe forse morto in cella.
Ad maiora
Month: novembre 2013
Niente foto, siam leonesse
Vere star.
Ad maiora
“Una vera tragedia italiana”, come le tv hanno raccontato il caso Ilva di Taranto (tesi)

La tesi di Domenico D’Alessandro tratta un tema diventato di stretta attualità in questi giorni, grazie alla malaugurata telefonata (intercettata) del governatore pugliese a uno dei collaboratori di Riva. L’elaborato (in discussione oggi alla Statale) di Milano è stato scritto mesi fa, ma tratta anche l’episodio al centro della richiesta di dimissioni per Nichi Vendola (scena per la quale è difficile trovare spunti di ilarità).
La tesi “Una vera tragedia italiana: come le tv hanno raccontato l’Ilva di Taranto” non si occupa dell’inquinamento di Taranto, ma di come è stato riportato dalle tv sia locali (come quella del giovane cronista cui fu strappato il microfono perché chiedeva conto dei tumori) sia nazionali.
Alcune emittenti locali sono state forse troppo silenti, vittime anch’esse dell’odioso ricatto occupazionale (lavoro/morte).
Quelle nazionali, troppo assenti in generale. Salvo encomiabili eccezioni, come quella delle Iene, che ha dato di fatto il là all’inchiesta, ma anche di Malpelo e del Tg1 che con Tv7 ha martellato costantemente sul tema salute.
Una tesi accurata e ben scritta da uno studente di origini tarantine, capace dii indagare (anche grazie a una serie di originali interviste ai protagonisti dei media) su una pagina ancora aperta della nostra storia.
Ad maiora
Verso #staffettami 3

Quando: dalle 16
Quanto: 5,95 Km in 46′
Dove: Parco Sempione di Milano
Condizioni climatiche: 4 gradi, sole
Altri Runner incontrati: 12 (zero donne)
Quanti mi hanno superato: 0 (andavano tutti in senso opposto)
Quanti runner ho superato: 0
Cani di media-grande incontrati senza guinzaglio e fuori dalle aree loro dedicate: 6
Macchine nel perimetro del parco: 5 (due in movimento)
Camion nel parco: 0
Ripetute fatte: 3
Runner con cui sono uscito a correre: 1 (eravamo 2/4 della squadra di staffetta: una terza incontrata sulla strada del ritorno)
Macchine parcheggiate sulle strisce pedonali nel percorso stradale: 2
Giorni mancanti alla Maratona di Milano: 130
Ad maiora
Videopolitik: il potere dell’apparire (tesi)

Tesi interessante e originale quella di Vincenzo Di Riso che analizza il tema del corpo del capo e approfondisce la propaganda del regime putiniano. Rispetto a quella sovietica è altrettanto pervasiva ma certo più astuta, finendo per far credere agli elettori russi che la loro sia una libera scelta.
In realtà il martellamento mediatico lascia un uomo solo sulla scena, il presidente Putin, le cui campagne elettorali (o meglio quelle del suo partito Russia Unita) spesso accostano messaggi politici con richiami sessuali. Segnali tribali, di facile lettura, che uniscono il paese dietro l’unico leader. La tesi (Videopolitik: il potere dell’apparire) presentata in questi giorni alla Statale di Milano, analizza proprio questo tipo di propaganda televisiva.
Ad maiora