Month: ottobre 2012

#PussyRiot finaliste al Premio Sakharov 2012!

Il gruppo punk femminista delle  Pussy Riot, che ha tre dei suoi membri in carcere in Russia per la preghiera contro Putin nella Cattedrale del Cristo Salvatore è tra i tre finalisti del Premio Sakharov 2012.
Il premio viene assegnato ogni anno dal Parlamento Europeo per ricompensare personalità distintesi nella difesa dei diritti umani e della libertà d’espressione. la decisione e’ stata presa dagli eurodeputati delle commissioni Esteri e Sviluppo, che hanno inoltre candidato oppositori del

regime iraniano e di quello bielorusso.

Il processo d’appello contro le tre ragazze (condannate a due anni di lavori forzati) riprende domani.

Ad maiora

Il 19 ottobre vi aspettiamo a #Tavazzano.

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Passato l’anniversario del 7 ottobre, non si ferma l’attività di Annaviva per ricordare la giornalista Anna Politkovskaja, uccisa sei anni fa a Mosca davanti al portone di casa. Appuntamento il 19 ottobre al Teatro Nebiolo di Tavazzano (Lo) per una serie di letture, video e testimonianze da titolo Seme di libertà, serata in ricordo di Anna Politkovskaja.

All’incontro nel lodigiano, organizzato da Annaviva e dalla Commissione Cultura, interverranno Andrea Riscassi, giornalista RAI e autore del libro Anna è vivaAmedeo Nelli, direttore della rivista di poesia e filosofia Kamen, e gli studenti delle terze medie dell’Istituto Fellini. Lettere a cura di Luciano Pagetti.

“Seme di libertà, serata in ricordo di Anna Politkovskaja” fa parte della terza edizione dell’autunno culturale tavazzanese.


Ci vediamo venerdì prossimo a Tavazzano! Non mancate!!!

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Fascismo ferroviario

Avatar di annavivaANNAVIVA.org

Tutte le strade portano al ministero. Dal luglio del prossimo anno verrà creato uno speciale database di tutti i fruitori dei mezzi pubblici (aerei, su ruota e rotaia) che attraversano i confini della regione di appartenenza. Tutti i dati verranno poi passati al Ministero dell’interno e ai Servizi federaliper la sicurezza, e quei traghettatori che non forniranno le informazioni con la dovuta tempestività dovranno prendersi le proprie responsabilità.

Il testo dell’ordinanza del Ministero dei trasporti è stato pubblicato mercoledì nella Rossiskaja Gazeta. Ne viene fuori che i Servizi federali per la sicurezza e il Ministero dell’interno possono venire a conoscenza del percorso di ogni cittadino e trovare rapidamente il sospetto, almeno per la tutela dell’ordine pubblico. Secondo quanto scritto nella bozza informativa «Assistenza alla sicurezza nei trasporti. Teoria e pratica», il sistema verrà a costare quasi 2,8 miliardi di rubli del bilancio statale.

Come ha chiarito il…

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Ciao Anna. Buon compleanno Putin. Le opposizioni russe non festeggiano

Celebrazioni oggi in tutta la Russia per il 60esimo compleanno del presidente Vladimir Putin. L’ex Kgb l’avrebbe trascorso con la famiglia e gli amici, a San Pietroburgo.  

Chi non era alla festa avrà potuto festeggiare guardando alla tv di stato il documentario agiografico sulla vita del presidentissimo russo.

Nell’interessante filmato, Putin trova il tempo di appoggiare la condanna a tre anni di carcere per le Pussy Riot: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2012/10/07/60-anni-Puti-giusto-verdetto-Pussy-Riot_7591848.html 

L’opposizione ha organizzato una simil festa dietro il Cremlino, invitando il piccolo tiranno ad andare in pensione. Numerosi qui gli arresti, anche di blogger e sostenitori delle Pussy Riot con la balaclava.

Giornalisti e attivisti dei diritti umani si sono invece riuniti in piazza Puskin per ricordare il sesto anniversario dell’assassinio di Anna Politkovskaja.

Chissà se l’efficiente regime repressivo prima o poi si occuperà anche di questo caso.

E magari anche di quello di Natasha Estemirova. Sto ancora aspettando che Medvedev faccia arrestare gli assassini come annunciato (anzi, strombazzato) due estati fa.

Ciao Anna. RIP

Ad maiora

Valentino Valentini. L’uomo-ombra di Silvio a Mosca

Ieri è comparso tra i testimoni della difesa del processo sul Ruby Gate, ma è scivolato via come la pioggia sul vetro.

Eppure Valentino Valentini è un personaggio chiave dell’entourage berlusconiano.

Classe 1962, bolognese, Valentini è stato allevato in Publitalia, poi assunto come interprete al Parlamento europeo (ora è in aspettativa). Sulla via di Bruxelles trova Silvio Berlusconi che lo assume come proprio segretario personale.

La fedeltà paga e Valentini sbarca in Parlamento nel 2001. Non si registrano particolari attività d’aula. Mai un interpellanza o un intervento in assemblea.

La sua vera attività è mantenere la rete di rapporti tra Eni e Gazprom, tra Berlusconi e Putin. Anche il presidente russo lo ama, tanto da insignirlo dell’onorificenza dell’Ordine di Lomonosov. Ignote le motivazioni.

Valentini, sconosciuto ai più nel nostro paese, è invece monitorato dagli americani. Nei cablogrammi pubblicati da Wikileaks, l’allora ambasciatore americano Spogli lo descrive così: “Valentino Valentini, un membro del Parlamento e una sorta di uomo ombra che opera come uomo chiave di Berlusconi a Mosca, praticamente senza staff o segreteria. Valentini, che parla russo e va a Mosca diverse volte al mese, appare frequentemente al fianco di Berlusconi quando si incontra con gli altri leader. Che cosa faccia a Mosca durante le sue frequenti visite non è chiaro, ma si vociferi che curi gli interessi di Berlusconi in Russia”.

Valentini, che dà del tu a Putin, dopo le rivelazioni di Wikileaks, replica dal Kazakistan il 2 dicembre 2010 (dove si trova in visita con Berlusconi e Bonaiuti) a chi lo accusa di “frequenti viaggi a Mosca”: “Al di là di alcuni titoli maliziosi, basta leggere per intero i rapporti filtrati da Wikileaks per capire di cosa si tratti: chiacchiere di corridoio della politica. Sui rapporti con la Russia non c’è nulla di misterioso, come ho più volte avuto modo di argomentare direttamente all’ambasciatore Spogli durante numerose colazioni nella sua residenza di Villa Taverna”.

Scrive invece Stefano Feltri sul Fatto quotidiano del 3 dicembre 2010: “Quel che è chiaro è che questo deputato bolognese di 48 anni è considerato una specie di ministro degli Esteri ombra, qualifica che stava per essere formalizzata dopo le elezioni del 2008 quando Valentini era pronto per diventare sottosegretario alla Farnesina con delega all’Europa. Poi la cosa è saltata, perché il ministro avrebbe percepito la nomina di Valentini come un commissariamento di fatto da parte di Palazzo Chigi. Così Valentini ha conservato quello status informale di consigliere della Presidenza del Consiglio che gli permette di avere maggiore autonomia d’azione. Nessuno sa quante lingue parli, chi dice cinque, chi sette o otto. Adesso che il suo nome è finito sui giornali di tutto il mondo, per Valentini sarà un po’ più complesso muoversi con la discrezione a cui si era abituato negli ultimi anni”.

In realtà, anche ieri è scivolato via. Come un’ombra

Ad maiora