Month: ottobre 2012

Meno male che Putin c’è (cit)

Avatar di nomfupNomfup

Vladimir Putin si fa fare così gli auguri.

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L’ispettore di #Padova e il Marchese del Grillo

La poliziotta di Padova ha riassunto in poche parole decenni di prevaricazione di uno Stato che dovrebbe essere nato per difendere i cittadini.
“Io sono un ispettore, lei non è nessuno” è la versione moderna del Marchese del Grillo, dove la giustizia è amministrata in base al potere e alla forza: “io so io, e voi non siete un cazzo.
Noi continuiamo a non essere un cazzo, di fronte al potere e ai soprusi.
Continuiamo a non essere nessuno, come precisato dalla poliziotta. Ma siamo dotati di telefonino con telecamera e possiamo riprendere, per esempio, come si “ferma” un bambino.
Poco fa in radio ascoltavo delle polemiche sulla trasmissione del video (e si dovrebbe invece fare un monumento a Federica Sciarelli). Dove si dimentica che il problema è come l’hanno portato in comunità. Non l’immagine del suo fermo.
E ho sentito pure il ministro Cancellieri lanciare un appello ai genitori del piccolo perché smettano di litigare e pensino al bene del minore.
Dove al ministro non risulta chiaro che deve preoccuparsi di quel che fanno i suoi agenti (e ispettori) non dei genitori del bimbo.
Infine le scuse di Manganelli. Pelose in quanto tardive.
E poi, diciamolo, senza quel video della zia, sarebbero mai arrivate?
Se i parenti del cucciolo “arrestato” fossero andati in caserma o in questura a protestare, qualcuno avrebbe detto: noi siamo noi. E voi non siete un cazzo.
Dunque: que viva lo smartphone!
Ad maiora

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Alla faccia di chi dice che la tv non conta un cazzo

Avatar di PaoloO capitano! Mio capitano!...

In provincia di Padova un bambino di 10 anni trascinato via dalla sua scuola dai poliziotti. Un’ispettrice troppo zelante e l’esecuzione brutale degli ordini che pone molte domande e pretende dovute risposte.

In molti lo avranno visto durante la trasmissione “Chi l’ha visto” che ha mandato in onda un video dove si vede un bambino di 10 anni prelevato con la forza dai poliziotti e infilato nella volante mentre si trovava nella sua scuola a Cittadella, in provincia di Padova.
Un pericoloso mini-criminale? No. Era l’esecuzione dell’ordinanza di un giudice che aveva deciso di affidare il bambino ad una struttura protetta, sottraendolo ad entrambi i genitori. Nel corso della trasmissione è arrivata anche una testimonianza in diretta di una persona che aveva assistito alla scena confermando che il fatto è avvenuto sotto gli occhi di altri bambini della scuola, naturalmente sbigottiti.
La polizia è intervenuta di prima mattina, alle otto circa…

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#PussyRiot. Condanna confermata. Ma Katia è libera

Il tribunale di Mosca ha confermato la condanna di primo grado per le Pussy Riot, colpevoli di atto di teppismo aggravate dalla blasfemia.
2 anni di lavori forzati, ma una delle tre ragazze è stata rilasciata con la condizionale.
Sembra abbia ottenuto la libertà dissociandosi.
Durante l’udienza, una delle tre punk ha definito più volgare rispetto alla loro esibizione, la frase con cui il piccolo dittatore Putin ha conquistato il consenso nelle elezioni del 2000: inseguiremo i terroristi fin nel cesso.
L’ex spia del KGB divenne popolare con quel frase e con la guerra patriottica contro i ceceni (decine di migliaia i morti, per lo più civili).
I ceceni vennero accusati di attentati in città russe che da più parti si ritengono siano stati organizzati proprio da esponenti di KGB/Fsb per favorire l’ascesa del capo al Cremlino.
Le Pussy Riot oggi in aula si sono dichiarate “prigioniere politiche”.
Amnesty le ha, fin dal giorno del loro arresto in carcerazione preventiva, considerate “prigioniere di coscienza”.
Il grido Free Pussy Riot, accompagnerà gli esponenti del regime putiniano in tutto il mondo, da qui alla liberazione delle due ragazze.
Ad maiora

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#PussyRiot. Oggi via al processo d’appello

Inizia oggi a Mosca il processo d’appello contro le Pussy Riot, le tre ragazze della band punk condannate (lo scorso 17 agosto) a due anni di colonia penale per 45 secondi di concerto anti-putiniano nella Cattedrale di Cristo Salvatore: http://youtu.be/VtYw-d1CSxQ

Il concerto ovviamente non autorizzato, considerato blasfemo, venne organizzato in febbraio poco prima dell’ennesima rielezione di Putin alla presidenza della Federazione Russa.

 Le tre ragazze sono state condannate in primo grado per atti di teppismo motivato da odio religioso. Una sentenza contestata un po’ in tutto il mondo. Meno in Russia dove il lavaggio del cervello operato dalla televisione ha spinto la maggior parte dei russi ad appoggiare la condanna (i sondaggi assolsero anche al colonnello Yuri Budanov, colpevole di aver ucciso Elsa K., cecena diciottenne).

Lo stesso Putin ci ha tenuto, nel giorno del suo compleanno (festeggiato ovviamente in tv) ad appoggiare la decisione degli amici giudici: “E ‘inammissibile di minare le nostre fondamenta morali, i valori morali, per cercare di distruggere il paese”. A quello ci pensa già lui. Da dodici anni.

Le tre ragazze continuano intanto a far parlare di sé. I giornalisti New Times sono infatti riusciti a intervistarle in carcere: http://www.rferl.org/content/pussy-riot-speak-about-jail-conditions-in-leaked-videos/24734005.html

Qui il video in cui è Nadia Tolonnikova a parlare della sua detenzione: http://youtu.be/LE40AyvxgJc

Qui Maria Alyokhina: http://youtu.be/76LXTpqE_ng

Ad maiora