Month: agosto 2012

#FreePussyRiot. Il regime russo insulta Madonna

Non contento di tenere tre ragazze in cella per un bliz in chiesa, il regime putiniano insulta chi difende le Pussy Riot. E lo fa, ovviamente, con epiteti sessisti.

“Ogni ex puttana cerca di dare lezioni di morale quando invecchia. In particolare quando si trova in tournee all’estero”. Con queste parole il vice premier russo Dmitry Rogozin, su Twitter, ha risposto all’appello lanciato nel corso di un concerto a mosca dalla cantante Madonna a favore del rilascio delle tre musiciste del gruppo punk femminista Pussy Riot, sotto processo per ‘vandalismo religioso’.

Le ragazze hanno provocatoriamente alla Madonna (non la cantante ovviamente) di “liberarci da Putin”.

Al loro fianco sono scesi musicisti di tutto il mondo. Il regime insulta ovviamente solo quelli di sesso femminile.

Rogozin, ex leader del partito Rozina, è un diplomatico (davvero diplomatico!) e si occupa dei rapporti con la Nato (dove ha rappresentato la Russia).

La sentenza contro le Pussy Riot sarà pronunciata il 17 agosto.

Ad maiora

Pussy Riot, sentenza il 17 agosto: “Non abbiamo paura”

Quel giorno, alle 15, sapremo se la caccia alle streghe lanciata dal regime putiniano avrà avuto effetto.

Oggi, finalmente, al processo sono intervenute anche le ragazze, “colpevoli” di un concerto anti-putinano in chiesa. Hanno defiito il procedimento contro di loro di stampo staliniano.

“Questo non e’ un processo contro le Pussy Riot, ma contro l’intero sistema politico russo”, ha spiegato Nadezhda Tolokonnikova (22 ani), alla sbarra insieme a Yekaterina Samutsevich (29) e Maria Alyokhina (24). “Il ricorso alla violenza per reprimere le proteste della società, costringere le persone alla passività politica, noi tutto questo non lo accettiamo. La sola aria che si respira in Russia è diventata dolorosa per noi. Non abbiamo mentito neanche per un secondo di fronte a questo tribunale, ma l’accusa lo ha fatto piu’ volte. Ma la gente se ne è accorta. La verità prevarrà”‘, ha concluso. Indossava una maglietta blu con la scritta (antifascista) No Pasaran!

“Non mi fate paura. Potete portarmi via la mia presunta liberta’, ma in questo paese non ce n’è di vera. La mia libertà interna non potrete sottrarmela”, ha detto Alekhina.

Parole sante.

Come spiega Matteo Tacconi (che ricorda un episodio del passato cecoslovacco), questo processo contro le Pussy Riot sta distruggendo quel poco di immagine internazionale della tirannia putiniana:

http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/136488/

Oggi al loro fianco è intervenuto anche il nostro Vasco Rossi.
Ad maiora

Le lacrime (dopate) di Schwazer

In tv e sui giornali vedremo soprattutto le lacrime di Alex Schwazer, l’altleta altoatesino che assumeva epo.

La lunga conferenza stampa (in un albergo di Bolzano) al di là dei dettagli su dove ha comprato il doping (è così facile in Turchia? Ci sono appena stato e ho qualche dubbio), dove se lo è iniettato, ha raccontato soprattutto il suo disagio verso lo sport, l’attività sportiva: “Volevo solo stare di più con la mia fidanzata. con la mia famiglia” ha in sostanza detto.

Mi allenavo troppo, mi veniva la nausea, ha aggiunto. Succede a tutti gli atleti. Non tutti si dopano però.

E quando gli han chiesto su quale lezione la sua storia darà ai tanti ragazzi ha invitato a non seguire le sue orme. Forse oltre a quelle sul doping, intendeva quelle sull’allenamento massacrante cui tutti gli sportivi debbono per forza sottoporsi.

Ha anche difeso anche Michele Ferrari, medico e preparatore al centro di molte polemiche, inibito negli Usa per violazione del regolamento antidoping.

La domanda sulla quale Schwazer non è riuscito davvero a rispondere è sul perché non si sia ritirato prima di drogarsi per vincere.

Comunque una pessima lezione per chiunque faccia sport.

Ad maiora.

Finito la mia prima 15

Ad Annone.
Tempo scarso (1’41”) ma grande soddisfazione!
Ad maiora

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Corsa al Lago di Annone

Ci siamo (coi Road Runners).
Anche se fa abbastanza caldo.,,

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