Le Pussy Riot hanno scatenato una mobilitazione internazionale, mentre non hanno rianimato l’opposizione anti-putiniana. Solo in cinquecento hanno partecipato alla commemorazione del golpe del 1991:
Due delle tre ragazze condannate a due anni di carcere rischiano intanto di vedersi togliere i figli. Era già successo anche contro gli oppositori al regime bielorusso: http://www.ilmessaggero.it/primopiano/esteri/pussy_riot_a_rischio_la_custodia_dei_figli_mosca_replica_stesse_leggi_in_germania_gli_interventi_di_madonna_e_assange/notizie/214830.shtml
Non solo Pussy Riot comunque. In Russia nasce una commissione che deciderà quali notizie rilasciare ai media sulle tematiche ambientali:
http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=17406
Nel blog di Daniele Sensi sull’Espresso un po’ di reazioni di ascoltatori di Radio Padania Libera, per lo più filo-putiniane:
Le Pussy Riot comunque non chiederanno la grazia:
http://www.ilpost.it/2012/08/20/le-pussy-riot-non-chiederanno-la-grazia/
Ieri, al temine del suo intervento dal balcone dell’ambasciata dell’Ecuador a Londra, anche Assange si è schierato al loro fianco:
Ad maiora
